domenica 24 marzo 2019

“Gli squali”: diventare adulti nell’era delle start-up

“Gli squali”: diventare adulti nell’era delle start-up

6 Novembre 2018 by · Commenta 

Una fabbrica. L’ePark era una fabbrica dove la gente ruotava su un rullo trasportatore.

Dopo il successo internazionale di Mio fratello rincorre i dinosauri, Giacomo Mazzariol, anno 1997, di Castelfranco Veneto, torna a pubblicare per Einaudi Gli squali, un romanzo sorprendente, che è la radiografia di un’epoca e di una generazione.

Max è un ragazzino cresciuto nella provincia veneta, appassionato d’informatica e pronto ad affrontare con gli amici il grande momento soglia dell’esame di maturità. Ma è proprio a pochi giorni dalla prima prova che accade qualcosa d’inaspettato: Max riceve un’email di Lorenzo Mutti, titolare dell’ePark di Roma. Mutti è interessato a un’app che Max ha sviluppato un po’ per gioco, per orientare i suoi coetanei nella scelta del proprio percorso di studi universitari e vuole che… continua a leggere

L’invito

L’invito

17 Giugno 2015 by · Commenta 

«Ma è vero? È morto qualcuno?»
«Questo non posso dirtelo. Non posso parlare di altri pazienti.»
«È vero
«Per favore, calmati», mi blandisce, allargando le mani in un gesto professionale che mi fa venir voglia di urlare. «Agitarti così non fa bene alla tua testa.»
«Agitarmi? Uno dei miei amici è probabilmente morto, e lei mi dice di non agitarmi? Chi è? Per l’amore di Dio, mi dica chi è! E come mai non riesco a ricordare? Perché non ricordo nulla di quel che è successo prima dell’incidente?»
«È piuttosto comune», mi spiega, con ancora quella strana cadenza suadente nella voce, quasi stesse parlando con un bambino, o con qualcuno lento di comprendonio, «in seguito a una ferita alla testa. C’entra con il modo in cui il cervello trasferisce la memoria a breve termine in quella a lungo termine. Se qualcosa interrompe il processo, può capitare che si creino dei vuoti.»
Oddio, io devo ricordare. Devo ricordare quel che è successo perché qualcuno è morto e la polizia è lì fuori, tra poco verranno a farmi domande, e io come faccio a sapere quello che sto dicendo, che sto rivelando, se non so che cosa è successo?

Un’immagine spaventosa apre il primo capitolo di L’invito, thriller d’esordio della scrittrice inglese Ruth Ware appena pubblicato in Italia da Corbaccio: quella di una ragazza che corre in un bosco, cercando disperatamente di mettersi in salvo mentre qualcuno la insegue. Dietro di lei una macchina si fa sempre più vicina, sempre più vicina, fino a quando quella corsa mozzafiato culmina in un impatto violento, che sembra mettere la parola fine a ogni possibilità di fuga… Continua a leggere

Dov’è finita Audrey?

Dov’è finita Audrey?

12 Giugno 2015 by · Commenta 

Un consiglio serio per tutti gli insegnanti che stessero leggendo (cioè zero, probabilmente): cercate di non mettere al centro dell’attenzione proprio la ragazzina che si fa piccola piccola se qualcuno la guarda. Perché non aiuta. E non aiuta neanche dire, in modo che senta tutta la classe, “è quella su cui puntiamo quest’anno, è così dotata”.
Chi vuole essere quella su cui tutti puntano? Chi vuole essere “così dotata”? Chi vuole che tutte le compagne cerchino di ucciderla con lo sguardo?
Cioè, non è che voglia criticare gli insegnanti. Era per dire.
Dunque. Sono successe delle brutte cose. E io sono crollata, tipo. E adesso eccomi qui. Intrappolata nel mio stupido cervello.
Il papà dice che è assolutamente comprensibile e che ho avuto un trauma e adesso sono come una bambina piccolissima che va nel panico se la danno in braccio a qualcuno che non conosce. Ho visto dei neonati fare così, passare in un nanosecondo dal ridere beati allo strillare disperati. Bè, io non strillo. Non proprio. Però ne avrei una gran voglia.

Da molto tempo i fan di Sophie Kinsella sanno che questa straordinaria autrice – diventata famosa in tutto il mondo grazie alla serie di I love shopping – sa parlare con grandissima efficacia anche di personaggi diversi dalla sua celeberrima eroina Becky Brandon, e lo dimostra ancora una volta nelle pagine del suo ultimo romanzo, Dov’è finita Audrey?, appena pubblicato in Italia da Mondadori.
Questa volta l’autrice sceglie di raccontare, con il suo stile e la sua ironia inconfondibili, le vicende di una ragazzina di quattordici anni, Audrey, e della sua stralunata famiglia, impossibile da non amare fin dalle prime pagine del romanzo.
Audrey è una ragazza intelligente, dotata, sensibile, che però ha dovuto lasciare la scuola dopo aver subito un misterioso e gravissimo episodio di bullismo… Continua a leggere

Libri da leggere: Paola Soriga – Dove finisce Roma

Libri da leggere: Paola Soriga – Dove finisce Roma

22 Aprile 2015 by · Commenta 

Il romanzo d’esordio di Paola Soriga Dove finisce Roma, pubblicato da Einaudi nel 2012, è una storia di guerra, di bombe, di resistenza e di caos.
Parla di uomini innocenti gettati in fosse comuni per rappresaglia, di aerei che sganciano ordigni che colpiscono gente terrorizzata e inerme, di una città intera che aspetta che quell’incubo impossibile da governare finisca (perché gli americani sono alle porte, sono a due passi, sono sempre sul punto di arrivare. Però non arrivano mai) e intanto prova a organizzare – tra tipografie clandestine e preti conniventi – una rete di Resistenza agli invasori, impegnandosi in una forma di guerra mai combattuta prima, difficile da capire ma, nonostante questo, impossibile da non combattere.
Questa storia, ambientata a Roma nel 1944, è una storia di militanza, di guerra e di crescita. La sua protagonista è una ragazzina sarda, che si chiamerebbe Ida ma che sceglie di ribattezzarsi Maria, un piccolo nome anonimo, ideale per il suo destino di staffetta senza bicicletta, di piccola molecola all’interno di una rete più grande di lei. Ida non sa di preciso perché decide di entrare nella Resistenza: lo fa per istinto, come se per lei fosse inevitabile partecipare all’enorme moto di rivolta che anima il quartiere romano in cui vive e in cui tutti, più o meno consapevolmente, si trovano impigliati nelle pieghe della Storia, e sono costretti a scegliere da che parte stare… Continua a leggere

Libri da leggere: Irène Némirovsky – Il ballo

Libri da leggere: Irène Némirovsky – Il ballo

18 Marzo 2015 by · Commenta 

Il ballo (Adelphi), racconto fulmineo e perfetto pubblicato dalla scrittrice francese Irène Némirovsky nel 1930, è un testo lineare e meraviglioso, capace di racchiudere nella piccola misura delle sue poche pagine una moltitudine di temi enormi, come solo le storie destinate a sopravvivere al tempo sanno fare.

In queste pagine si parla di grettezza e di crudeltà, di ipocrisia e di vendetta, di un rapporto madre-figlia che brilla per la sua spietata freddezza e di un’adolescenza pulsante e disperata, che travolge la vita della protagonista e della sua famiglia con una forza catastrofica capace di far venire le vertigini.
Al centro di questa piccola storia spietata ci sono una donna e una ragazzina quattordicenne, sua figlia (il padre, che pure compare sulla scena, rimane sempre una mera comparsa nell’azione), che vivono in una Parigi di inizio Novecento in cui – mentre già all’orizzonte si addensano le nubi che porteranno alla seconda guerra mondiale di cui la stessa Némirovsky parlerà nel suo capolavoro Suite francese – è ancora possibile arricchirsi rapidamente e in modo favoloso, ritrovandosi di colpo proprietari di palazzi meravigliosi, di intere cassette traboccanti di gioielli e di uno stuolo di servitù.
È, questo, ciò che accade alla famiglia di Antoinette, quattordicenne preda di sentimenti travolgenti, totalizzanti e ossessivicontinua a leggere

Libri da leggere: Simona Vinci – Dei bambini non si sa niente

Libri da leggere: Simona Vinci – Dei bambini non si sa niente

4 Marzo 2015 by · Commenta 

Comincia con un’immagine apparentemente poetica ma straordinariamente inquietante Dei bambini non si sa niente (Einaudi), romanzo d’esordio dell’autrice bolognese Simona Vinci: l’immagine di una bambina di dieci anni che in una sera di fine estate, nel parcheggio di un palazzo, guarda un campo di grano e canta «una di quelle canzoni che cantano i bambini, canzoni che quando le senti ti ricordano qualcosa e non sai esattamente cosa, forse di quando le cantavi anche tu».
Si capisce subito, fin dalle prime parole, che questa storia parla di cose morte e sepolte ma comunque spaventose come incubi di cui non ci si può liberare, di cose rotte impossibili da ricomporre, di un mare di dolore senza filtri, implacabile e duro, contro cui non esistono dighe e da cui non si può scappare una volta che lo si è risvegliato dal sonno delle ipotesi e lo si è lasciato entrare nel mondo delle cose vere, successe, ormai impossibili da scuotersi di dosso.

La bambina che canta si chiama Martina, ha finito la quinta elementare e vive nella campagna emiliana, in un paese della provincia bolognese in cui ci sono campi di grano, condomini, un benessere piccolo e rassicurante fatto di famiglie per bene e di bambini che si conoscono da sempre… continua a leggere

In silenzio nel tuo cuore

In silenzio nel tuo cuore

26 Febbraio 2015 by · Commenta 

Per quale ragione la sera prima avevo bevuto così tanto da ridurmi in quello stato? Per quale ragione mi ero ridicolizzata davanti a tutti quanti, e ora non riuscivo a ricordare più nemmeno quello che mi poteva essere uscito dalla bocca? Che cosa avevo detto? Cosa, cosa?
Mal di testa, troppo mal di testa.
Meglio non pensare.
Meglio non cercare risposte che non volevo, che non avevo.
Mi trascinai fino al letto, mi buttai sul piumino, rimasi immobile a fissare il soffitto con gli occhi sbarrati per un tempo indefinito. Il tempo e lo spazio non esistevano, io non c’ero più.
Però c’era mia madre, adesso.
Comparve sulla soglia della porta al’improvviso. Immobile, una statua.
«Dobbiamo parlare.»

Arriva in questi giorni in libreria, grazie all’editore Garzanti, In silenzio nel tuo cuore, brillante romanzo d’esordio della giovanissima scrittrice romana Alice Ranucci.
In queste pagine l’autrice, appena diciassettenne, racconta una storia di straordinaria normalità, che colpisce proprio per la sua capacità di raccontare “dall’interno” un mondo, quello degli adolescenti, che è straordinariamente vicino a ciascuno di noi ma che, allo stesso tempo, ci appare troppo spesso misterioso, incomprensibile e inafferrabile. Un vero e proprio mondo parallelo rispetto a quello degli adulti che, attraverso le pagine di questo romanzo, viene svelato… Continua a leggere

Libri da leggere: Paola Mastrocola – Una barca nel bosco

Libri da leggere: Paola Mastrocola – Una barca nel bosco

18 Febbraio 2015 by · Commenta 

Una barca nel bosco (Guanda) – romanzo di Paola Mastrocola vincitore del Premio Campiello – è un libro che, a prima vista, sembra avere tutte le caratteristiche della più classica delle storie di formazione: al centro di tutto, infatti, c’è un ragazzino, Gaspare, che all’inizio della vicenda è molto giovane e che poi, pagina dopo pagina, va a scuola, conosce il mondo, cresce, impara, cambia, fino a diventare, infine, un uomo.
Sembra non ci sia niente di anomalo, in questa parabola esistenziale fin troppo prevedibile, ma fin dalle primissime pagine ci si accorge che c’è qualcosa di inaspettato, in questo edificio narrativo. La storia di Gaspare, infatti, è in realtà il racconto di una lenta e inesorabile “de-formazione”, di una crescita al contrario, in cui quello che si scopre e si trova è meno di quello che si possedeva prima, e in cui tutto sembra cospirare per indebolire il protagonista, per sottrargli ciò che possiede di bello e di speciale e renderlo, infine, indistinguibile da tutti gli altri, in un processo di subdola omologazione che sembra essere la peggiore delle violenze, quella da cui è impossibile difendersi.

Il protagonista che conosciamo nelle prime pagine di questa storia è un ragazzino con la testa piena di pensieri, che sbarca a Torino dopo aver trascorso l’infanzia in un’isola che si trova a mille chilometri di distanza, in mezzo al mare… Continua a leggere

Ciò che inferno non è

Ciò che inferno non è

31 Ottobre 2014 by · Commenta 

«Io non ci sono mai stato a Brancaccio.»
«Io ci sono nato e non ti sei perso niente. Altro che erba, lì solo cemento. C’è tanto da fare, tutti quei bambini… A volte mi sembra di non combinare niente. Mi mancano le braccia.»
«Le serve una mano?»
«Anche tre… Secondo te perché vi ho chiesto di venire quando avete tempo? Voglio fare il possibile perché questa estate sia diversa dalle altre.»
«Magari passo prima di partire. Basta che non parliamo di Dio.»
«A che serve parlare di Dio? Se io ti spiego l’amore tu t’innamori? Quando ti innamori di una ragazza, forse prima te la spiegano?»
«No, prima la vedo e poi voglio conoscerla.»
«Bravo. Si vede che sei mio alunno. Dio bisogna darlo, poi dirlo. Dio o lo tocchi o non c’è teorema che te lo possa far piacere. Vieni a darmi una mano con i bambini di Brancaccio.»
«Ma io non so fare niente, lì serviranno persone preparate. Non so manco come ci si arriva.»
«Sai giocare a calcio?»
«Sì»
«Hai tempo?»
«Poco, prima di partire»
«Poco è più che sufficiente. Allora ti aspetto. Chiesa di San Gaetano. Centro Padre Nostro. Mi trovi lì.»

Dopo lo straordinario successo dei suoi primi romanzi Bianca come il latte, rossa come il sangue e Cose che nessuno sa, Alessandro D’Avenia torna oggi il libreria con Ciò che inferno non è (Mondadori), nuovo romanzo in cui, ancora una volta, il professore e scrittore palermitano racconta il mondo affascinante e labirintico dell’adolescenza, con le sue luci, le sue ombre e i suoi misteri.
Questa volta, però, la storia del protagonista Federico – un diciassettenne che vive a Palermo e che, come tutti i suoi coetanei, affronta con coraggio, paura ed emozione le sfide proprie della giovinezza – si mescola con la Storia con la S maiuscola e con il ritratto di un uomo straordinario, don Pino Puglisi, sacerdote ucciso nel 1993 a Palermo, dove da anni lavorava per sottrarre i bambini del quartiere popolare di Brancaccio alla strada e alle cosche mafiose.
Federico, del mondo della criminalità organizzata e dei quartieri in cui è egemone, non sa nulla… continua a leggere

Libri da leggere: Peter Cameron – Un giorno questo dolore ti sarà utile

Libri da leggere: Peter Cameron – Un giorno questo dolore ti sarà utile

17 Settembre 2014 by · Commenta 

Non dev’essere facile nascere – letterariamente parlando – ed essere immediatamente battezzati dalla critica come “il giovane Holden degli anni Duemila”, con il carico di aspettative, preconcetti e pregiudizi che questa etichetta ambiziosa e vagamente soffocante comporta. Non dev’essere facile dover essere Holden Caulfield, incarnare quello che lui è stato per un’intera generazione di lettori, diventare il paradigma del giovane statunitense dei nostri giorni, con le sue fratture e le sue ambizioni e la sua meraviglia.
Non dev’essere facile, eppure il giovane James Sveck – protagonista del romanzo Un giorno questo dolore ti sarà utile (Adelphi), del newyorkese Peter Cameron – esce dal confronto con il suo precedente letterario a testa alta, ed entra di diritto nella galleria dei personaggi letterari indimenticabili e veri, che si lasciano ricordare a distanza di tempo proprio grazie alla loro capacità un po’ sfacciata di mostrare solo alcune facce di sé, e di lasciare che siano i lettori a percepire e ricostruire il resto, meglio che possono, lavorando di lima e di scalpello.

James Sveck è il protagonista di questa storia newyorkese, che è una storia degli anni Duemila ma allo stesso tempo è una storia senza tempo, fuori dal tempo, capace di raccontare la frastagliata confusione della vita di un adolescente frastornato e intelligentecontinua a leggere

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