domenica 20 gennaio 2019

La prima regola degli Shardana

La prima regola degli Shardana

1 febbraio 2016 by · Commenta 

“Tu, Antonello,come sei?”
“A pallone?” chiede Antonello.
“Eh no, a boccette!” sbotta Giuseppe.
Antonello lo guarda come se si fosse risvegliato da un lungo sonno.
“So giocare.”
“Giochi bene?”
“So giocare.”
“Vabbè, un altro chiacchierone”, sbuffa Giuseppe. “Ma che c’avete da queste parti, una tassa sulla conversazione?”
Raffaele gli tocca un braccio, come a dire, non esagerare. Giuseppe torna a guardare Antonello. Antonello ricambia, senza proferire altra parola, e Giuseppe è il primo ad abbassare gli occhi.
Riepiloga, indicando i nomi sul foglio davanti a lui.
A questo punto siamo noi quattro. Boèle, don Virgilio, Baìnzu, Lillìnu e Veronica. Siamo nove. In campo possiamo andare. Iscriviamo questi, e abbiamo cinque giorni per trovarne altri.”
“Lo zoppo?” chiede Sandro.
“Ma vaffanculo” Giuseppe chiude la questione.
Raffaele guarda per terra. Tutto sommato un esordio incoraggiante. Er Pippa in porta, un vip sovrappeso in campo e una squadra più sconclusionata che mai. Lui compreso.

Dopo Il confine di Bonetti, Giovanni Floris, giornalista e conduttore televisivo del noto programma Ballarò, torna con un’esilarante commedia, La prima regola degli Shardana, edito Feltrinelli.
Giuseppe, Raffaele e Sandro sono amici fin dagli anni delle superiori. Giuseppe è un uomo di successo, un noto giornalista televisivo, ormai stanco di intervistare politici e che non sempre vive la notorietà come un vantaggio. Sandro è un avvocato che vive di piccoli incidenti d’auto, arriva a fine mese procurando ai propri clienti falsi certificati medici e cercando di fregare le assicurazioni. Raffaele passa le sue giornate in un ufficio in cui non si sa cosa faccia e che non vede clienti da molto tempo, mantenuto dalla moglie che lo odia e che probabilmente lo tradisce senza troppi sensi di colpa.
Raffaele sente il bisogno di ricattarsi…Continua a leggere

Morire in primavera

Morire in primavera

25 gennaio 2016 by · Commenta 

Ortrud si fece largo fra gli avventori con un vassoio pieno di cocci di vetro. Aveva i capelli color fibra di lino scarmigliati, sulle guance le scendevano le lacrime, e quando si sciolse il grembiule le tremavano le mani. Si sforzò ugualmente di sorridere, baciò e abbracciò il fidanzato, gli sussurrò qualcosa all’orecchio, poi vide Walter e disse: «Me lo terrai d’occhio, vero? Questo ragazzo è un tale stupido».
«Ci provo» le rispose lui. «Non ti preoccupare. Probabilmente sarà tutto finito prima ancora che usciamo dall’addestramento».

Un piccolo capolavoro, una prosa lineare e limpida, e un’inimitabile delicatezza nell’affrontare una tematica dolorosa. Ralf Rothmann, poeta e drammaturgo tedesco, dà prova di profonda conoscenza dell’animo umano nel suo romanzo Morire in primavera, edito Neri Pozza.
Walter è rispettato e conosciuto da tutti come un gran lavoratore, un uomo serio e di animo buono. È sempre stato di poche parole, ma da quando ha perso l’udito l’unica persona con cui riesce ad avere una conversazione è la moglie, come se…Continua a leggere

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

20 maggio 2014 by · Commenta 

«Forse quella volta sono morto davvero, pensò Tsukuru. L’estate scorsa, quando la mia stessa esistenza è stata negata da quei quattro, il ragazzo che si chiamava Tazaki Tsukuro ha smesso di respirare. Solo il mio aspetto si è conservato, anche se a fatica, e in poco meno di sei mesi anche quello ha subito una metamorfosi completa. Sono cambiati la forma del mio corpo, l’espressione del mio viso, lo sguardo che i miei occhi posano sul mondo. Ogni sensazione che provo è diversa da prima: la carezza del vento sulla mia pelle, il suono dell’acqua che scorre, i raggi del sole che filtrano tra le nuvole, il colore dei fiori di stagione. È come se fossi diventato una persona nuova. Quello che si trova adesso qui, che si riflette in questo specchio, a prima vista sembra il solito Tazaki Tsukuru: ma non lo è. È soltanto un recipiente il cui contenuto è stato sostituito, qualcosa che solo per comodità viene ancora chiamato Tazaki Tsukuro. Se continua a usare questo nome, è perché al momento non ne ha un altro.»

Murakami Haruki, che torna oggi in libreria con il suo nuovo romanzo L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio (Einaudi), è uno di quegli autori preziosi e rari che hanno la capacità di raccontare storie che – pur nella loro forma piccola, conclusa, limitata – sanno essere assolutamente eterne, capaci di abbracciare interi universi e di restituirli al lettore in tutta la loro complessità e la loro potenza. Storie che, pur essendo perfettamente localizzate in un luogo e in un tempo, sono in realtà storie di ogni luogo e di ogni tempo, perché nel loro breve giro sanno raccontare qualcosa che ha a che vedere con l’intera umanità, con gli uomini di oggi e di domani e con tutti i loro mostri, i loro abissi e i loro momenti di faticosa redenzione… continua a leggere

Incanto

Incanto

21 ottobre 2011 by · Commenta 

Mentre un vortice mi bloccava cuore e polmoni, mi ero tirato d’istinto le coperte fin sopra la testa. Il fiato riscaldava òe lenzuola e mi toglieva l’ossigeno. Ancora quei colpi sinistri, e il cuore che lentamente riprendeva a battere. Dopo qualche secondo avevo abbassato appena le coperte e provato a guardfare. Una sagoma scura era rannicchiata fuori dalla finestra. Mi ero di nuovo rintanato sotto le coperte e avevo tentato di convincerm che stavo ancora dormendo e che era solo un incubo. Tra un attimo mi sarei svegliatocontinua a leggere

Amicizia indissolubile

Amicizia indissolubile

7 giugno 2011 by · Commenta 

Un libro che è diventato un classico.
L’amico Ritrovato, scritto da Fred Uhlman, viene riproposto anno dopo anno come lettura per i ragazzi di tutte le età.
96 pagine che narrano la storia di una profondo amicizia tra Hans, ragazzo di origine ebrea che vive a Stoccarda e Konradin, giovane di nobili origini educato secondo il pensiero della politica Hitleriana.
Entrambi frequentano l’istituto Karl Alexander Gymnasium ed è lì che nel 1932 si incontrano per la prima volta. I due si avvicinano sempre più, giorno dopo giorno, finchè Hans decide di invitare Konradin a casa sua per mostrargli la sua collezione di pietre e di opere francesi e russe… continua a leggere