L’albero del mondo
«Da almeno tre secoli era là, l’Albero del Mondo, all’angolo di una piazzetta dietro l’albergo dell’Elefante. Il ginkgo biloba col suo fusto massiccio, i rami robusti e rigogliosi, le sue foglie piccole, larghe come minuscoli ventagli ondulati, d’un verde chiarissimo, che temevano il vento. Quelle foglie raccontavano il miti dell’Inizio. Sui quei rami, da principio, all’origine del mondo, non crescevano foglie ma esseri umani. Erano tutt’uno, gli uni fusi agli altri, senza distinzioni di sesso né di razza. L’armonia regnava perfetta. […] Poi, all’improvviso, cattiva, una tempesta investì quell’albero. Lo fece con una violenza mai vista, piegandolo fino a spezzarne il tronco. Gli esseri umani precipitarono a terra. E subito si scoprirono soli e impauriti, divisi e nemici – uomini e donne, popoli e razze –, condannati per l’eternità a inseguirsi e a farsi la guerra, a ritrovarsi in un abbraccio per poi dividersi ancora… continua a leggere