sabato 24 agosto 2019

“Magnifici perdenti”: il magnifico e vincente esordio di Joe Mungo Reed

“Magnifici perdenti”: il magnifico e vincente esordio di Joe Mungo Reed

18 Gennaio 2019 by · Commenta 

Più tardi, accanto al pullman, mentre passo in rassegna il mio equipaggiamento, mi si avvicina Fabrice sulla bicicletta. «Ci sono due uomini in un bar che guardano il Tour» dice.
«Okay».
«Piove, e i corridori stanno per salire in montagna». Fabrice si strofina i capelli e sorride. «Tempo davvero orrendo».
«Conosco il genere» dico.
«“Perché lo fanno?” dice uno dei due. Non capisce. Scuote la testa. “Il primo vince mezzo milione di euro” dice l’altro». Fabrice aspetta. Mi guarda con l’accenno di un sorriso. «“Lo so” dice il primo, “ma perché lo fanno gli altri?”»

Magnifici perdenti” di Joe Mungo Reed è appena arrivato nelle librerie italiane per Bollati Boringhieri ed è senz’altro una delle uscite più interessanti di quest’inizio 2019.

La storia è ambientata in pieno Tour de France ed è raccontata in prima persona da Solomon, un ciclista professionista sulla soglia dei trent’anni. Come il suo allenatore Rafael non si scorda mai di ricordargli, Sol non corre per vincere: il suo scopo è quello di… continua a leggere

Ritorno a Salem

Ritorno a Salem

29 Agosto 2014 by · Commenta 

Con le mani tremanti, aprii il manoscritto. Un profumo di alghe e iodio invase la stanza mentre sulla città cominciava a cadere una pioggia battente, picchiettando le finestre di minuscole meduse. Il disordine nel quale i fogli erano stati raccolti lasciava immaginare una sistemazione frettolosa. Sulle pagine si alternavano spartiti talvolta coperti da acqueforti firmate da un certo Max Klinger, dialoghi, disegni, l’estratto di un diario, e infine due fotografie ingiallite che mi fecero cadere il faldone di mano. Sulla prima, tra tutti inconfondibile, tutelare come un dio barbaro, con gli occhi chiari e penetranti come quello della mia lupa Alawa, riconobbi il volto di Johannes Brahms.

Hélène Grimaud è una donna, una pianista e una scrittrice di straordinario talento. Negli anni Ottanta ha debuttato, giovanissima, sulla scena musicale internazionale, vincendo subito alcuni dei riconoscimenti più prestigiosi d’Europa e del mondo, ma nonostante questo folgorante successo ha scelto di non consacrare la sua vita solo al pianoforte. I suoi interessi, infatti, l’hanno portata a scrivere vari libri – l’ultimo dei quali, Ritorno a Salem, recentemente pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri – e a dedicarsi alla difesa dei diritti umani, aderendo all’associazione Musicians for Human Rights, che si occupa di promuovere in tutto il mondo la cultura dei diritti umani attraverso l’attività musicale. Inoltre, Hélène Grimaud è anche un’etologa e un’attivista interessata alle tematiche ambientali… continua a leggere

L’amore in gioco

L’amore in gioco

17 Marzo 2014 by · Commenta 

«Gli venne in mente che poteva essere l’ultima volta che rimaneva da solo con sua moglie, e si chiese se la morte le avrebbe impedito di sentire quello che aveva da dirle. Esitò prima di cominciare. Gli sembrava di aver perso la voce. Non riusciva a ricordare come parlava con sua moglie, poi ricordò – non il rapporto facile degli ultimi vent’anni, ma lui che parlava a raffica per superare il silenzio pesante di Joanie che si rifiutava di domandargli dov’era stato la notte prima – e subito aprì gli occhi per scacciare l’immagine di loro due più giovani e infelici».

Bollati Boringhieri porta nelle librerie italiane L’amore in gioco affascinante romanzo d’esordio di Callie Wright (giornalista di Vanity fair) che racconta la storia di una famiglia della borghesia provinciale di New York.
È il 1994 e l’ottantenne Joanie Cole muore nel sonno lasciando da solo l’anziano marito Bob che, confuso e spaesato, decide di trasferirsi nella casa della figlia Anne. In quel momento, tre generazioni si ritrovano sotto lo stesso tetto a condividere una quotidianità fatta di ansie, frustrazioni e paure… continua a leggere

La moglie dell’albergatore

La moglie dell’albergatore

11 Marzo 2014 by · Commenta 

«In fondo al corridoio, subito dopo la numero dieci, una porta con il cartello Privato divide le camere degli ospiti dall’appartamento di Ester e del marito.
Bernard, sbucando da quella porta, vede la moglie sgattaiolare in tutta fretta dalla sei e scendere di sotto. Qualche istante dopo, sulla soglia della stessa camera compare un uomo: si sporge, guarda verso le scale. L’uomo è nascosto in parte dal battente, ma Bernard riesce a vedere una spalla nuda le sporgenze della colonna vertebrale, una gamba bianca, le vene blu del piede appoggiato sulla moquette del corridoio. L’uomo volta il capo, e scorgendo Bernard si ritira imbarazzato in camera. La porta si chiude con uno scatto, la chiave viene girata nella toppa.»

La moglie dell’albergatore, scritto dall’autrice inglese Alison Moore e da poco pubblicato in italiano dall’editore Bollati Boringhieri, è un romanzo pieno di pathos e di tensione, capace di creare un clima sospeso e rarefatto che costringe il lettore a voltare una pagina dopo l’altra, nell’attesa spasmodica del finale, che arriverà nella forma di un travolgente colpo di scena.
Protagonista di questa intensissima vicenda psicologica, che analizza la complessità e le profondità dei destini umani, è Furth, un giovane uomo che è stato da poco lasciato dalla moglie e che decide quindi di imbarcarsi su un traghetto diretto in Germania, proprio come aveva fatto molti anni prima insieme a suo padre, dopo che sua madre li aveva abbandonati… continua a leggere

La riva del silenzio

La riva del silenzio

8 Gennaio 2014 by · Commenta 

«Quanto era distante quel tempo. Quanto erano distanti il suo sfinimento e lo sfinimento degli uomini che lo scortavano, con gli occhi iniettati di sangue e gli elmetti e l’odore di tintura e di iodio e polvere da sparo che tutti loro avevano addosso e avrebbero impiegato anni per cancellare. C’erano giorni, perfino adesso, in cui Yohan lo sentiva ancora, e quella sera sulla costa non sembrava poi così lontana. Per un attimo tornò ad essere quell’uomo – un ragazzo – in quel paese, in quel porto, volgendo le spalle agli anni passati senza sapere se quegli anni lo avrebbero seguito per mare. Ricordò i tremiti incontrollabili del suo corpo. Ricordò di essersi fermato sulla passerella sopra l’acqua, come sospeso tra la riva e la nave».

Arriva anche in Italia, grazie alla casa editrice Bollati Boringhieri, il nuovo caso editoriale internazionale che con straordinaria semplicità e gentilezza trasporta il lettore alla scoperta degli orrori della guerra di Corea: La riva del silenzio di Paul Yoon.
Un giovane prigioniero di guerra nordcoreano, ribattezzato Yohan dagli americani, viene portato in Brasile da una nave cargo perché si ricostruisca una vita dopo la terribile esperienza in guerra; grazie all’abilità manuale dimostrata diventa aiutante di un sarto giapponese a sua volta emigrato e totalmente spaesato. I due… continua a leggere

L’ultima favola russa

L’ultima favola russa

17 Maggio 2013 by · Commenta 

«Quello sciogliersi dei piccoli, sudici nodi che la paura aveva stretto dentro di lui era la cosa migliori dopo il letto. Per abitudine, dava sempre ai clienti l’impressione di pareggiare bicchiere su bicchiere , in un clima conviviale, mentre in realtà beveva sempre molto meno di loro. Stavolta, però, aggredì la bottiglia in maniera sconsiderata, badando soltanto ad accompagnare ogni sorsata con un boccone di cibo».

Bollati Boringhieri pubblica L’ultima favola russa, il romanzo scritto da Francis Spufford (scrittore inglese) vincitore dell’Orwell Prize 2011. Recensioni entusiastiche comparse sui maggiori quotidiani inglesi precedono  l’arrivo di questo straordinario romanzo in Italia.
Spufford accompagna i suoi lettori alla scoperta dell’Unione Sovietica degli anni Cinquanta-Sessanta, anni ricchi di cambiamenti, di speranze, di illusioni e di ideologie. Attraverso le vite di personaggi veri e inventati Spufford ricostruisce magistralmente un periodo intricato spesso falsato dalla propaganda politica raccontandoci una versione rielaborata della fiaba russa, al posto dei tappeti volanti, di magici poteri troviamo la realizzazione di un sogno unico… continua a leggere

Non è un mondo per vecchi

Non è un mondo per vecchi

6 Maggio 2013 by · Commenta 

«Quale letteratura, quale storia sono in grado di comprendere, beati, senza avere nozione concreta di vita nei campi, di animali domestici, di mietiture estive, di una decina di guerre, di cimiteri, feriti, gente affamata, patria, bandiere insanguinate, monumenti ai caduti…, senza avere sperimentato, soffrendo, l’urgenza vitale di una morale?»

Michel Serres è uno tra gli epistemologi più originali esistenti. Ormai ultraottantenne, registra l’attuale momento storico come punto di svolta, era che sta spezzando le catene del passato: Non è un mondo per vecchi (Bollati Boringhieri) è una descrizione della popolazione dei “pollicini” e “pollicine”, generazioni così affettuosamente appellate per via della loro attitudine a scrivere velocissimi sms usando solo i pollici. Non c’è critica pessimista, né nostalgia… continua a leggere

Dove va il mondo?

Dove va il mondo?

25 Gennaio 2013 by · Commenta 

«I popoli sono costretti a pagare il conto della crisi finanziaria, con le pensioni, la riduzione del numero dei dipendenti pubblici o il taglio dei servizi. Siamo dunque in una situazione in cui vengono ricompensati i colpevoli e puniti gli innocenti. E non vedo come tutto ciò possa cambiare, visto che è stata data alle banche l’assicurazione che saranno salvate a prescindere dalle assurdità commesse e dai rischi assunti. Prevedo, nei prossimi dieci anni, una nuova crisi finanziaria ancora più devastante di quella attuale. […] Penso che si possa dare per certo che “l’economia casinò” sia destinata a produrre ancora disastri».

Serge Latouche, Yves Cochet, Jean-Pierre Dupuy e Susan George, autori del saggio Dove va il mondo? Un decennio sull’orlo della catastrofe (Bollati Boringhieri),  ragionano sul decennio che ci aspetta e giudicano ineluttabile il declino dell’ordine economico neoliberale e non distolgono lo sguardo dal baratro che si sta spalancando… continua a leggere

Quando l’imperatore era un dio

Quando l’imperatore era un dio

17 Gennaio 2013 by · Commenta 

«Quando i bambini tornarono da scuola, la donna ricordò loro che sarebbero partiti l’indomani mattina, presto. Avrebbero fatto un viaggio. Potevamo portare con sé solo quello che riuscivano a mettere in valigia. “Lo sapevo già” disse la bambina».

Julie Otsuka torna in libreria con un nuovo potentissimo romanzo: Quando l’imperatore era un dio (Bollati Boringhieri) per raccontare il seguito della storia narrata in Venivamo tutte per mare, romanzo dedicato a tutte quelle giovani giapponesi che, a inizio Novecento, venivano date in moglie a uomini conosciuti solo grazia a una foto emigrati negli Stati Uniti. In Quando l’imperatore era un dio, possiamo seguire le vicende dei discendenti di queste famiglie nate per corrispondenza.
Una giovane donna, madre di due figli, legge un avviso: tutti i cittadini americani di origine giapponese devono raccogliersi in punti prestabiliti… continua a leggere

Il principe dei gigli

Il principe dei gigli

11 Luglio 2012 by · Commenta 

«Scusi, signora, dov’è l’Albergo dei Papi?»
«È ‘un lo so» protestò lamentosa la vecchia, fermandosi il tempo di poggiare a terra la sporta piena di verdure. «Cosa voi, fiu miu: Spelta è tanta granna…»
Un automobilista alle loro spalle suonò il clacson: «E cosa suoni» borbottò Melis, «non vedi che sono targato Milano e non so dove andare?»
«Forse suona proprio perché sei targato Milano» considerò a mezza voce Fiorenza.

Bastano l’immagine di copertina e queste poche righe a delineare un paesaggio bucolico italiano, il tipico paesino sperduto che si perde tra le chiacchiere dei paesani e i raggi del sole di un tenero pomeriggio d’estate. E invece no. È proprio in quest’apparente tranquillità che si inserisce Il principe dei gigli, ultima fatica di Hans Tuzzi, edita da Bollati Boringhieri, che narra le vicende del commissario Melis, personaggio protagonista della celeberrima serie di gialli dell’autore (ricordiamo, tra gli altri, La morte segue i magi e L’ora incerta tra il cane e il lupo). Questa volta il mistero pare essersi nascosto davvero bene. La vicenda, infatti, si svolge a Spelta, antica cittadina del Centro Italia, dove Melis e Fiorenza si recano per l’annuale congresso della FERAL, la Facoltà Europea di Recupero delle Antichità Librarie. Le aspettative di qualche giorno immerso nella più tranquilla (e noiosa) delle atmosfere letterarie vengono tradite da un evento sconvolgente… continua a leggere

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