lunedì 16 settembre 2019

“Vento in scatola”: un romanzo scritto a quattro mani da Marco Malvaldi e Glay Ghammouri ambientato in carcere.

“Vento in scatola”: un romanzo scritto a quattro mani da Marco Malvaldi e Glay Ghammouri ambientato in carcere.

24 Maggio 2019 by · Commenta 

Gli orari della casa circondariale «Antonio Gramsci» non cambiano mai, qualsiasi sia il giorno. Ore 8:00: conta. Ore 8:30: apertura delle celle. Ore 9-11: passeggi, sala polivalente, chiostro interno, a seconda del braccio in cui sei. Ore 11-13: socialità, il che significa ora d’aria. Dalle ore 13 alle 17:30 apertura delle celle. Alle 18, distribuzione cena. Alle ore 20, chiusura delle celle. Tutti i giorni sono uguali. Ma alcuni giorni sono più uguali degli altri, e alcune ore più significative.

Vento in scatola” è un romanzo di Sellerio editore scritto a quattro mani da Marco Mavaldi, lo scrittore creatore della fortunata serie del Bar Lume, e Glay Ghammouri, detenuto della Casa Circondariale Don Bosco di Pisa, conosciuto dallo scrittore durante un corso di scrittura creativa organizzato proprio nella Casa Circondariale.

La storia di “Vento in scatola”, pensata da Ghammouri, è un misto fra un romanzo di formazione che ha il carcere come ambientazione e una commedia all’italiana.
Protagonista del romanzo è Salim Mohammed Salah, ventinovenne tunisino detenuto in carcere ingiustamente per traffico di stupefacenti, un carcerato insolito… continua a leggere

Libri da leggere: Francesca Melandri – Più alto del mare

Libri da leggere: Francesca Melandri – Più alto del mare

26 Novembre 2014 by · 1 Comment 

Quello del carcere è un mondo nascosto nelle pieghe del mondo che tutti noi abitiamo. È una frazione di realtà che se ne sta appollaiata in oscure strade di periferia, in luoghi difficili da raggiungere e separati dal mondo degli uomini liberi da una distanza concreta che è lo specchio di una lontananza prima di tutto psicologica: finché il carcere non si vede il carcere non ci riguarda, non ci tocca, non esiste, non c’è.
È proprio di questo mondo volutamente occultato agli occhi degli uomini liberi che parla Francesca Melandri in Più alto del mare (Rizzoli), romanzo ambientato negli anni Settanta che racconta la storia di un Carcere Speciale, di una tempesta di maestrale e di una manciata di persone che si trovano, per uno scherzo del destino, a condividere una notte su un’isola fuori dal mondo, sede di un carcere da cui non si può fuggire.
In quest’isola che è solo carcere, tutta carcere dagli scogli della riva fino al punto più remoto dell’interno, arrivano una mattina un uomo e una donna. Si chiamano Paolo e Luisa, non si sono mai visti prima e sembrano avere pochissimo da dirsi. Lui è un professore di liceo in congedo e sta andando a trovare suo figlio, un brigatista colmo di giovinezza, bellezza e disperato orgoglio, arrestato per una serie di delitti compiuti per dare fiato a quella che lui vede come una gloriosa e necessaria “rivoluzione”. Lei è una contadina che va in visita al marito, un uomo che una sera, ubriaco, ha ucciso a mani nude un altro uomo… Continua a leggere

Il confessore

Il confessore

6 Novembre 2014 by · Commenta 

«Conoscevo tuo padre», disse Johannes Halden.
Fuori pioveva. Era stata una giornata soleggiata, ma poi le nuvole avevano creato una cappa e adesso sulla città scendeva una pioggerella estiva. Si ricordava ancora la sensazione fisica delle goccioline che si scaldavano al contatto con la pelle. L’odore di polvere che si alzava dall’asfalto. Il profumo dei fiori, dell’erba e delle foglie che lo rendeva inquieto, ebbro, smanioso. Ah, se avesse potuto tornare giovane!
«Ero il suo informatore», proseguì Johannes.
Sonny era seduto al buio, contro il muro, ed era impossibile vedere la sua espressione. Aveva poco tempo a disposizione, ben presto li avrebbero rinchiusi nelle loro celle per la sera.
Johannes trattenne il fiato: stava per confessare. Stava per pronunciare la frase che, a seconda delle circostanza, aveva temuto o sperato di dire, che gli era pesata così a lungo sullo stomaco da fargli temere che vi avesse messo radici.
«Non è vero che si è sparato, Sonny.»
Ecco. Finalmente l’aveva detto. Silenzio.

Il New York Times Books Review ha recentemente definito Jo Nesbø «L’autore norvegese di crime del momento. Anzi, l’autore di crime del momento, punto», e basta leggere le prime pagine del suo ultimo romanzo Il confessore, appena pubblicato in Italia da Einaudi, per accorgersi che un riconoscimento così prestigioso non è certo immeritato. Nel suo ultimo thriller, infatti, Nesbø costruisce una storia sorprendente e ricchissima di colpi di scena, in cui l’adrenalina scorre a fiumi e in cui i personaggi sono analizzati con una profondità e un’acutezza rare, incapaci di lasciare scampo.
Il protagonista di questo romanzo, Sonny Lofthus, è un uomo che, a soli trent’anni, ha decisamente troppo passato alle spalle. Appena maggiorenne, il trauma del suicidio del padre poliziotto l’ha spinto prima ad entrare in un brutto giro di spaccio di droga, e poi a commettere un duplice omicidio. Per quel delitto Sonny è detenuto in un carcere di massima sicurezza che è diventato, per lui, l’unica casa in cui riesce a immaginare di vivere. Nel tempo l’uomo ha imparato a vivere nell’universo allucinato e folle del penitenziario… Continua a leggere

Il corpo docile

Il corpo docile

16 Aprile 2013 by · Commenta 

«Milena è nata in un nido, come gli uccelli. Il nido non stava su un ramo, e non si poteva vedere il cielo. A quel tempo non c’era ancora Winnie the Pooh attaccato alla parete, o lei non se lo ricorda. I ricordi sono troppo vividi per essere suoi, forse si mescolano ai racconti della madre. Ma Milena può fidarsi, perché la madre ha sempre preteso onestà. È per questo che è finita in galera. In galera, Milena ci è nata»

Rosella Postorino, editor per Einaudi Stile Libero Big, pubblica per la nota casa editrice Il corpo docile, una storia di fragilità e forza raccontata con parole taglienti come lame e cariche di corporalità.
Milena è nata in galera e ci è rimasta fino ai tre anni, età in cui, per la legge, i figli delle detenute devono essere separati dalle proprie madri e fatti crescere fuori da quelle pareti. Pareti fatte di dolore e violenza, ma che rappresentano anche un guscio, una protezione dal mondo esterno, dalla vita reale. Milena continua a vivere all’interno di quell’involucro, condivide quel segreto e la sua vita solo con Eugenio… continua a leggere