sabato 20 luglio 2019

Trecento pagine da ridere, con le “Barzellette” di Ascanio Celestini

Trecento pagine da ridere, con le “Barzellette” di Ascanio Celestini

20 Marzo 2019 by · Commenta 

Uno mi fa: – Allora? Arriva questo treno?
Gli rispondo: – Se ha tanta fretta, gli vada incontro.
S’è calmato subito. L’ho accompagnato al bar e ci abbiamo bevuto sopra. L’ha capito pure lui che con l’orario del treno non ci puoi fare niente. Non è mica come in autostrada che ti metti a correre oltre i limiti di velocità e superi a destra e sinistra. Il treno sta sulle rotaie.
Davanti a una sambuca gli dico: – Una volta c’è stato un suicida che è andato davvero incontro al treno. Sa che gli è successo? È morto un quarto d’ora in anticipo.

Per la serie Stile Libero Extra di Einaudi, sono in libreria le “Barzellette” di Ascanio Celestini.

La vita è un po’ come l’eterna attesa di un convoglio in una stazione di provincia. E quale miglior modo, per ingannare l’attesa, di ridersela con qualcuno? Un dipendente delle ferrovie dello stato racconta al suo capostazione le storielle che si è appuntato, in una vita di incontri, nel suo brogliaccio. Barzellette sui carabinieri, sugli avvocati, sui politici, sulle mogli, sui mariti, sui gay, sui pedofili, sulla morte. Uno humor tutt’altro che politicamente corretto, e per questo catartico: perché, come ci suggerisce il comico romano…continua a leggere

Libri da leggere: Ascanio Celestini – Storie di uno scemo di guerra

Libri da leggere: Ascanio Celestini – Storie di uno scemo di guerra

15 Aprile 2015 by · Commenta 

Ascanio Celestini ha raccontato per anni, in teatro, le sue Storie di uno scemo di guerra, finché dal nucleo di quello spettacolo fortunato ed eccentrico, che raccontava i giorni della liberazione di Roma scegliendo un punto di vista unico e indimenticabile, non è nato un racconto piccolo, preciso e prezioso, pubblicato da Einaudi.
Il libro non è una trascrizione dello spettacolo teatrale di Celestini ma un racconto autonomo, perfettamente compiuto in se stesso e dotato di una chiarezza e di un’efficacia assolutamente “letterarie”, ma chi conosce lo stile e il lavoro dell’attore romano non potrà non sentire, in queste pagine, il timbro inconfondibile della sua voce e la sua capacità di muoversi sempre lungo il filo sottile che separa la realtà dal sogno. Il mondo di cui parla Celestini è un mondo che assomiglia straordinariamente al nostro, ma in cui c’è sempre spazio per una miriade di minuscoli dettagli “assurdi” che, proprio perché sanno sporcare l’apparente chiarezza dell’insieme, riescono a illuminare aspetti della realtà che altrimenti sarebbero impossibili da afferrare.
Anche nelle pagine di questo racconto Celestini gioca da maestro con la verità e la follia, con la realtà storica a cui si mescola l’assurdo più inafferrabile: la storia che racconta, infatti, è quella dell’arrivo degli americani a Roma, il 4 giugno del 1944. Il momento della liberazione della capitale, però, è raccontato attraverso le storie di un gruppo di personaggi stralunati, eccentrici e proprio per questo indimenticabili continua a leggere