venerdì 26 aprile 2019

Trecento pagine da ridere, con le “Barzellette” di Ascanio Celestini

Trecento pagine da ridere, con le “Barzellette” di Ascanio Celestini

20 Marzo 2019 by · Commenta 

Uno mi fa: – Allora? Arriva questo treno?
Gli rispondo: – Se ha tanta fretta, gli vada incontro.
S’è calmato subito. L’ho accompagnato al bar e ci abbiamo bevuto sopra. L’ha capito pure lui che con l’orario del treno non ci puoi fare niente. Non è mica come in autostrada che ti metti a correre oltre i limiti di velocità e superi a destra e sinistra. Il treno sta sulle rotaie.
Davanti a una sambuca gli dico: – Una volta c’è stato un suicida che è andato davvero incontro al treno. Sa che gli è successo? È morto un quarto d’ora in anticipo.

Per la serie Stile Libero Extra di Einaudi, sono in libreria le “Barzellette” di Ascanio Celestini.

La vita è un po’ come l’eterna attesa di un convoglio in una stazione di provincia. E quale miglior modo, per ingannare l’attesa, di ridersela con qualcuno? Un dipendente delle ferrovie dello stato racconta al suo capostazione le storielle che si è appuntato, in una vita di incontri, nel suo brogliaccio. Barzellette sui carabinieri, sugli avvocati, sui politici, sulle mogli, sui mariti, sui gay, sui pedofili, sulla morte. Uno humor tutt’altro che politicamente corretto, e per questo catartico: perché, come ci suggerisce il comico romano…continua a leggere

“Case di vetro” di Louise Penny: un’indagine del commissario Armand Gamache

“Case di vetro” di Louise Penny: un’indagine del commissario Armand Gamache

15 Marzo 2019 by · Commenta 

– Qualunque fosse lo scopo iniziale, – intervenne Zalmanowitz, – c’è stato un omicidio.
Gamache si riscosse dalle sue riflessioni ma ignorò il procuratore. Girò il capo verso il banco della difesa e fissò la persona accusata di omicidio.
– Sì.

Case di vetro” inaugura la pubblicazione per Einaudi Stile Libero della serie dedicata alle indagini del commissario Gamache. L’autrice del libro, la canadese Louise Penny ha già vinto ben 7 Aghata Awards al miglior crime. E non c’è dubbio che dopo aver letto “Case di vetro” di Gamache non potremo più fare a meno.

Three Pines è quello che si definisce un villaggio pittoresco sperduto nel nulla: è proprio lì che vive il commissario in capo della Sûreté du Québec Armand Gamache. E, in quel rigido autunno, il commissario non può non accorgersi che qualcosa di anomalo sta accadendo…continua a leggere

“Cat Person”: arriva anche in Italia il libro d’esordio di Kristen Roupenian, nuova voce della narrativa breve americana

“Cat Person”: arriva anche in Italia il libro d’esordio di Kristen Roupenian, nuova voce della narrativa breve americana

4 Marzo 2019 by · Commenta 

Facevamo esperimenti – con lividi e dolore, catene e giocattoli erotici – poi crollavamo in un groviglio di braccia e gambe umide, ammucchiati come immondizia rimasta sulla spiaggia dopo un temporale.

Einaudi ha appena pubblicato “Cat Person”, la prima raccolta di racconti di Kristen Roupenian. La storia di questo esordio letterario è già leggenda: la short story che dà il titolo al libro – “Cat Person”, appunto – appare sul New Yorker nel dicembre 2017 e nel giro di pochissimo si converte nel racconto più cliccato della storia del web. Per il successo straordinario del suo pezzo, alla Roupenian sono proposte immediatamente la pubblicazione di una raccolta di racconti e di un romanzo, la prima dei quali vende in un baleno i diritti in 26 Paesi e si prepara a diventare anche una serie tv antologica per la HBO. A portare la Roupenian in Italia è la collana Stile Libero Big di Einaudi.

Ma di cosa parla “Cat Person”?…continua a leggere

“La versione di Fenoglio”: l’ultimo romanzo di Carofiglio è anche un manuale di scrittura e d’investigazione

“La versione di Fenoglio”: l’ultimo romanzo di Carofiglio è anche un manuale di scrittura e d’investigazione

22 Febbraio 2019 by · Commenta 

– Quindi si potrebbe dire che l’arte di investigare è l’arte di costruire storie?
Fenoglio ci pensò un po’ su.
– È una buona definizione, ma forse ne sceglierei un’altra. Direi che l’investigazione è l’arte di guardarsi attorno; sia in senso materiale che in senso metaforico.

La versione di Fenoglio” è il nuovo libro di Gianrico Carofiglio fresco fresco di stampa per i tipi di Einaudi: un romanzo che ha come protagonista il maresciallo Fenoglio, ma anche una raccolta di racconti con cornice, un dialogo filosofico e un manuale del buon investigatore.

Pietro Fenoglio, noto ai lettori dai tempi di “Una mutevole verità” (2014) e “L’estate fredda” (2016), si trova ormai in prossimità della pensione. Gli anni passano anche per lui, maresciallo torinese trapiantato a Bari, e i primi acciacchi si fanno sentire. Durante le sedute di fisioterapia per la sua anca operata di artrosi, Fenoglio simpatizza con Giulio, un ragazzo poco più che ventenne, in riabilitazione da un brutto incidente d’auto. Il ragazzo è prossimo alla laurea in legge, ma ammette senza troppe difficoltà di…continua a leggere

“Metafore che si trasformano”: la seconda parte de “L’assassinio del Commendatore” di Murakami è un libro bellissimo sull’arte e sul dolore

“Metafore che si trasformano”: la seconda parte de “L’assassinio del Commendatore” di Murakami è un libro bellissimo sull’arte e sul dolore

30 Gennaio 2019 by · Commenta 

La figura del Commendatore poco per volta si andava sfocando, diventava evanescente, si disperdeva come vapore in un mattino d’inverno… finché scomparve. Di fronte a me rimase solo la vecchia poltrona vuota. L’assenza di lui era così palpabile che dubitai di averlo davvero visto seduto lì fino a un momento prima. Forse avevo avuto davanti soltanto il vuoto. Forse avevo parlato soltanto con me stesso.

A tre mesi di distanza dall’uscita di “Idee che affiorano”, ecco il secondo volume de “L’assassinio del Commendatore” di Murakami Haruki. La seconda parte di questo capolavoro dello scrittore giapponese porta il titolo di “Metafore che si trasformano” ed è pubblicata, come la precedente, nella collana Supercoralli di Einaudi.

In “Metafore che si trasformano” ritroviamo lo stesso narratore-protagonista della prima parte: un talentuoso pittore apprendista, da poco lasciato dalla moglie, e approdato nel cottage di…continua a leggere

Un romanzo sul passato e l’oblio: “Idda” di Michela Marzano

Un romanzo sul passato e l’oblio: “Idda” di Michela Marzano

28 Gennaio 2019 by · Commenta 

Le piante hanno un metabolismo molto particolare, ripeto da anni ai miei studenti, sono organismi autotrofi che, a differenza degli esseri umani e degli altri animali, producono autonomamente le sostanze organiche necessarie al proprio sostentamento: lezione n. 1. Le piante non hanno bisogno di nessuno. Niente legami, niente relazioni, niente di niente – anche se questo non lo dicevo, mi limitavo a pensarlo.

Idda”: s’intitola così l’ultimo libro di Michela Marzano uscito per la collana Stile Libero Big di Einaudi. “Idda” come lei, in dialetto salentino. “Lei”, come la donna che involontariamente scompagina tutte le deboli certezze su cui si regge il presente della protagonista.

Alessandra insegna biologia in un’università di Parigi. Ha quarantun anni e convive con Pierre. Alessandra è nata in Salento, la terra dell’olio e del buon vino, ma dalla Puglia se n’è andata ormai da molti anni: con la propria famiglia…continua a leggere

“Nata per te”: le paternità a confronto di Mercadante e Trapanese

“Nata per te”: le paternità a confronto di Mercadante e Trapanese

24 Dicembre 2018 by · Commenta 

– Vedrai, – mi dice, – Alba è un dono, proprio per come è.
– Tipico dei cattolici chiamare dono una malattia altrui, – dico e subito mi mordo la lingua per aver detto «malattia» riferito alla trisomia.
– Tipico dei cinici scambiare la diversità per deformità, mi risponde senza perdonare il mio errore. E perché mai dovrebbe?
– Ho deciso di far scrivere a te la mia storia, – dice dopo avermi dato il tempo di assorbire il colpo, proprio per come la pensi. E da amico ti dico: stai in guardia, perché quella lì, mia figlia, è nata per cambiare la vita di tutti quelli che le si avvicinano, presto o tardi lo farà anche con te.

Nata per te. Storia di Alba raccontata fra noi” è uscito da qualche settimana per Einaudi Stile Libero Extra. Gli autori del libro sono due: lo scrittore casertano Luca Mercadante e l’attivista per il sociale Luca Trapanese, fondatore di diverse onlus nel Sud Italia e di alcuni progetti per lo sviluppo economico in India e in Africa. Oltre che un uomo socialmente impegnato, però, Trapanese è un gay single col desiderio di essere padre, che si ritrova a combattere per… continua a leggere

“Navi a perdere”: il romanzo-inchiesta di Lucarelli sullo scarico di rifiuti tossici in mare

“Navi a perdere”: il romanzo-inchiesta di Lucarelli sullo scarico di rifiuti tossici in mare

14 Dicembre 2018 by · Commenta 

In tutti i grandi romanzi, soprattutto quelli dell’inquietudine e del mistero, li abbiano scritti Dostoevskij, Simenon, Poe, Giorgio Scerbanenco o Joseph Conrad, il protagonista è sempre l’Uomo Che Cerca. Che cerca un filo, un senso, la verità, una forma da dare alle cose per uscire dall’angoscia propria di quella inquietudine e di quel mistero.
Ecco, in questa storia, se fosse un romanzo, il capitano Natale De Grazia sarebbe l’Uomo Che Cerca.

Einaudi ha da pochi giorni pubblicato per la serie Stile Libero Big “Navi a perdere” di Carlo Lucarelli. La riproposizione di questo libro, uscito per la prima volta dieci anni fa per Edizioni Ambiente, si rivela ad oggi non solo giustificata dall’immutata attualità del tema trattato – lo smaltimento abusivo di rifiuti in mare –, ma doppiamente motivata dall’urgenza che stanno assumendo le questioni ecologico-ambientali.

“Navi a perdere” è un’inchiesta breve e dal ritmo serrato che ruota attorno alla Rosso, una motonave da carico, arenatasi sulla spiaggia di Formiciche in Calabria; neanche a farlo apposta, 28 anni fa esatti, il 14 dicembre 1990. La Rosso, a dire il vero, è solo una delle molte “navi a perdere”, affondate o spiaggiate nel… continua a leggere

“Vuoto”: una nuova indagine per i bastardi di Pizzofalcone

“Vuoto”: una nuova indagine per i bastardi di Pizzofalcone

5 Dicembre 2018 by · Commenta 

L’aula in cui avrebbero dovuto incontrare coloro che potevano fornire informazioni sulla Fimiani era uno stanzone vuoto e freddo, rischiarato da una luce livida che filtrava attraverso un finestrone opaco e sporco. In fondo c’era una vecchia lavagna, su cui si intravedevano formule matematiche e parole cancellate male.
Lojacono non avrebbe saputo spiegare perché, ma quell’ambiente gli dava i brividi. Avrebbe dovuto essere pieno di ragazzi e di risate, di carte geografiche e di matite, di banchi scarabocchiati e di chewing-gum attaccati sotto le sedie; invece era deserto, e i passi sul pavimento un po’ sconnesso producevano un’eco beffarda. […]
Vuoto, riflettè Lojacono. Questo posto è vuoto. Di un vuoto più grande di quello che sembra, più grande di tutto. Vuoto di sogni.

Torna con una nuova indagine la celebre squadra del commissariato napoletano di Pizzofalcone, creata da Maurizio De Giovanni: dopo “Buio”, “Gelo”, “Cuccioli”, “Pane” e “Souvenir“, il nuovo libro, appena uscito per la collana Stile Libero Big di Einaudi, s’intitola “Vuoto”.

Vuoto come quello lasciato dalla scomparsa di Chiara Fimiani, una brava e riservata professoressa di Lettere in un Istituto Tecnico di un quartiere difficile di Napoli. Il marito della donna, un imprenditore molto in vista in città, non sembra…continua a leggere

Genere: maschio. “L’animale che mi porto dentro” di Francesco Piccolo

Genere: maschio. “L’animale che mi porto dentro” di Francesco Piccolo

27 Novembre 2018 by · Commenta 

Leggo e vedo film e ascolto canzoni perché la mia vita non mi basta, per costruire l’identità devo usare altri strumenti, più che posso. E ho cominciato a scrivere per affermare una diversità: dagli altri maschi, ma soprattutto da quel me stesso che è come gli altri maschi. E da mio padre.

È uscito per Einaudi “L’animale che mi porto dentro”, l’ultimo romanzo di Francesco Piccolo. L’autore casertano, Premio Strega nel 2014 per “Il desiderio di essere come tutti” e sceneggiatore di alcuni dei più bei film di Moretti e Virzì, pubblica un libro potente e bellissimo, sull’essere maschi.
L’immagine scelta per la sovracoperta, un ritratto del 1954 di Moira Orfei dal titolo “Gli italiani si voltano”, non potrebbe essere più azzeccata. In essa è infatti condensata una delle scene madre del romanzo: quel momento in cui gli uomini, in branco, in gruppo, in squadra, nella forma del soggetto collettivo – quel “noi” che parlerà come un coro nelle ultime pagine del libro – guardano una donna e la desiderano.
Una scena simile si verifica, per il piccolo Francesco, ogni estate alla villa di vacanza. Tutte le sere…continua a leggere

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