domenica 09 dicembre 2018

“Vuoto”: una nuova indagine per i bastardi di Pizzofalcone

“Vuoto”: una nuova indagine per i bastardi di Pizzofalcone

5 dicembre 2018 by · Commenta 

L’aula in cui avrebbero dovuto incontrare coloro che potevano fornire informazioni sulla Fimiani era uno stanzone vuoto e freddo, rischiarato da una luce livida che filtrava attraverso un finestrone opaco e sporco. In fondo c’era una vecchia lavagna, su cui si intravedevano formule matematiche e parole cancellate male.
Lojacono non avrebbe saputo spiegare perché, ma quell’ambiente gli dava i brividi. Avrebbe dovuto essere pieno di ragazzi e di risate, di carte geografiche e di matite, di banchi scarabocchiati e di chewing-gum attaccati sotto le sedie; invece era deserto, e i passi sul pavimento un po’ sconnesso producevano un’eco beffarda. […]
Vuoto, riflettè Lojacono. Questo posto è vuoto. Di un vuoto più grande di quello che sembra, più grande di tutto. Vuoto di sogni.

Torna con una nuova indagine la celebre squadra del commissariato napoletano di Pizzofalcone, creata da Maurizio De Giovanni: dopo “Buio”, “Gelo”, “Cuccioli”, “Pane” e “Souvenir“, il nuovo libro, appena uscito per la collana Stile Libero Big di Einaudi, s’intitola “Vuoto”.

Vuoto come quello lasciato dalla scomparsa di Chiara Fimiani, una brava e riservata professoressa di Lettere in un Istituto Tecnico di un quartiere difficile di Napoli. Il marito della donna, un imprenditore molto in vista in città, non sembra…continua a leggere

Genere: maschio. “L’animale che mi porto dentro” di Francesco Piccolo

Genere: maschio. “L’animale che mi porto dentro” di Francesco Piccolo

27 novembre 2018 by · Commenta 

Leggo e vedo film e ascolto canzoni perché la mia vita non mi basta, per costruire l’identità devo usare altri strumenti, più che posso. E ho cominciato a scrivere per affermare una diversità: dagli altri maschi, ma soprattutto da quel me stesso che è come gli altri maschi. E da mio padre.

È uscito per Einaudi “L’animale che mi porto dentro”, l’ultimo romanzo di Francesco Piccolo. L’autore casertano, Premio Strega nel 2014 per “Il desiderio di essere come tutti” e sceneggiatore di alcuni dei più bei film di Moretti e Virzì, pubblica un libro potente e bellissimo, sull’essere maschi.
L’immagine scelta per la sovracoperta, un ritratto del 1954 di Moira Orfei dal titolo “Gli italiani si voltano”, non potrebbe essere più azzeccata. In essa è infatti condensata una delle scene madre del romanzo: quel momento in cui gli uomini, in branco, in gruppo, in squadra, nella forma del soggetto collettivo – quel “noi” che parlerà come un coro nelle ultime pagine del libro – guardano una donna e la desiderano.
Una scena simile si verifica, per il piccolo Francesco, ogni estate alla villa di vacanza. Tutte le sere…continua a leggere

“Senza mai arrivare in cima”: il viaggio intimo di Cognetti in Nepal

“Senza mai arrivare in cima”: il viaggio intimo di Cognetti in Nepal

8 novembre 2018 by · Commenta 

Chiusi gli occhi per concentrarmi sul mormorio del monaco e distinsi l’odore di incenso, di cuoio, del burro di yak bruciato nella lampada, della montagna che entrava dalla finestrella. Erbe appassite, umidità notturna che evaporava, roccia scaldata dal sole, mattina. Anche in un posto antico come quello la montagna odorava sempre di nuovo.

Dopo “Le otto montagne”, vincitore del Premio Strega 2017, esce per Einaudi il nuovo libro di Paolo Cognetti, un delicato taccuino di viaggio dal titolo “Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya”.

Nel libro, Cognetti racconta la propria esperienza in Nepal, riuscendo nella magia di portare il lettore con sé nella terra di Dolpo, un altopiano nella regione a nord-ovest del Nepal, al confine col Tibet. L’incanto e la visionarietà con cui Cognetti descrive profumi, scenari e luci di questo “piccolo Tibet in terra nepalese” è sorprendente. Alla scelta raffinata delle parole, si aggiunge la semplicità dei disegni, schizzi presi a matita in un quaderno tenuto al riparo nel sacco a pelo, e qui integrati nel libro.

Cognetti intraprende il viaggio con due fidati compagni: Remigio, amico di… continua a leggere

“Gli squali”: diventare adulti nell’era delle start-up

“Gli squali”: diventare adulti nell’era delle start-up

6 novembre 2018 by · Commenta 

Una fabbrica. L’ePark era una fabbrica dove la gente ruotava su un rullo trasportatore.

Dopo il successo internazionale di Mio fratello rincorre i dinosauri, Giacomo Mazzariol, anno 1997, di Castelfranco Veneto, torna a pubblicare per Einaudi Gli squali, un romanzo sorprendente, che è la radiografia di un’epoca e di una generazione.

Max è un ragazzino cresciuto nella provincia veneta, appassionato d’informatica e pronto ad affrontare con gli amici il grande momento soglia dell’esame di maturità. Ma è proprio a pochi giorni dalla prima prova che accade qualcosa d’inaspettato: Max riceve un’email di Lorenzo Mutti, titolare dell’ePark di Roma. Mutti è interessato a un’app che Max ha sviluppato un po’ per gioco, per orientare i suoi coetanei nella scelta del proprio percorso di studi universitari e vuole che… continua a leggere

Recensione di “The Game” di Alessandro Baricco

Recensione di “The Game” di Alessandro Baricco

2 ottobre 2018 by · Commenta 

Due mondi. Il termometro con il mercurio e quello digitale. Il vinile e il CD. La pellicola cinematografica e il DVD. Calciobalilla e videogame. Due mondi. Un possibile difetto del secondo (quello digitale) è che non è in grado di registrare tutte le sfumature del reale: lo registra a salti, una volta ogni tanto: per capirci, la lancetta sull’orologio del campanile si muove di un moto continuo, colma ogni micro istante del tempo, così come il mercurio, cambiando volume nel termometro, si spostava nella colonnina colmando ogni microlivello di temperatura: ma il vostro orologio digitale non lo fa, magari vi conta i secondi, magari anche i decimi o i centesimi, ma poi a un certo punto smette di contare e salta alla cifra dopo: lì, in mezzo c’è una porzione di mondo (infinitesimale) che il sistema digitale si perde per strada.

Alessandro Baricco torna con “The Game”, un ideale proseguimento del suo “I barbari” del 2006. The Game: è così che Baricco chiama la nostra realtà, sempre più digitale e social e questo libro si propone di spiegarla, agendo come una mappa, una guida per orientarsi nel  mondo affermatosi dopo un cambiamento epocale largamente annunciato ma dai molti risvolti inaspettati. Il viaggio parte dalla Silicon Valley, un luogo che a visitarlo non trasmette molto il concetto di rivoluzione con le sue villette a schiera, ma che ne è impregnato, perché tra quelle villette c’è anche quella il cui garage ha ospitato due giovani visionari: Steve Jobs e il grande e potente Wizard of Woz, Steve Wozniak, fondatori della Apple…continua a leggere

Recensione libro: “Peccato mortale” di Carlo Lucarelli

Recensione libro: “Peccato mortale” di Carlo Lucarelli

13 settembre 2018 by · Commenta 

Fratojanni si tolse gli occhiali e cominciò a sfregarli con un fazzoletto che aveva sfilato dal taschino della giacca. Lentamente, pollice e indice, millimetro per millimetro. De Luca si sentiva friggere, anche perché il commissario capo aveva una cartellina bianca davanti a sé, sulla scrivania, e ci batteva sopra una delle stanghette, come se dentro ci fosse qualcosa di molto importante.

Torna il commissario De Luca con una nuova indagine che si colloca tra luglio e il settembre del 1943, in un’Italia che sta rapidamente mutando, dal regime fascista fino all’armistizio, alla fine di una guerra che ci vorrà ancora un bel pezzo prima che finisca davvero. In “Peccato mortale” di Carlo Lucarelli ritroviamo De Luca e la sua squadra, che incappano accidentalmente nel cadavere di un uomo senza testa. Una situazione strana che si rivela ancora più complicata quando viene scoperta una testa che non combacia con il corpo. Ma come si può dare la caccia ad un assassino in un mondo che brulica di assassini? Questo problema…continua a leggere

Recensione libro: “Un feroce dicembre” di Edna O’Brien

Recensione libro: “Un feroce dicembre” di Edna O’Brien

10 settembre 2018 by · Commenta 

Violet Hill, fluida, fluente, spettro striato sulla montagna al primo mattino, una visione che saettava avanti  e indietro come dipinta e poi di nuovo al crepuscolo, diventando tutt’uno con il crepuscolo a parte il lucore selvaggio degli occhi. – Sei un razzo,- le diceva Joseph ogni volta che la vedeva uscire dalla cuccia. Quello che non sapeva era che lei stava scavando la soffice terra sotto la rete di recinzione. Era con l’umidità e col buio che correva verso la sua delirante destinazione.

Il romanzo di Edna O’Brien “Un feroce dicembre” è la storia di un antagonismo profondo e radicato tra Joseph Brennan, nato e cresciuto su una montagna desolata in una piccola comunità dell’Irlanda dell’ovest, e Mick Bugler, figlio di emigrati in Australia ed erede delle terre limitrofe. I due sono uomini agli antipodi: Joseph è arretrato, attaccato alla sua terra oltre ogni umana comprensione, non c’è nulla che per lui conti di più; Mick, al contrario, non nutre questo legame viscerale, è molto più moderno e pensa solamente a come far fruttare i propri possedimenti. I due, all’inizio, sembrano poter coesistere tenendo in piedi un’amicizia traballante, ma, dopo poco, emergono i problemi e l’astio che le due famiglie si tramandano da generazioni: le difficoltà nello stabilire i confini delle proprietà degenerano in un odio che non fa altro che accrescersi quando la sorella di Joseph, la giovane ed innocente Breege, comincia a provare dei sentimenti per Mick; un’attrazione che…continua a leggere

Recensione libro: “Il purgatorio dell’angelo” di Maurizio De Giovanni

Recensione libro: “Il purgatorio dell’angelo” di Maurizio De Giovanni

3 agosto 2018 by · Commenta 

Io confesso, ti confesso, lascialo stare, lascia che viva, io ti confesso.

La voce muta del prete morto, il messaggio in bottiglia che aveva affidato al mare della vita che stava abbandonando, gli risuona nel cervello. Chi stava confessando? A chi impartiva questo sacramento, prima di essere colpito? Ricciardi si alzò d’impulso. Sarebbero andati da chi aveva parlato con padre Angelo per ultimo, da chi l’aveva visto poco prima che morisse.

Vicino Posillipo viene  ritrovato il cadavere inginocchiato di un anziano gesuita, Padre Angelo, con la testa fracassata. Comincia così il nuovo giallo di Maurizio De Giovanni “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi”, edito da Einaudi. Un omicidio che lascia la gente del luogo sconvolta: padre Angelo era, infatti, un teologo, un uomo mite e religioso, amato da tutti. O forse non proprio da tutti. Per quale motivo, sennò, fargli fare una fine tanto misera?

La confessione e il pentimento sono il tema principe…continua a leggere

Recensione libro: “Il mio romanzo viola profumato” di Ian McEwan

Recensione libro: “Il mio romanzo viola profumato” di Ian McEwan

27 luglio 2018 by · Commenta 

Eravamo ambiziosi. Decisi a diventare scrittori, scrittori famosi, forse perfino grandi. Andavamo insieme in vacanza, ci leggevamo a vicenda i racconti sui quali pronunciavamo giudizi generosi e di un’impietosa onestà, facevamo l’amore l’uno con la ragazza dell’altro e, in qualche sporadica circostanza, provammo ad ingaggiare una relazione omoerotica. Sono un uomo grasso e calvo attualmente, ma allora avevo una testa di riccioli ed ero snello come un giunco. Mi piaceva credere di somigliare a Shelley. Jocelyn era alto, biondo, muscoloso di mascella forte, l’immagine perfetta dell’Übermensch  nazista. Ma la politica non gli interessava affatto. La relazione tra noi era semplicemente una posa anticonformista. Pensavo ci rendesse irresistibili.

In questo libro, “Il mio romanzo viola profumato” sono raccolti il racconto omonimo, precedentemente uscito sul The New Yorker, e “L’io” di Ian McEwan.

I protagonisti di “Il mio romanzo viola profumato” sono due: Parker e Jocelyn, due uomini che si sono conosciuti al college, entrambi aspiranti scrittori. Il loro rapporto procede senza scossoni anche se le loro esistenze ben presto si differenziano: Parker si sposa, ha in rapida successione ben quattro figli e conduce una vita che sembra il ritratto della mediocrità: un impiego come insegnante, alcuni romanzi apprezzati da pochi e ignorati da molti, nessun successo ottenuto. Viceversa Jocelyn è un “caso letterario”, la voce di una generazione: i suoi romanzi hanno un seguito enorme, è ricco e…continua a leggere

Recensione libro: “Senti la sua paura” di Peter Swanson

Recensione libro: “Senti la sua paura” di Peter Swanson

20 luglio 2018 by · Commenta 

Scavarono una fossa nella radura. La pioggia aveva ammorbidito il terreno, il badile ci affondava facilmente mentre scalzavano grosse zolle nere. Quando adagiarono Claire nella buca, Henry disse con la sua strana calma olimpica:

– Credo che dovremmo scattare qualche foto. Una di te con il cadavere, e una di me.

– Cosa?

– Dobbiamo immortalare il momento.

– Sei impazzito?

– No, ascolta. Sarà un simbolo della nostra fiducia reciproca. Così ciascuno di noi avrà una prova  in grado di inchiodare l’altro, e saremo per sempre complici.

Kate è sempre stata ansiosa, e l’incidente con il suo ex ragazzo, diventato all’improvviso così assurdamente geloso da chiuderla in uno sgabuzzino per giorni per poi spararsi un colpo di fucile, di certo non l’ha aiutata ad affrontare la vita con serenità. Peter Swanson racconta in “Senti la sua paura” (Einaudi) la storia della ragazza, una ventenne inglese che vive nel terrore per ciò che le è capitato. Il destino, però, le apre uno spiraglio di rinascita: la possibilità di scambiare il suo appartamento di Londra con quello di Boston di suo cugino Corbin, che ha ottenuto, dalla sua società, un trasferimento di sei mesi nella capitale britannica. Nonostante l’ansia che la pervade, Kate decide di accettare. Il suo ottimismo, però, va in mille pezzi quando la polizia trova la sua vicina di casa morta e divisa a metà. L’idea che un serial killer si aggiri intorno al palazzo, fa riaffiorare…continua a leggere

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