sabato 20 luglio 2019

“Il demonio ha paura della gente allegra”: con Fabio Geda alla riscoperta dell’insegnamento di don Bosco

“Il demonio ha paura della gente allegra”: con Fabio Geda alla riscoperta dell’insegnamento di don Bosco

11 Febbraio 2019 by · Commenta 

Per quanto riguarda gli schieramenti di partito lui non sarà mai con nessuno e mai contro nessuno. Questo perché l’unica cosa su cui è concentrato è la sua personalissima rivoluzione. Una sommossa che partendo dal basso, dall’educazione, dalla formazione professionale, dall’allegria e dalla polvere dei cortili, frantumi le dinamiche involutive dell’ignoranza, le posizioni fatalistiche che vedono il povero come naturalmente inferiore, e le logiche economiche per cui lo sfruttamento del lavoro degli ultimi continua a nutrire la ricchezza di una minoranza.

La casa editrice Solferino ha pubblicato “Il demonio ha paura della gente allegra. Di don Bosco, di me e dell’educare”, un libro di Fabio Geda che invita a riscoprire l’insegnamento salesiano alla luce delle sfide del presente.

Fabio Geda, già autore del bestseller internazionale “Nel mare ci sono i coccodrilli”, scrive un libro che si pone al crocevia tra il saggio e il memoriale e che intreccia le proprie esperienze di una vita nel campo dell’educazione e della mediazione culturale con la storia di uno dei grandi maestri della pedagogia contemporanea: don Giovanni Bosco.
La vita del fondatore della Società Salesiana è, attraverso le parole di…continua a leggere

Muriel Spark – Gli anni fulgenti di Miss Brodie

Muriel Spark – Gli anni fulgenti di Miss Brodie

1 Luglio 2015 by · Commenta 

«Per me sono davvero iniziati gli anni del fulgore. Ma quello del fulgore è un momento sfuggente e voi bambine, quando sarete grandi, dovrete stare all’erta per riconoscerlo, in qualunque periodo della vita si presenti. E allora dovrete viverlo pienamente». Con queste parole, persa in un vortice di adorabile egocentrismo e di svagata eccentricità, la protagonista del capolavoro di Muriel Spark Gli anni fulgenti di Miss Brodie (Adelphi) arringa un gruppetto di giovani ragazzine scozzesi degli anni Trenta, determinata a plasmarle a sua immagine e somiglianza grazie al potere irresistibile del suo fascino.

Ed è proprio il fascino “fulgente” della sua protagonista a rendere così azzeccato, divertente e illuminante questo piccolo romanzo scritto da una delle più celebri autrici scozzesi del Novecento e tutto retto sulla relazione tra Miss Brodie, un’eccentrica insegnante che si avvale di metodi educativi decisamente fuori dal coro, e il gruppetto di allieve da lei selezionato perché diventino, una volta cresciute, “la créme de la créme”Continua a leggere

Le mani della madre

Le mani della madre

11 Maggio 2015 by · Commenta 

Due pregiudizi speculari hanno condizionato la lettura psicoanalitica della funzione materna. Da un lato, ci sono coloro che hanno identificato la madre come la prigione nella quale il bambino è detenuto e il padre come il suo liberatore necessario. In questa identificazione la generatività materna viene sopraffatta da una cultura che assimila la madre al caos originario, a luogo informe, prelinguistico, indifferenziato, che solo l’intervento del padre ha il potere di ordinare e regolamentare. Dall’altro lato, ci sono coloro che hanno attribuito alla madre una funzione così esclusiva nella cura dei figli che rischiano di scivolare in un processo retorico di idealizzazione che non assegna il giusto peso alla necessità che il figlio sia sempre il frutto di Due e mai di Uno solo.
Contro il primo pregiudizio questo libro vuole mostrare la centralità attiva della funzione materna nel processo di filiazione e umanizzazione della vita. Contro il secondo vuole mostrare che la madre non esclude mai l’ambivalenza e la sua divisione interna, che l’idealizzazione della madre “tutta amore” finisce per alimentare solo sterili fantasmi di onnipotenza.

Dopo aver affrontato con coraggio e profondità lo sfaccettato tema del rapporto padri-figli nei suoi fortunatissimi saggi Cosa resta del padre? e Il complesso di Telemaco, Massimo Recalcati torna in libreria con Le mani della madre (Feltrinelli), testo che si propone – come recita programmaticamente il sottotitolo – di indagare “desiderio, fantasmi ed eredità del materno”.
In queste pagine Recalcati si interroga sui punti cardine su cui si fondano alcuni dei più diffusi preconcetti sulla maternità, chiedendosi quanto ci sia di vero e quanto invece l’immagine stereotipata della madre – così come è stata veicolata per decenni anche dalla stessa psicoanalisi – sia in realtà una costruzione artificiale, che falsifica la realtà e che spesso si rivela “ingiusta” nei confronti del ruolo e della figura della donna nel momento in cui dà la vita a un figlio.
Raccontando le storie di madri che ha conosciuto nel corso del corso della sua attività clinica e quelle di altre figure di madri – della letteratura, del cinema, dell’arte, della Storia – Recalcati sottolinea come spesso si leghi la maternità all’immagine delle sue ombre… Continua a leggere

L’ora di lezione

L’ora di lezione

2 Settembre 2014 by · Commenta 

Qual è il mio proprio desiderio? La Scuola è il luogo dove, molto frequentemente, nell’età della giovinezza il nodo di questa domanda viene al pettine. […] Mobilitato dall’incontro con la parola dell’insegnante e dalla scoperta della dimensione erotica del sapere è questo desiderio singolare che appare sulla scena. Esso nasce per lo più sempre storto. Non è mai conforme a quello che l’Altro può attendere. Questa stortura appartiene di diritto al ritratto del figlio, di ogni figlio. La forza dell’educazione non è recuperarla a un ideale standard di normalità, ma potenziarla, difenderla, amarla. Ecco una buona definizione dell’educazione: amare la stortura della vite.

Sulla copertina di L’ora di lezione (Einaudi), nuovo attesissimo saggio di Massimo Recalcati che arriva oggi in libreria, una lunga fila di bambini in divisa scolastica si prepara a ricevere un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo dalle mani di un’infermiera in camice bianco. Le espressioni dei bambini in attesa riflettono tutti i tipi di sentimento che si possono provare in una situazione del genere: c’è il piccolo sbruffone che finge di non avere alcuna paura, c’è il poveretto spaventato che si nasconde dietro le spalle del bimbo che ha davanti, c’è quello che si consola spiando la reazione di coloro che lo precedono nella fila e infine c’è quello che accetta, ormai rassegnato, di buttare giù l’intruglio che gli verrà propinato… continua a leggere