Aleph
Si intitola Aleph il nuovo romanzo di Paulo Coelho edito da Bompiani. Un romanzo poco tradizionale che in realtà sembra più un diario di viaggio, una profonda analisi di se stessi, una ricerca di ciò che il filosofo Jorges Luis Borges chiamava, appunto, Aleph. L’Aleph è il numero zero, il punto di inizio e allo stesso tempo la conclusione, il luogo che riunisce e cancella il tempo e la storia, Aleph è l’atemporale. «L’Aleph è un punto che contiene tutto l’universo e che ci trasporta in un’altra dimensione, in cerca di una risposta.»
Lungo la Transiberiana, attraverso Europa, Asia e Africa, Coelho sembra aver bisogno di riscoprirsi, di riprendere le redini della propria vita e per questo si mette in viaggio perché, se è vero ciò che ci ha insegnato Kavafis attraverso Itaca, la meta non conta, l’importante è il percorso compiuto augurandosi che sia il più lungo possibile.
Il libro si avvia come il diario, quasi giornalistico, del viaggio promozionale in Russia che Coelho ha dovuto compiere nel 2006 con i suoi editori, ma subito la narrazione si dirige altrove, diventa più profonda, introspettiva, gioca sul confine tra sogno e realtà. Coelho si diverte a mescolare queste due dimensioni confondendo il lettore incapace di distinguere… continua a leggere