L’ultima favola russa
«Quello sciogliersi dei piccoli, sudici nodi che la paura aveva stretto dentro di lui era la cosa migliori dopo il letto. Per abitudine, dava sempre ai clienti l’impressione di pareggiare bicchiere su bicchiere , in un clima conviviale, mentre in realtà beveva sempre molto meno di loro. Stavolta, però, aggredì la bottiglia in maniera sconsiderata, badando soltanto ad accompagnare ogni sorsata con un boccone di cibo».
Bollati Boringhieri pubblica L’ultima favola russa, il romanzo scritto da Francis Spufford (scrittore inglese) vincitore dell’Orwell Prize 2011. Recensioni entusiastiche comparse sui maggiori quotidiani inglesi precedono l’arrivo di questo straordinario romanzo in Italia.
Spufford accompagna i suoi lettori alla scoperta dell’Unione Sovietica degli anni Cinquanta-Sessanta, anni ricchi di cambiamenti, di speranze, di illusioni e di ideologie. Attraverso le vite di personaggi veri e inventati Spufford ricostruisce magistralmente un periodo intricato spesso falsato dalla propaganda politica raccontandoci una versione rielaborata della fiaba russa, al posto dei tappeti volanti, di magici poteri troviamo la realizzazione di un sogno unico… continua a leggere
Non è un mondo per vecchi
«Quale letteratura, quale storia sono in grado di comprendere, beati, senza avere nozione concreta di vita nei campi, di animali domestici, di mietiture estive, di una decina di guerre, di cimiteri, feriti, gente affamata, patria, bandiere insanguinate, monumenti ai caduti…, senza avere sperimentato, soffrendo, l’urgenza vitale di una morale?»
Michel Serres è uno tra gli epistemologi più originali esistenti. Ormai ultraottantenne, registra l’attuale momento storico come punto di svolta, era che sta spezzando le catene del passato: Non è un mondo per vecchi (Bollati Boringhieri) è una descrizione della popolazione dei “pollicini” e “pollicine”, generazioni così affettuosamente appellate per via della loro attitudine a scrivere velocissimi sms usando solo i pollici. Non c’è critica pessimista, né nostalgia… continua a leggere
Dove va il mondo?
«I popoli sono costretti a pagare il conto della crisi finanziaria, con le pensioni, la riduzione del numero dei dipendenti pubblici o il taglio dei servizi. Siamo dunque in una situazione in cui vengono ricompensati i colpevoli e puniti gli innocenti. E non vedo come tutto ciò possa cambiare, visto che è stata data alle banche l’assicurazione che saranno salvate a prescindere dalle assurdità commesse e dai rischi assunti. Prevedo, nei prossimi dieci anni, una nuova crisi finanziaria ancora più devastante di quella attuale. […] Penso che si possa dare per certo che “l’economia casinò” sia destinata a produrre ancora disastri».
Serge Latouche, Yves Cochet, Jean-Pierre Dupuy e Susan George, autori del saggio Dove va il mondo? Un decennio sull’orlo della catastrofe (Bollati Boringhieri), ragionano sul decennio che ci aspetta e giudicano ineluttabile il declino dell’ordine economico neoliberale e non distolgono lo sguardo dal baratro che si sta spalancando… continua a leggere
Quando l’imperatore era un dio
«Quando i bambini tornarono da scuola, la donna ricordò loro che sarebbero partiti l’indomani mattina, presto. Avrebbero fatto un viaggio. Potevamo portare con sé solo quello che riuscivano a mettere in valigia. “Lo sapevo già” disse la bambina».
Julie Otsuka torna in libreria con un nuovo potentissimo romanzo: Quando l’imperatore era un dio (Bollati Boringhieri) per raccontare il seguito della storia narrata in Venivamo tutte per mare, romanzo dedicato a tutte quelle giovani giapponesi che, a inizio Novecento, venivano date in moglie a uomini conosciuti solo grazia a una foto emigrati negli Stati Uniti. In Quando l’imperatore era un dio, possiamo seguire le vicende dei discendenti di queste famiglie nate per corrispondenza.
Una giovane donna, madre di due figli, legge un avviso: tutti i cittadini americani di origine giapponese devono raccogliersi in punti prestabiliti… continua a leggere
Il principe dei gigli
«Scusi, signora, dov’è l’Albergo dei Papi?»
«È ‘un lo so» protestò lamentosa la vecchia, fermandosi il tempo di poggiare a terra la sporta piena di verdure. «Cosa voi, fiu miu: Spelta è tanta granna…»
Un automobilista alle loro spalle suonò il clacson: «E cosa suoni» borbottò Melis, «non vedi che sono targato Milano e non so dove andare?»
«Forse suona proprio perché sei targato Milano» considerò a mezza voce Fiorenza.
Bastano l’immagine di copertina e queste poche righe a delineare un paesaggio bucolico italiano, il tipico paesino sperduto che si perde tra le chiacchiere dei paesani e i raggi del sole di un tenero pomeriggio d’estate. E invece no. È proprio in quest’apparente tranquillità che si inserisce Il principe dei gigli, ultima fatica di Hans Tuzzi, edita da Bollati Boringhieri, che narra le vicende del commissario Melis, personaggio protagonista della celeberrima serie di gialli dell’autore (ricordiamo, tra gli altri, La morte segue i magi e L’ora incerta tra il cane e il lupo). Questa volta il mistero pare essersi nascosto davvero bene. La vicenda, infatti, si svolge a Spelta, antica cittadina del Centro Italia, dove Melis e Fiorenza si recano per l’annuale congresso della FERAL, la Facoltà Europea di Recupero delle Antichità Librarie. Le aspettative di qualche giorno immerso nella più tranquilla (e noiosa) delle atmosfere letterarie vengono tradite da un evento sconvolgente… continua a leggere
Italiani pericolosi
«Il racconto inizia in mare. Dove del resto, 4 miliardi di anni fa, è iniziata anche la vita, e dove ancora oggi la vita continua a pullulare con un numero strabiliante di individui. Molte specie presenti nei mari italiani rappresentano un pericolo potenziale o reale per l’uomo, e causano ogni anno un gran numero di incidenti di diversa gravità, in qualche raro caso mortali».
Paura delle api? Repulsione per i ragni? Fobia degli squali? Niente paura, ci pensa Marco Di Domenico, dottore di ricerca in biologia animale, a sfatare miti e credenze sulla fauna animale in Italiani pericolosi, leggende e verità sugli animali di casa nostra, edito Bollati Boringhieri.
Una rassegna scientifica e sistematica ma anche ironica e divertente sugli… continua a leggere
Il bambino sbagliato
«Quella sera Stella Morrison non disse a suo marito Rufus di aver trovato la povera Mary-Margaret priva di sensi sul pavimento di una cappella laterale. Sarebbe stato facile non notarla, lì a terra nella luce fioca; una specie di sesto senso l’aveva spinta a guardare proprio da quella parte mentre rientrava in sacrestia».
Francesca Kay, dopo il successo di La corsa del vento, torna in libreria con un nuovo libro edito da Bollati Boringhieri. Il bambino sbagliato è uno splendido romanzo corale ambientato a Londra, un dramma che sfocia in una profonda riflessione sulla fede, sull’amore materno e sulla vulnerabilità di ognuno di noi.
Tre donne e un uomo sono i protagonisti di questa storia emozionante e commovente, ma mai melensa. In una parrocchia cattolica di un quartiere periferico di Londra si intrecciano le storie di tre donne accumunate dalla fede, dall’ansia e da preoccupazioni materne, attorno alla vita di padre Diamond… continua a leggere
Lo scrivano di Bombay
A Saraswati Park, un tranquillo quartiere di Bombay abitano Lakshmi e Mohan, genitori di ragazzi emigrati all’estero, e zii di Ashish, irrequieto studente di letteratura, ospite per l’anno che deve ripetere al college.
Mohan scrive lettere e compila moduli per chi non può farlo da sé. La sua passione sono però i libri usati, di ogni genere.
Anche Lakshm, nonostante non abbia un lavoro, ha una vita interiore, una narrazione di sé che tiene rigorosamente segreta.
A casa loro, arriva…continua a leggere
I signori del rating
La casa editrice Bollati Boringhieri pubblica il cartaceo dell’ebook che ha scalato tutte le classifiche on line: I signori del rating di Paolo Gila, giornalista economico-finanziario, e Mario Miscali, avvocato e docente universitario. I due autori rispondono a tutte le domande che una persona poco esperta di economia si pone di fronte ai giornali di questi giorni: chi sono gli azionisti delle agenzie di rating? Come operano? Perché sono diventati così potenti?… continua a leggere
Vanagloria
«Per mesi si era scoperto capace di vivere una doppia vita. Al residence di Marissa, e poi anche nella casa si Naggio. E Fabiana? Fabiana non poteva aver colto i segni di una presenza femminile estranea, nella casa di Naggio. Eppure, come se niente fosse, aveva atteso in silenzio, per mesi che fosse lui a fare la prima mossa. Ma lui odiava fare le prime mosse. Del resto anche a scacchi non amava tenere i bianchi. Anche la carriera accademica se l’era costruita come le partite di tennis, di rimessa. »
Vanagloria è il nuovo romanzo di Hans Tuzzi, edito Bollati Boringhieri, che in una città come Milano, scruta una folla di uomini e donne che vivono… continua a leggere