lunedì 22 luglio 2019

Speciale Premio Strega 2019: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati

Speciale Premio Strega 2019: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati

17 Giugno 2019 by · Commenta 

Giù in strada le grida dei garzoni invocano la rivoluzione. Noi ridiamo. La rivoluzione l’abbiamo già fatta. Spingendo a calci questo Paese in guerra, il 24 maggio del millenovecentoquindici. Ora tutti ci dicono che la guerra è finita. Ma noi ridiamo ancora. La guerra siamo noi. Il futuro ci appartiene. È inutile, non c’è niente da fare, io sono come le bestie: sento il tempo che viene.

Su paperback.it inauguriamo una piccola rubrica in cui parleremo dei libri che compongono la cinquina finalista del premio Strega edizione 2019: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati, “Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario, “Fedeltà” di Marco Missiroli, “La straniera” di Claudia Durastanti e “Addio Fantasmi” di Nadia Terranova.
Iniziamo oggi con “M. Il figlio del secolo”, romanzo di Antonio Scurati edito da Bompiani che ha ricevuto ben 312 voti durante le votazioni che hanno eletto la cinquina finalista. In “M. Il figlio del secolo”, primo volume di quella che l’autore ha pensato come una trilogia, ogni singolo fatto accaduto, personaggio, dialogo e discorso narrato non è stato inventato, ma al contrario, è storicamente documentato e testimoniato da più di una fonte: il protagonista è infatti… continua a leggere

Recensione libro: “21 lezioni per il XXI secolo” di Yuval Noah Harari

Recensione libro: “21 lezioni per il XXI secolo” di Yuval Noah Harari

21 Settembre 2018 by · Commenta 

Il monoteismo ha fatto poco per migliorare le qualità morali della nostra specie – pensate davvero che i musulmani siano intrinsecamente più etici degli indù, solo perché credono in un unico dio mentre gli indù credono in molti dei? I conquistadores spagnoli erano moralmente migliori delle tribù pagane Inca e Azteche del Centro America? Quello che il monoteismo ha fatto di sicuro è stato rendere molti popoli più intolleranti, contribuendo a legittimare e a promuovere le persecuzioni religiose e le guerre sante.

Yuval Noah Harari è uno storico e un saggista, anche se queste parole non sono sufficienti a definirlo. Harari, infatti, è molto più di questo, nei suoi saggi è di una chiarezza disarmante e ha la rara capacità di trattare fenomeni di portata mondiale rendendoli comprensibili a chiunque. È per questo che il suo libro “Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità” è stato tradotto in trenta lingue vendendo oltre un milione di copie. La sua nuova opera, “21 lezioni per il XXI secolo”, dedicata al marito Itzik Yahav, presenta la stessa accessibilità e un impianto…continua a leggere

I pescatori

I pescatori

15 Febbraio 2016 by · Commenta 

Quando mi guardo indietro oggi, come mi ritrovo a fare più spesso ora che ho figli miei, capisco che fu durante una di quelle gite al fiume che le nostre vite e il nostro mondo cambiarono. Perché fu lì che il tempo cominciò a contare, su quel fiume dove diventammo pescatori.

Fin dalle prime pagine si intuisce come I pescatori (edito Bompiani), romanzo d’esordio di Chigozie Obioma, rappresenti un piccolo capolavoro, intenso e forte, capace di descrivere le profondità dell’animo umano.
Questo racconto, ambientato nella Nigeria degli anni Novanta, ha per protagonista una famiglia molto unita costretta ad affrontare una situazione tanto terribile quanto incredibile. Il padre viene trasferito per lavoro in una città molto lontana e la moglie si ritrova a dover crescere da sola sei figli, di cui il più piccolo ha meno di un anno e il più grande ne ha quasi quindici. La presenza autorevole e severa del padre imponeva ai ragazzi più grandi maggiore rigore e rispetto delle regole, che la madre da sola, occupata tra i due figli piccoli e il lavoro al mercato, non riesce più a ottenere…Continua a leggere

La guerra non ha un volto di donna

La guerra non ha un volto di donna

26 Novembre 2015 by · Commenta 

A interessarmi non è solo la realtà che ci circonda, ma quella che è dentro di noi. Non l’avvenimento in sé, ma quello che esso induce nei sentimenti. Possiamo anche dire: l’anima degli eventi. Per me i sentimenti sono anch’essi realtà.
E la Storia? È fuori in strada. Nella folla. Sono persuasa che in ognuno di noi ci sia un pezzetto di Storia. In uno mezza pagina, in un altro due o tre. E insieme scriviamo il libro del nostro tempo. Ognuno grida la propria verità. Una ridda di sfumature. E si deve ascoltare fino in fondo tutta questa moltitudine, sciogliersi in questo mare e diventarne parte.

Parlare di La guerra non ha volto di donna (edito Bompiani) è difficile, anche poche parole rischiano di tradire l’intento dell’autrice, Premio Nobel per la letteratura 2015, Svetlana Aleksievič. Chi pensa , infatti, che questo libro costituisca l’elogio dell’azione eroica delle donne in guerra si sbaglia. E d’altro canto questo testo non è nemmeno l’esaltazione della vittoria russa nella guerra contro la Germania nazista. L’intento dichiarato dall’autrice stessa in queste pagine è descrivere in maniera realistica la guerra vista con gli occhi delle donne al fronte…Continua a leggere

Febbre all’alba

Febbre all’alba

25 Novembre 2015 by · Commenta 

«Due settimane fa ho raccolto i dati delle donne originarie della provincia di Debrecen che ora sono qui, in cura, in Svezia, e hanno meno di trent’anni».
«Nelle baracche? Oh!»
«Ci sono tante donne. Ragazze. Signore. Ecco l’elenco!»
«Allora sta cercando le sue conoscenti! Ha tutto il mio sostegno».
«Mi ha frainteso. Io sto cercando moglie. Vorrei sposarmi», spiegò mio padre, battendo le palpebre, con il sorriso sulle labbra. L’aveva detto, finalmente. Si appoggiò allo schienale e attese la reazione.
Il primario corrugò la fronte.
«Si vede, caro Miklòs, che la volta scorsa non sono stato abbastanza chiaro».
«Invece sì, dottore».
«Non avrò saputo esprimermi bene in ungherese. Lei ha circa sei mesi di vita. Questo è il tempo che le rimane. Miklòs, sappia che per un medico dover dire una cosa del genere è una tragedia».
«L’ho capito perfettamente, signor primario».

Pèter Gàrdos, regista ungherese, stupisce il mondo letterario con il suo romanzo d’esordio Febbre all’alba, edito Bompiani, di rara bellezza. Miklòs è un ragazzo ungherese sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale trasferito in uno dei campi profughi in Svezia. Estenuato e logorato dal lungo conflitto, quando arriva all’ospedale di Lärbro è pelle e ossa e molto malato. Gli resta ormai poco tempo, non più di sei mesi, come gli comunica il medico.
Ma Miklòs è un combattente, è forte e vuole vivere. E impegna tutte le sue forze…Continua a leggere

Gli ultimi giorni dei nostri padri

Gli ultimi giorni dei nostri padri

23 Novembre 2015 by · Commenta 

Nelle notti d’insonnia, Pal lasciava il dormitorio dove i suoi compagni, stremati dall’addestramento, dormivano come sassi. Camminava attraverso i corridoi del maniero gelido, in cui il vento s’infilava come se non ci fossero porte né finestre. Si sentiva come un fantasma scozzese, lui che era un francese errante. Passava per le cucine, il refettorio, la grande biblioteca; guardava il suo orologio, poi le pendole alle pareti, contando il tempo che mancava per andare a fumare insieme agli altri. A volte, per scacciare i pensieri cupi, ritornava con la mente a qualche storiella buffa e, se la trovava divertente, l’annotava per raccontarla al mattino ai compagni. Quando non sapeva proprio più che fare, andava a passarsi un po’ d’acqua sulle ecchimosi e le escoriazioni; chino nella conca del lavabo, recitava il proprio nome, Paul-Èmile – lì lo chiamavano Pal, perché quasi tutti avevano ricevuto un soprannome: nuova vita, nuovo nome.

Bompiani pubblica il romanzo d’esordio dello svizzero Joel Dicker, recente rivelazione della narrativa con il grande successo La verità sul caso Harry Quebert(2012). Gli ultimi giorni dei nostri padri è stato rifiutato da moltissimi editori, quando…Continua a leggere

L’estate infinita

L’estate infinita

8 Giugno 2015 by · Commenta 

Il padre vede il figlio illuminarsi, i suoi occhi ridere mentre gesticola e gli racconta il suo piano – il primo che abbia esposto in tutti gli anni in cui gli ha rispettosamente lavorato accanto, senza mai però trattenersi in azienda un minuto più del dovuto, senza mai proporgli nulla di nuovo. Ecco perché. Ora lo capisce. Nel piano, il suo ruolo è quello dell’ostacolo, La ditta nuova, vuole fare suo figlio. Non sviluppare quella che c’è. Vuole una dita sua.
«Babbo, ho quasi trentadue anni. Se non parto ora non parto più. non ne posso più di guardare la Franchina che scrive a macchina le fatture in quell’ufficio e di rispondere alle cinque telefonate al giorno che ci arrivano, e una è della mamma che vuol sapere se deve buttare la pasta. […] Bisogna svilupparci! È arrivato il momento, ma non solo per noi, per tutta la città! Per tutta l’Italia! Nel Nord ne fanno una al giorno, di fabbriche così! Ma non solo nel tessile! Io le ho viste! La Brianza è tutta un cantiere, e anche Bergamo, Brescia, l’Emilia! È il lavoro che cresce, babbo! Non si può stare fermi ad aspettare!»

Dopo la vittoria del Premio Strega 2011 con Storia della mia gente, Edoardo Nesi torna a raccontare la Toscana – e, per suo tramite, l’Italia intera – nel suo nuovo romanzo L’estate infinita, appena pubblicato da Bompiani. Questa volta, però, il fuoco della sua attenzione si concentra sul decennio intenso e rovente – come un’interminabile estate, appunto – degli anni Settanta. In quel mondo pieno di promesse e di speranza nel futuro si intrecciano le vicende di tre uomini: il primo è un imprenditore coraggioso e visionario, che riesce a convincere il padre a rinunciare al loro piccolo laboratorio tessile per costruire al suo posto una fabbrica all’avanguardia, capace di produrre merce da vendere in tutto il mondo e di far fare a lui e alla sua famiglia il definitivo salto da artigiano a industriale. La meravigliosa costruzione verrà realizzata dalla piccola impresa edile di proprietà del secondo protagonista della storia, che a sua volta subappalterà parte dell’opera a un intrepido e volenteroso immigrato meridionale… Continua a leggere

Un cuore pensante

Un cuore pensante

8 Giugno 2015 by · Commenta 

Confondere la fede con la religione crea non poche confusioni. In alcuni punti, è vero, le due realtà si sfiorano e si sovrappongono, ma gli stati interiori che suscitano hanno valenze estremamente diverse. La religione è per lo più un’entità collettiva, procede da millenni come un lento fiume, trascinando con sé, nelle sue usanze, generazioni e generazioni di persone, mentre la fede è sempre un percorso individuale. Con il proprio bagaglio, le proprie esperienze, le proprie forze, si decide di mettersi in viaggio. La meta sulla carta non è chiara, la si intuisce appena; di falsi arrivi capita di farne tanti. Ogni volta che si è convinti di afferrare ciò che si ricerca, l’immagine svanisce come un miraggio e ci costringe ad andare avanti.

Susanna Tamaro continua, nel suo ultimo lavoro Un cuore pensante (Bompiani), il percorso a metà tra l’autobiografia e il saggio iniziato con Ogni angelo è tremendo.
In queste pagine, l’autrice di Va’ dove ti porta il cuore compone una sorta di “diario” in cui annota riflessioni, pensieri e aneddoti legati al suo passato, tracciando – a partire dalla propria esperienza esistenziale – un percorso attraverso il mondo complicato e affascinante della spiritualità umana. Tramite i suoi ricordi e la sua capacità di cogliere minuscole sfumature della realtà, di ricavare dal mondo frammenti di simboli e di significati, Susanna Tamaro ricostruisce il suo rapporto intenso e quotidiano con ciò che non si vede e non si tocca, con la fede intesa non solo come rapporto con Dio, ma come esperienza che modifica ogni scelta e plasma ogni istante… Continua a leggere

Numero zero

Numero zero

29 Gennaio 2015 by · Commenta 

«Chi paga è il commendator Vimercate. Ne avrà sentito parlare…»
«So di Vimercate, ogni tanto finisce sui giornali: ha il controllo di decine di alberghi sulla costa adriatica, molte case di riposo per pensionati e invalidi, una serie di vari traffici su cui si sussurra molto, qualche televisione locale che inizia a trasmettere alle undici di sera e solo aste, televendite e qualche show scollacciato…»
«E una ventina di pubblicazioni»
«Ma cosa si attende il Commendatore da questo esperimento?»
«Il Commendatore vuole entrare nel salotto buono della finanza, delle banche e magari dei grandi giornali. Lo strumento è la promessa di un nuovo quotidiano disposto a dire la verità su tutto. Dodici numeri zero, diciamo 0/1, 0/2 e così via, stampati in pochissime copie riservate che il Commendatore valuterà e poi farà in modo che siano viste da chi sa lui. Una volta che il Commendatore abbia dimostrato che può mettere in difficoltà quello che si chiama il salotto buono della finanza e della politica, è probabile che il salotto buono lo preghi di smetterla con quel’idea, lui rinuncia e ottiene un permesso d’entrata nel salotto buono.»

Umberto Eco torna in libreria con Numero zero (Bompiani), romanzo in cui lo scrittore e semiologo piemontese traccia, con tragica e travolgente ironia, un ritratto impietoso dell’Italia dal dopoguerra fino agli anni Novanta.
La storia si apre, infatti, proprio nel 1992, quando il dottor Colonna, scrittore fallito, viene assoldato come ghost writer dal direttore di un grande giornale milanese. L’uomo gli chiede di scrivere, per suo conto, un romanzo destinato a fare sensazione, e grazie a questo ingaggio il protagonista – spaesato e disilluso esponente del “sottoproletariato intellettuale” nazionale – viene introdotto al mondo grottesco, disperato e tragicamente divertente di una redazione in cui si lavora al di fuori di qualsiasi etica… Continua a leggere

Sottomissione

Sottomissione

29 Gennaio 2015 by · Commenta 

Fu solo due settimane dopo il mio ritorno, che ricevetti la lettera da Parigi III. Il nuovo statuto dell’università islamica di Parigi III-Sorbona non mi consentiva di proseguirvi l’attività d’insegnamento; Robert Rediger, il nuovo rettore dell’università, aveva personalmente firmato la lettera; mi esprimeva il suo profondo rincrescimento, e mi assicurava che la qualità dei miei lavori universitari non era minimamente in questione. Avevo ovviamente la possibilità di proseguire la carriera in un’università laica; tuttavia, qualora preferissi rinunciare a tale alternativa, l’università islamica di Parigi III-Sorbona si impegnava a versarmi da subito una pensione il cui ammontare mensile partiva da un importo di 3.472 euro. Potevo prendere appuntamento con i servizi amministrativi per sbrigare le pratiche necessarie.
Rilessi la lettera tre volte prima di riuscire a crederci. Era, euro più euro meno, quello che avrei preso se fossi andato in pensione a sessantacinque anni e a fine carriera. Erano davvero disposti a grossi sacrifici finanziari per evitare di creare scompiglio.

L’ultimo romanzo di Michel Houellebecq, dall’eloquente titolo Sottomissione (Bompiani), è un lavoro ambizioso, dirompente e provocatorio, capace di far discutere già prima della sua pubblicazione e il cui scandalo è stato drammaticamente amplificato dal tragico attentato compiuto, pochi giorni prima della sua uscita in libreria, nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo.
In questo libro, infatti, Houellebecq analizza le difficoltà legate all’immigrazione e al complesso rapporto tra mondo occidentale e Islam con lo sguardo lucido, spietato e incline al nichilismo che gli è proprio… Continua a leggere

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