mercoledì 19 giugno 2019

Nel mio paese è successo un fatto strano

Nel mio paese è successo un fatto strano

28 Gennaio 2016 by · Commenta 

Dalle mia parti una volta capitò un fatto strano di cui fui proprio io ad accorgermi per primo e il bello è che all’inizio né la mia mamma né il mio papà vollero credermi.
Forse fu perché dalle mie parti era ormai diventata un’abitudine non accorgersi più di niente, e quando dico niente voglio dire proprio niente niente. I giorni passavano tutti uguali uno all’altro, senza nessuna differenza. Si considerava talmente normale andare a scuola o a lavorare, ma anche bere, mangiare, giocare e dormire, che nessuno trovava più alcuna gioia nel fare ciascuna di queste cose e tante altre.
Era normale, appunto. Così non si faceva più caso a niente.

La quotidianità è fatta di tante azioni tutte uguali, ripetitive: ci si alza la mattina, si va a scuola, si pranza, si studia. E così anche la vita: si nasce, si cresce, si lavora. Tutto è abitudine, tutto è normale, e anche la cosa più strana rientra nella dimensione della normalità, perché è normale che in tutta questa normalità ogni tanto qualcosa di strano capiti. Ma cosa accadrebbe se il tempo smettesse di esistere? Se non fosse più possibile distinguere le ore, i giorni, le stagioni? Se non fosse più possibile definire qualcosa “normale”?
È quello che succede nel paesino di questo nuovo romanzo di Andrea Vitali, Nel mio paese è successo un fatto strano, edito Salani.
Una strana nebbia, tanto densa e veloce da sembrare viva, ha coperto interamente la città. Contemporaneamente, i calendari sono diventati semplici pagine bianche appese ai muri, gli orologi hanno smesso di girare, il tempo sembra essere sparito per sempre…Continua a leggere

Santi laici

Santi laici

3 Novembre 2011 by · Commenta 

«A come Ambrosoli, B come Borsellino, C come Chinnici, D come Dalla Chiesa. Nell’alfabeto dei Santi laici nessuna lettera è senza uno o più nomi. Persone cadute per un’Italia migliore che non ha ancora visto la luce a trenta o quarant’anni dalla loro morte. Figure dimenticate o diventate iconografie da ricordare solo nelle ricorrenze, spesso da coloro che hanno contribuito al loro isolamento e alla loro fine. In Sicilia si dice che il primo mazzo di fiori al funerale sia del mafioso che ti ha fatto uccidere, lo stesso vale per molti discorsi tenuti in Parlamento per commemorare i servitori dello Stato da chi non ha alzato un dito per proteggerli. L’Italia è una grande via Crucis laica… continua a leggere