martedì 22 gennaio 2019

Recensione del libro: “Giuro che non avrò più fame” di Aldo Cazzullo

Recensione del libro: “Giuro che non avrò più fame” di Aldo Cazzullo

25 settembre 2018 by · Commenta 

Il cibo era un’ossessione. Ancora negli anni Sessanta, le nostre nonne cucinavano tutto il giorno: avevano conosciuto la fame, non volevano che i nipoti dovessero ripetere l’esperienza; se non ripulivi il piatto, le sentivi mormorare: “Ti ci vorrebbe un po’ di guerra…”. I padri invece ripetevano che dovevamo studiare per farci “una posizione”, e contribuire alla crescita economica, sociale, culturale della famiglia e anche del Paese.

Aldo Cazzullo, inviato ed editorialista del «Corriere della Sera», in “Giuro che non avrò più fame” ci racconta la crisi attuale tramite un viaggio in un passato non così remoto ma che molto spesso viene dimenticato. L’Italia del secondo dopoguerra, infatti, non era poi molto diversa da quella attuale: un decennio di crisi mostruosa e, sembra, insuperabile, ha creato un baratro notevole, aumentato vertiginosamente la popolazione che vive sotto la soglia di povertà e costretto gli appartenenti alla classe media a vivere in uno stato di continuo panico, terrorizzati dall’idea di poter perdere il lavoro da un momento all’altro, cosa che  purtroppo in questi anni è diventata fin troppo frequente. L’Italia del 2018, quindi, è sopravvissuta ad una “guerra” e si sente povera, ma…continua a leggere

L’ intervista. I 70 italiani che resteranno

L’ intervista. I 70 italiani che resteranno

29 marzo 2017 by · Commenta 

Il primo incarico fu aprire le uova: romperle, separare il tuorlo dall’albume, montarle per il gelato alla vaniglia. Aprivo 800 uova al giorno, per fare 50 contenitori di gelato da mettere sulle fragoline di bosco. Alla fine c’era da lavare la cucina, scopare per terra, svuotare il magazzino. Poi mi passarono ai prosciutti. Disossavo venti prosciutti al giorno per preparare i canapè: burro e acciughe, uova e caviale, formaggi e, ovviamente, prosciutto.- Antonino Cannavacciuolo

Trent’anni di professione sono riassunti in “L’intervista. I 70 Italiani che resteranno” di Aldo Cazzullo. Una rassegna che parte dalle prime domande rivolte a Giulio Andreotti nel 1989 fino alle ultime risposte appena trascritte. Nel mezzo troviamo un elenco di nomi, interessi e professioni. Dalla politica allo sport, dal teatro alla scultura, dalla musica alla regia, sono solo alcuni degli argomenti di questa collezione. Ne emerge un quadro colorato, denso e anche complesso dell’Italia. Come lui stesso scrive nella prefazione del libro: «un’intervista è riuscita se… continua a leggere

La vita buona

La vita buona

28 marzo 2012 by · Commenta 

«Lei ha denunciato l’incomprensibilità linguistica prima che teorica di questa crisi, che ci riguarda tutti ma che nessuno riesce a capire. Come se mancassero le parole per indicarla e spiegarla.
Sì, ho formulato un richiamo al fatto che l’uomo della strada non riesce a comprendere ciò che succede. Questa distanza siderale del linguaggio economico-finanziario della gente comune, che pure ne è protagonista, è profondamente ingiusta. E’ fondamentale che l’economia e la finanza tornino a ridirci di cosa si stanno occupando; non lo si può cogliere solo dalle batoste che ci arrivano addosso. Occorre veramente una lettura culturale del fenomeno, entro cui situare gli interventi di carattere tecnico… continua a leggere

Viva l’Italia

Viva l’Italia

16 marzo 2011 by · Commenta 

«Niente da fare, nonostante tutto “Viva l’Italia” imbarazzava. Dire o anche solo pensare questa semplice frase poteva essere spiazzante. Rimandava nel migliore dei casi a un Risorgimento polveroso, studiato in fretta in vista dell’esame di maturità e altrettanto frettolosamente archiviato. O magari alla parata del 2 giugno, o alla fanfara dei bersaglieri. A nulla di troppo contemporaneo, insomma»… continua a leggere