martedì 22 gennaio 2019

Recensione di “Farò di tutto per tornare da te” di Kristin Harmel

Recensione di “Farò di tutto per tornare da te” di Kristin Harmel

3 ottobre 2018 by · Commenta 

Quella sera, per Charlotte, fu straziante  vedere il dolore sul viso di Ruby mentre salutava Thomas. Dopotutto, anche lei era innamorata e non voleva neanche pensare all’idea di rinunciare a Lucien. E non solo capiva quanto fosse profondo l’amore tra Ruby e Thomas: si chiedeva se Ruby avesse mai amato davvero Marcel, o piuttosto non avesse scambiato per amore il semplice desiderio di avere una vita propria e di sentirsi desiderata. A volte due persone sono fatte per stare insieme, punto e basta.

La protagonista di “Farò di tutto per tornare da te” è Ruby, una giovane americana cresciuta nella California del sud e trapiantata a New York dove sta per concludere i suoi studi universitari. Sogna una vita diversa da quella dei genitori e le sue fantasticherie sembrano concretizzarsi quando in una giornata d’inverno incontra Marcel, un autentico parigino che lavora come mercante d’arte. L’intesa tra i due è istantanea e pochi mesi dopo Ruby, diventata ormai la moglie di Marcel, si trasferisce con lui a Parigi. È il 1938. La vita parigina della ragazza è un susseguirsi di feste, champagne, salotti mondani e danze, ma la situazione politica muta rapidamente: l’ascesa di Hitler è inarrestabile e la guerra che suo padre le aveva profetizzato è ormai una certezza. Ma suo marito insiste sulla necessità di non preoccuparsi, giacché nulla cambierà; in fondo loro sono cittadini francesi, la libertà è insita nel loro status. Ed è così che scoppia la guerra, i tedeschi entrano a Parigi e il mondo fino ad allora conosciuto va in frantumi. Ruby vorrebbe trovare un modo per rendersi utile, ma…continua a leggere

Recensione libro: “L’apprendista geniale” di Anna Dalton

Recensione libro: “L’apprendista geniale” di Anna Dalton

3 settembre 2018 by · Commenta 

Il mio tentativo di insegnare all’asilo procedeva. Non mollavo. Uno Jedi è uno Jedi. E uno Jedi non molla. Ma dovevo ammettere che quella situazione mi stava dando filo da torcere.

Andrea, la protagonista di “L’apprendista geniale”, è un’aspirante giornalista. Questo è stato il suo sogno per tutta la vita, ispirato dalla madre, anche lei una professionista del settore, morta quando Andrea era poco più di una bambina. Ora la ragazza si ritrova in una delle scuole di giornalismo più prestigiose del pianeta, lontano dal padre e dall’affetto collettivo del paesino nel quale ha trascorso gli ultimi anni della sua esistenza…continua a leggere

Recensione libro: “Mamme coraggiose per figli ribelli” di Giada Sundas

Recensione libro: “Mamme coraggiose per figli ribelli” di Giada Sundas

7 giugno 2018 by · Commenta 

Il nostro pediatra è il sogno erotico di tutte le madri del circondario. Arriva in sella a una Harley-Davidson nera lucida con l’adesivo HASTA IL PARACETAMOLO SIEMPRE; indossa pantaloni di pelle e camicia sbottonata anche a gennaio, avido di vitamina D; sull’avambraccio ostenta orgoglioso un tatuaggio col bastone di Asclepio, mentre al collo porta uno stetoscopio di platino impreziosito da charms Pandora a forma di supposte di glicerina; nella valigetta trasporta magia e bastoncini abbassalingua. Se gli viene posta una qualsiasi domanda, risponde citando gli annali dell’OMS in rime baciate.

  Giada Sundas ha una figlia di tre anni, Mya, ed è la mamma più famosa del web con la sua pagina Facebook da 32000 followers. Il successo è arrivato all’improvviso quando Giada ha cominciato a condividere le gioie  e i dolori dell’essere una mamma imperfetta, stanca, con i capelli spettinati e una casa in cui sembra sia esplosa una bomba. Una mamma ribelle che si oppone allo stereotipo che vorrebbe tutte le donne genitrici eccezionali, sorridenti, sempre pazienti e, come se non bastasse, compagne perfette. Nell’arco di poco più di anno la pagina è cresciuta ed è stata il punto di partenza per il suo romanzo d’esordio, “Le mamme ribelli non hanno paura”. Ora Giada torna con il suo secondo libro “Mamme coraggiose per figli ribelli”, in cui racconta, con grande ironia, la sua vita di mamma a tempo pieno attraverso aneddoti divertenti nei quali ogni mamma può rispecchiarsi e che insegnano che il ruolo del genitore si impara sul campo, un errore dopo l’altro, senza…continua a leggere

Recensione libro”La leggenda del ragazzo che credeva nel mare”

Recensione libro”La leggenda del ragazzo che credeva nel mare”

6 giugno 2018 by · Commenta 

Provò una leggera vertigine nel percorrere la striscia del trampolino che sembrava assottigliarsi a mano a mano che si avviava verso l’estremità. Quando la raggiunse esitò appena, guardò in basso l’acqua colorata e limpida che lasciava intravedere le fughe bianche tra le piastrelle azzurre. Piegò le ginocchia e accennò un saltello. L’asse vibrò sotto i suoi piedi con un suono ondulato che si amplificò nel silenzio. Un altro salto e Marco assaporò la strana sensazione di sentirsi al sicuro.

 Marco, protagonista di “La leggenda del ragazzo che credeva nel mare”, è cresciuto tra istituti e famiglie affidatarie e, appena compiuta la maggiore età, si è trasferito a casa di un amico che lo ospita in una stanza poco più grande di uno sgabuzzino. Per mantenersi lavora in un impianto sportivo, pulisce gli spogliatoi e le piscine dopo che gli atleti se ne sono andati. È proprio grazie a questo impiego ingrato che scopre di sentire un’attrazione folle per quel trampolino, al punto da tergiversare in tutti i modi per essere lasciato solo in piscina e potersi tuffare. Nei secondi che trascorrono tra il salto e l’entrata in acqua, Marco prova un’indescrivibile libertà e al contempo un senso di protezione inedito nella sua vita, caratterizzata dalla mancanza di una figura genitoriale. Virginia, una bella e complicata tuffatrice, lo coglie sul fatto e da subito…continua a leggere

Recensione libro: “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo” di Nicola Gardini

Recensione libro: “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo” di Nicola Gardini

29 maggio 2018 by · Commenta 

È fin troppo consolidata abitudine presentare lo studio del latino come studio delle radici. La metafora delle radici è potente, esprime qualcosa di essenziale: che il latino è origine. Ha, però, un paio di difetti gravi. Prima di tutto, implica che il latino sia cosa nascosta, sotterranea, da doversi disseppellire e ripulire da polvere e incrostazioni. Inoltre, non dice che il latino è anche fusto, rami, rametti, gemme e foglioline, e che il suo impulso vitale non si è mai fermato, anzi, continua. Il latino è foresta.

È uno dei scogli da superare per sperare in una promozione, se si frequenta il liceo. O lo ami o lo odi, e anche se lo ami, cinque anni di versioni di Cicerone talora portano ad odiarlo. Lo studio del latino, da sempre croce e delizia degli studenti, è fondamentale per conoscere appieno la nostra storia, ma anche per comprendere le lingue romanze che affondano le loro radici nella lingua che fu dei romani. Anche quelli di noi che nutrono per il latino un profondo risentimento, arriveranno a rivalutarlo attraverso l’opera di Nicola Gardini, “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo”. Nel suo libro Gardini, professore di letteratura italiana e comparata presso l’Università di Oxford, analizza dieci parole latine fondamentali per il nostro tempo, vocaboli che hanno plasmato…continua a leggere

Recensione libro: “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman

Recensione libro: “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman

17 maggio 2018 by · Commenta 

“Il tempo è scaduto, temo” disse, facendo un passo indietro per ammirare la sua opera. Mi porse uno specchietto. Quasi non mi riconobbi. La cicatrice era praticamente invisibile e gli occhi erano pesantemente sottolineati e orlati di carboncino, ricordandomi un programma che avevo visto recentemente sui lemuri.

“Be’, cosa ne pensi?”

“Assomiglio a un piccolo primate del Madagascar, o forse a un procione dell’America settentrionale”, commentai. “è incantevole!” Lei rise così forte che dovette accavallare le gambe, dopodiché mi scacciò dallo sgabello e mi indicò la porta. “Dovrei tentare di venderti i prodotti e i pennelli”, disse. “Se ne vuoi qualcuno, torna domani e chiedi di Irene!”

Annuii e salutai con un cenno. Chiunque fosse Irene, c’erano letteralmente più probabilità che da lei comprassi plutonio per la fabbricazione di armi nucleari.

 “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman è il caso editoriale dell’anno. Pubblicato in 35 paesi e da mesi in vetta alle classifiche, il romanzo racconta la storia di Eleanor, una trentenne di Glasgow con una routine molto rigida: ogni giorno si sveglia, va a lavoro, torna a casa e cura Polly, la pianta con la quale ha intense conversazioni. Non parla con nessuno, a pranzo fa le parole crociate, non esce mai e, quel che è peggio, dice sempre la verità. Eleanor, infatti, sembra… continua a leggere

Recensione libro: “Bello, elegante e con la fede al dito” di Andrea Vitali

Recensione libro: “Bello, elegante e con la fede al dito” di Andrea Vitali

5 settembre 2017 by · Commenta 

Ai primi di dicembre Rosa Pescegalli, proprietaria della profumeria Da Rosa, tutto per la bellezza sita in Bellano, piazza Boldoni, si sottopose a visita per un fastidioso orzaiolo che non ne voleva sapere di guarire. «Calazio», specificò il dottor Adalberto Casteggi dopo una rapida occhiata. Poi sorrise subito, scusandosi per averla corretta. Ma era un vezzo, un’abitudine dovuta alla professione.

Da un po’ di tempo Adalberto Casteggi, quarantenne fascinoso, prende il treno da Milano per il Lago di Como, riva orientale. Il protagonista di “Bello, elegante e con la fede al dito” ha iniziato a frequentare la lacustre e meravigliosa zona come sostituto di un collega e amico. Medico oculista affermato e con studio a Milano, Adalberto passa quindi alcune delle sue ore nell’ambulatorio di Bellano e lentamente si innamora di quello specchio d’acqua dolce. Non si invaghisce solo del lago, però. Rosa Pescegallo, trentaseienne procace e bellissima, attira da subito lo sguardo e il cuore del medico milanese. Lei, titolare di una profumeria del paese, ha da… continua a leggere

La meraviglia degli anni imperfetti

La meraviglia degli anni imperfetti

24 febbraio 2016 by · Commenta 

Il martedì ricevo una telefonata di Tania dal Messico. ha una voce più dolce di prima, più melodiosa, e usa tutti quei vezzeggiativi tipici dello spagnolo di quelle parti.
«Ho pensato tanto a te» le dico appena la sento. E mi sembra incredibile aver smesso di pensare a lei in tanti momenti, giorni e seettimane, anche se non mesi. Credo che non sia passato neanche un solo mese senza che mi ricordassi di Tania. «Anch’io ti ho pensato tanto, soprattutto in questi momenti. Tu conosci bene Eduardo, il vero Eduardo»
Non sono molto d’accordo con lei perché non ho mai avuto l’impressione che l’Eduardo che conoscevo io fosse quello vero. Magari adesso, lontano dall’ambiente nel quale si era sempre visto obbligato a conservare un’immagine, era diventato più spontaneo e sincero, se una cosa del genere era possibile per eduardo. Non glielo dico.
«È cambiato tanto?» le chiedo.
«Corre troppi rischi. È come se non gli importasse della sua vita. Corre in macchina, beve e fuma molto, prende mille porcherie. Il suo corpo è un sacco in cui non fa altro che infilare sostanze di ogni tipo. Non è mai soddisfatto, non è mai tranquillo, non ne ha mai abbastanza. È già ricco, sai? In poco tempo è diventato ricco come mio marito»

La pluripremiata Clara Sanchez, l’autrice spagnola del best seller  Il profumo delle foglie di limone, torna in libreria con La meraviglia degli anni imperfetti (Garzanti), una storia che scava oltre la superficie dell’apparenza. Fran, un adolescente con tutti i pensieri e i problemi tipici di quell’età, vive nei dintorni di Madrid con una madre anafettiva…Continua a leggere

La ricetta segreta per un sogno

La ricetta segreta per un sogno

19 febbraio 2016 by · Commenta 

Premette la forchetta sulla crosta ambrata, inspirando il profumo del burro caldo che si levava dal pane imbevuto di miele, quel sapore dolce che tanto le ricordava sua madre. Da quando aveva messo piede al convento, la cucina per lei non era più una sfida, piuttosto la possibilità di ritrovare Edda e sé stessa, quel rapporto per troppo tempo combattuto. Aveva dichiarato guerra a sua madre perché Edda le aveva imposto di imparare la sua lingua, fatta di impasti e lunghe cotture in forno, ma nel convento, a poco a poco, ne stava riscoprendo la magia. Fra quelle mura Elettra sentiva di stare lentamente  riappacificandosi con la madre e con la storia della sua famiglia.

 

Valentina Cebeni, giovane scrittrice romana classe 1985, dopo L’ultimo battito del cuore torna in libreria con La ricetta segreta per un sogno, racconto già molto apprezzato che unisce il suo amore per le tradizioni ed il buon cibo a una storia che affronta temi come il delicato e talvolta difficile rapporto madre-figlia, la ricerca delle proprie radici e la solidarietà femminile…Continua a leggere

La sarta di Dachau

La sarta di Dachau

18 gennaio 2016 by · Commenta 

Sembravano tutte belle nei vestiti di Ada. Era la sua magia, il suo talento speciale. passare al vapore e tendere il tessuto perchè diventasse una seconda pelle. non facesse difetti, valorizzasse la linea. A loro non importava del suo mal di testa notturno, dei suoi occhi che al mattino vedevano doppio, della sua pancia che protestava per la fame. «Sehr feminin.» «Modisch»femminili, alla moda. Entravano da contadine e uscivano da regine.«Ich Könte ein Filmstar wie Olga Tschechowa sein.» Si sentivano come stelle del cinema. Ada sapeva che avevano bisogno di lei. le vedeva così com’erano: nude e vulnerabili, il loro fascino solo un’apparenza costruita, donne insulse, non migliori di lei stessa o delle polacche. Senza di lei non erano nessuno.

Ava Vaughan è la protagonista de La sarta di Dachau, romanzo-rivelazione dell’esordiente Mary Chamberlain, che dopo calorosissime lodi internazionali viene pubblicato da Garzanti in occasione della Giornata della memoria. La scrittrice, docente di storia ad Oxford, si è ispirata alla leggenda sull’abito da sposa di Eva Braun, l’amante di Hitler, secondo cui lo stesso sarebbe stato disegnato da una sarta sconosciuta, per dare vita alla vicenda di Ava, giovane talentuosa e piena di coraggio che si trova ad affrontare gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, sola con le proprie forze e senza mai darsi per vinta.…Continua a leggere

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