martedì 19 febbraio 2019

Arriva “Bianco letale” di Robert Galbraith (aka J. K. Rowling): un nuovo caso per il detective Cormoran Strike

Arriva “Bianco letale” di Robert Galbraith (aka J. K. Rowling): un nuovo caso per il detective Cormoran Strike

6 Febbraio 2019 by · Commenta 

Robusto, dall’aspetto burbero e con un profilo da pugile, Strike incuteva timore anche con tutti i connotati a posto. Quel giorno, però, sembrava appena sceso dal ring. Aveva il naso rotto, viola e grosso il doppio del normale, gli occhi pesti e socchiusi e un orecchio infiammato e appiccicoso per via dei punti di sutura freschi. Il taglio sul palmo della mano per fortuna era nascosto dalle bende, ma il suo abito migliore era sgualcito e aveva ancora la macchia di vino che risaliva all’ultima occasione in cui l’aveva indossato. L’unica cosa buona che si poteva dire riguardo al suo aspetto era che prima di partire per lo Yorkshire era riuscito a prendere un paio di scarpe intonate all’abito.

Robert Galbraith, altro nome di penna della creatrice di “Harry PotterJ. K. Rowling, ha appena sfornato una nuova indagine per l’investigatore privato londinese Cormoran Strike: “Bianco letale” è nelle librerie italiane da due giorni, per Salani Editore.

Siamo ormai al quarto caso per Cormoran Strike. Ne “La via del male” c’eravamo lasciati con l’arresto da parte di Strike dello Squartatore di Shacklewell, col licenziamento della sua socia Robin volto a proteggerla e col matrimonio di lei con Matthew.
“Bianco letale” riprende proprio da lì, dal giorno delle nozze: Strike vi accorre, ancora dolorante, per…continua a leggere

Honky tonk samurai

Honky tonk samurai

26 Novembre 2015 by · Commenta 

Non credo che andiamo in cerca di guai, io e Leonard. Sono i guai che vengono a cercare noi. Spesso comincia tutto per caso, poi qualcosa si allenta e comincia a sferragliare, come il bullone di una giostra in un luna park. All’inizio sembra una storia da poco, solo un bullone troppo lento che fa uno strano rumore, ma poi il bullonevola via, la gostra prende a cigolare, si inclina sul fianco e zompa per aria, trasformandosi in una massa di seggiolini sfondati, metallo deformato e brandelli di carne umana. Questa storia parte nel moemnto esatto in cui il bullone della giostr ha iniziato a allentarsi.

Nel nuovo lavoro di Joe R. Lansdale, Honky tonk samurai (Einaudi) ritroviamo la coppia di investigatori più stravagante e amata del noir contemporaneo: Hap e Leonard, la cui famosissima saga…Continua a leggere

Il confessore

Il confessore

6 Novembre 2014 by · Commenta 

«Conoscevo tuo padre», disse Johannes Halden.
Fuori pioveva. Era stata una giornata soleggiata, ma poi le nuvole avevano creato una cappa e adesso sulla città scendeva una pioggerella estiva. Si ricordava ancora la sensazione fisica delle goccioline che si scaldavano al contatto con la pelle. L’odore di polvere che si alzava dall’asfalto. Il profumo dei fiori, dell’erba e delle foglie che lo rendeva inquieto, ebbro, smanioso. Ah, se avesse potuto tornare giovane!
«Ero il suo informatore», proseguì Johannes.
Sonny era seduto al buio, contro il muro, ed era impossibile vedere la sua espressione. Aveva poco tempo a disposizione, ben presto li avrebbero rinchiusi nelle loro celle per la sera.
Johannes trattenne il fiato: stava per confessare. Stava per pronunciare la frase che, a seconda delle circostanza, aveva temuto o sperato di dire, che gli era pesata così a lungo sullo stomaco da fargli temere che vi avesse messo radici.
«Non è vero che si è sparato, Sonny.»
Ecco. Finalmente l’aveva detto. Silenzio.

Il New York Times Books Review ha recentemente definito Jo Nesbø «L’autore norvegese di crime del momento. Anzi, l’autore di crime del momento, punto», e basta leggere le prime pagine del suo ultimo romanzo Il confessore, appena pubblicato in Italia da Einaudi, per accorgersi che un riconoscimento così prestigioso non è certo immeritato. Nel suo ultimo thriller, infatti, Nesbø costruisce una storia sorprendente e ricchissima di colpi di scena, in cui l’adrenalina scorre a fiumi e in cui i personaggi sono analizzati con una profondità e un’acutezza rare, incapaci di lasciare scampo.
Il protagonista di questo romanzo, Sonny Lofthus, è un uomo che, a soli trent’anni, ha decisamente troppo passato alle spalle. Appena maggiorenne, il trauma del suicidio del padre poliziotto l’ha spinto prima ad entrare in un brutto giro di spaccio di droga, e poi a commettere un duplice omicidio. Per quel delitto Sonny è detenuto in un carcere di massima sicurezza che è diventato, per lui, l’unica casa in cui riesce a immaginare di vivere. Nel tempo l’uomo ha imparato a vivere nell’universo allucinato e folle del penitenziario… Continua a leggere