martedì 19 marzo 2019

Un avvertimento di Madeleine Albright: il fascismo resta una minaccia

Un avvertimento di Madeleine Albright: il fascismo resta una minaccia

15 Febbraio 2019 by · Commenta 

Perché secondo il rapporto di Freedom House la democrazia appare sempre più «sotto minaccia e in regressione»? Perché molti centri di potere cercano di minare la fiducia dell’opinione pubblica nel voto, nella giustizia, nei media e, fatto fondamentale per il futuro del pianeta, nella scienza? Perché si è assistito senza reagire al formarsi di divari così gravi tra ricchi e poveri, centri e periferie, cittadini istruiti e cittadini a bassa scolarizzazione? Perché gli Stati Uniti hanno abdicato almeno per il momento alla loro leadership in materia di relazioni internazionali? Perché, infine, a questo punto del Ventunesimo secolo, si è tornati a parlare di fascismo?

Grazie all’editore Chiarelettere arriva in Italia “Fascismo. Un avvertimento”, un saggio della politica e diplomatica statunitense Madeleine Albright.

La prima donna ad aver ricoperto la carica di Segretario di Stato degli Stati Uniti, scrive un libro che come recita il sottotitolo è “un avvertimento”, un invito a non abbassare la guardia e a tenere gli occhi bene aperti. Perché mentre il termine “fascista” è usato sempre più di frequente e a sproposito, la conoscenza reale dei fascismi del XX secolo si fa più sfumata e con essa la capacità critica di comprendere con quali forme il fascismo sopravviva e/o rinasca al giorno d’oggi. La vittoria elettorale di…continua a leggere

Libri da leggere: Nicola Gardini – Le parole perdute di Amelia Lynd

Libri da leggere: Nicola Gardini – Le parole perdute di Amelia Lynd

21 Gennaio 2015 by · Commenta 

Nicola Gardini è poeta, scrittore, saggista, pittore, insegnante di letteratura italiana all’università di Oxford, e vive sospeso tra Milano e il Regno Unito scrivendo e parlando senza sosta del mondo di oggi, dell’Italia e di tutto ciò che di buono e di marcio la abita. Tutti questi aspetti del suo percorso esistenziale e letterario coabitano in Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli), e danno sostanza a questo romanzo che racconta una storia che ha a che vedere con l’Italia e l’Inghilterra, con l’egoismo e la libertà, con il desiderio di fuga e la necessaria accettazione del mondo a cui si appartiene. E che parla di sconfitte e di speranza, senza illusioni e senza cinismo.

Tutto, in questo romanzo, inizia con un condominio della periferia milanese – via Icaro 15, per essere precisi, è l’indirizzo – che è in tutto e per tutto un microcosmo, un mini-mondo costruito come un alveare e abitato da uno sciame folle, in cui ogni ape è portatrice di una sua personale sfumatura di dolore e di cattiveria, e in cui nessuno è al riparo dalla meschinità altrui e dalla triste e bieca stupidità della sua vita piccolo borghese.

In un condominio fatto così, all’inizio degli anni Settanta, abita Luca. È il figlio della portinaia, e nella minuscola guardiola che condivide con i suoi genitori scorre giorno dopo giorno, indisturbato e limaccioso, il fiume inesorabile e mefitico della vita condominiale, costellato da un’ininterrotta scarlattina di piccole e grandi crudeltà, di abusi, di maldicenze. Luca, dal suo osservatorio in cui nessuno si cura di lui, guarda quest’umanità e la racconta, mettendo in fila uno dopo l’altro una costellazione di episodi, di personaggi, di facce brutte e storte che sono reali e terribili come non mai, e che raccontano meglio di tanti approfondimenti storici cos’era l’Italia degli anni Settanta (e forse non solo l’Italia, e forse non solo quella di allora)… Continua a leggere 

Democrazia ibrida

Democrazia ibrida

29 Aprile 2014 by · Commenta 

«La democrazia ibrida che stiamo attraversando denuncia la crisi della democrazia rappresentativa, apertamente sfidata dalla democrazia diretta. E propone una miscela di elementi vecchi e nuovi, che si combinano a fatica e continuano a mutare, in modo fluido. Di conseguenza, diventa difficile capire e vedere quel che succederà domani. Così ci scopriamo sospesi tra passato e futuro. Senza mappe e senza bussole che ci permettano di orientarci. Sempre in ritardo e sempre in anticipo rispetto a scenari che non riusciamo a disegnare, tanto meno a figurare. La post-democrazia tende, quindi, a diventare in-finita. Senza fine. E rischia, anch’essa, di invecchiare. Insieme a noi.»

Nel suo ultimo saggio Democrazia ibrida, pubblicato da Laterza nella collana iLibra, il giornalista Ilvo Diamanti affronta uno dei temi più scottanti dell’attualità politica italiana, illustrando con la consueta chiarezza uno dei fenomeni più complessi attorno a cui si concentra oggi, nel nostro paese, il dibattito pubblico: quello della “scomparsa” della democrazia, o quantomeno della sua radicale trasformazione rispetto ai paradigmi del passato… continua a leggere