Goodbye, Columbus e cinque racconti
«La prima volta che la vidi, Brenda mi pregò di tenerle gli occhiali. Poi avanzò fino all’orlo del trampolino e scrutò la piscina, strizzando gli occhi; ma fosse pur stata asciutta, ella non se ne sarebbe accorta, tanto era miope. Si lanciò in un tuffo armonioso e un momento dopo tornò verso il margine della vasca, la testolina dai corti capelli rossi alta sull’acqua come una rosa dal lungo stelo». Einaudi pubblica la terza edizione italiana di Goodbye, Columbus e cinque racconti libro d’esordio di Philip Roth. Vincitore nel 1997 del Premio Pulitzer per Pastorale americana, nel 2002 della Gold Medal per la narrativa (riconoscimento dato dall’American Academy for Arts and Letters), nel 2011 del Man Booker International Prize e di molti altri riconoscimenti, Philip Roth è considerato uno dei più importanti scrittori ebrei contemporanei.… continua a leggere
Nella tana dei lupi
«Con la mano sulla maniglia appoggiò l’orecchio alla porta. Nessun suono. Con cautela picchiò con il medio sul legno. Anche questa volta non sentì nulla. Aprì la porta più esterna prima di ripetere il gesto. Inutilmente. […] Il primo ministro Birgitte Volter era seduta sulla sua poltroncina girevole con il busto riverso sulla scrivania. In piedi sulla soglia, a una distanza di sei metri e mezzo, Wenche Andersen lo vedeva comunque nitidamente: il sangue che aveva formato una pozza grande, stagnante sopra la bozza di legge… continua a leggere
Fantasmagonia
«Per fare un fantasma occorrono una vita, un male, un luogo. Il luogo e il male devono segnare la vita, fino a renderla inimmaginabile senza di essi. Il luogo dev’essere circoscritto, con confini precisi; piú che un luogo, una porzione chiusa di luogo: preferibilmente una casa… continua a leggere
La legge dell’odio
Prossimamente in libreria potrete trovare il nuovo libro di Alberto Garlini, giornalista del Messagiero Veneto e del Gazzettino, intitolato La legge dell’odio.
La legge dell’odio, edito da Einaudi, è il libro che per la prima volta svela il fascino e l’orrore della violenza nera, con rigorose analisi storiche e numerosi riferimenti a una vastissima documentazione Garlini conduce il lettore alla scoperta della lotta e della violenza neofascista… continua a leggere
L’educazione delle fanciulle
«Cara Luciana, l’obiettivo primo della fantasia femminile è l’amore. La ragazza di oggi magari fantastica, ma su dati reali; quella di ieri, fantasticava veramente».
«Vedi, Franca, anche noi fantasticavamo, ma prima dovevi verifi care se il Principe era azzurro o se tendeva al verde rospo. Bisogna baciarne un sacco per trovare quello che non ti allappa la lingua come i cachi acerbi… continua a leggere
La bambina di neve
Una notte fatata porta la prima neve dell’anno. Stregati dai fiocchi che volteggiano nell’aria, Jack e Mabel costruiscono un pupazzo. Una bimba di neve. Che il mattino dopo misteriosamente scompare. Al suo posto, forse, una bimba bionda che corre nei boschi. Una bimba selvaggia che di tanto in tanto torna a trovarli… continua a leggere
La scena perduta
«Yehoshua prende per mano noi lettori e ci conduce fino all’ultima pagina: lasciandoci amare la sua storia e i personaggi come si ama la vita e i nostri cari che talvolta ce la rendono bella». L’Espresso… continua a leggere
Mare al mattino
«Farid non ha mai visto il mare, non c’è mai entrato dentro.
Lo ha immaginato tante volte. Punteggiato di stelle come il mantello di un pascià. Azzurro come il muro azzurro della città morta… continua a leggere
Il vizio di parlare a me stessa
«Ho un quadernetto per scrivere sciocchezze e no, regalato da Angelo. Forse per superare la paura che mi farà il ritorno là dove non vorrei (e vorrei) tornare: Mozart o la musica del dubbio, in questa Roma di Ferragosto appiccicosa di certezze mielate. A Ferragosto a Roma tutti i pazzi si fanno vivi. L’odore del verde dopo la pioggia di Ferragosto è amaro come la seta del papavero stropicciata fra le dita. […] Questo librettino sta finendo e forse è un bene. Non credo che ne vorrò un altro. Questo scrivere per se stessi finisce sempre con l’ammorbidire troppo i propri sentimenti e portarti all’autocompiacimento… continua a leggere
Il re pallido
«La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più e la nostra infanzia è finita e con lei l’adolescenza e il vigore della gioventù e presto anche l’età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch’io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch’io, chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo più veritiero di dire “morire”, “andarsene”, il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d’inverno… continua a leggere