domenica 09 dicembre 2018

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa

19 novembre 2018 by · Commenta 

Allora la balenottera azzurra gli aveva detto che non erano le stelle a brillare, ma delle cose che gli uomini chiamavano lampade, e che dentro le lampade bruciava una parte di noi balene.
Non ci davano la caccia per cibarsi delle nostre carni, ma per l’olio dei nostri intestini, che ardeva illuminando le loro case. Non ci ammazzavano per paura della nostra specie; lo facevano perché gli uomini temono il buio e noi balene possediamo la luce che li libera dalle tenebre.

Esce per Guanda un’altra favola dell’amatissimo autore di “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”: il nuovo libro del cileno Luis Sepúlveda s’intitola “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa”.

“Si raccontano molte storie nel Sud del mondo”: una di queste riguarda un capodoglio grande e bianco come la luna. Se si ha fortuna, poi…continua a leggere

Vincitore del Premio Strega 2018: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek

Vincitore del Premio Strega 2018: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek

9 luglio 2018 by · Commenta 

La piccola Gerda nel costume alla marinaretta, il piccolo seno che svanisce tra le righe, le palpebre serrate, la bocca aggricciata, sembra un bambino che non si può toccare. Andrè farfuglia qualcosa in ungherese, pianissimo. «Cosa?» «Niente.» «Lo sai, non vale.» «Èletem. Si usa come ‘mein Schaltz’… più o meno.» Gerda lo scruta mentre gli ripete la parola con una serenità traslucida. «Andava bene?» «Perfetto» «Facile per essere magiaro. Che cosa ho detto?» «Vita mia» risponde Friedmann e prende fiato.

Friedmann è Robert Capa, fotografo di guerra saltato in aria su una mina nel 1954, in Vietnam, Gerda è Gerda Taro, al secolo Gerta Pohorylle, fotografa di guerra tedesca finita, non ancora ventisettenne, sotto il cingolato di un carro armato. La storia della giovane raccontata in “La ragazza con la Leica” è quella della prima fotografa donna a cadere sul campo di battaglia, sconosciuta a molti. Gerda, infatti, è passata alla storia come l’amore della vita di Robert Capa, ma era molto più di questo. Donna rivoluzionaria, precorritrice dei tempi, incredibilmente moderna, una polacca di origine ebrea fuggita dalla Germania negli anni ’20 che per mantenersi aveva fatto un’infinità di lavori, modella, dattilografa, contabile, per approdare infine, proprio grazie alla vicinanza di Capa, alla fotografia, sua vera vocazione. Dai ricordi di chi l’ha conosciuta emerge un ritratto potente ed incisivo…continua a leggere

Una storia quasi perfetta

Una storia quasi perfetta

29 gennaio 2016 by · Commenta 

Lui sbagliava qualche volta, ma con misura.
Non gli era mai capitato di non riuscire a recuperare un errore. A parte Luneta e le altre due, a voler ricordare e farsi del male. Ma erano malate, con ogni evidenza erano malate di loro. Per questo gli era scivolata di mano la chiusura delle storie. Ma in generale quel che le donne giudicavano errori oppure addirittura offese, erano strategia che gli veniva ormai senza nessuna programmazione. Arte perfetta fatta di avvicinamenti , silenzi, assenze, ritorni. «Non ti ho chiamata perché ero sonnerso dal lavoro. Adesso sono così stanco che non mi reggo. Ma so che tu capisci.» «Una scadenza anticipata. Un impegno non procrstinabile» «Devo sostituire Valentino all’ultimo minuto. Con cinque figlie ce n’è sempre una ammalata. No, no, niente di grave, ma ha la febbre alta. È proprio un favore» «Questa sera urge finire un lavoro. ma ti sento vicina. Ti ciamo dodomani, domani mattina.» «Non sono riuscito proprio. Una mattinata d’inferno, ma io so che tu mi capisci. Volevo chiamarti ma ho pensato, lei mi capisce, non serve che le telefoni»
Tutto il suo potere era affidato alla parola. Un incanto. Sempre quelle giuste, mai barocche, esagerate, eccessive, forse a volte un poco retoriche ma non troppo. No no. Sempre sull’orlo di quel traboccare oltre ma non traboccavano mai. Promettevano di farlo ogni secondo e alla promessa erano aggrappati i desideri di chi lo ascoltava.

Dopo La vita accanto, premiato con il Premio Calvino 2010, la vicentina Mariapia Veladiano torna alla ribalta con Una storia quasi perfetta (Guanda Editore), intrigante romanzo d’amore… o quasi… Continua a leggere

Libri da leggere: Paola Mastrocola – Una barca nel bosco

Libri da leggere: Paola Mastrocola – Una barca nel bosco

18 febbraio 2015 by · Commenta 

Una barca nel bosco (Guanda) – romanzo di Paola Mastrocola vincitore del Premio Campiello – è un libro che, a prima vista, sembra avere tutte le caratteristiche della più classica delle storie di formazione: al centro di tutto, infatti, c’è un ragazzino, Gaspare, che all’inizio della vicenda è molto giovane e che poi, pagina dopo pagina, va a scuola, conosce il mondo, cresce, impara, cambia, fino a diventare, infine, un uomo.
Sembra non ci sia niente di anomalo, in questa parabola esistenziale fin troppo prevedibile, ma fin dalle primissime pagine ci si accorge che c’è qualcosa di inaspettato, in questo edificio narrativo. La storia di Gaspare, infatti, è in realtà il racconto di una lenta e inesorabile “de-formazione”, di una crescita al contrario, in cui quello che si scopre e si trova è meno di quello che si possedeva prima, e in cui tutto sembra cospirare per indebolire il protagonista, per sottrargli ciò che possiede di bello e di speciale e renderlo, infine, indistinguibile da tutti gli altri, in un processo di subdola omologazione che sembra essere la peggiore delle violenze, quella da cui è impossibile difendersi.

Il protagonista che conosciamo nelle prime pagine di questa storia è un ragazzino con la testa piena di pensieri, che sbarca a Torino dopo aver trascorso l’infanzia in un’isola che si trova a mille chilometri di distanza, in mezzo al mare… Continua a leggere

Libri da leggere: Jonathan Safran Foer – Molto forte, incredibilmente vicino

Libri da leggere: Jonathan Safran Foer – Molto forte, incredibilmente vicino

19 novembre 2014 by · Commenta 

Il protagonista di Molto forte, incredibilmente vicino (Guanda), intrepido romanzo newyorkese di Jonathan Safran Foer, si chiama Oskar, ha nove anni ed è un singolare centrifugato di genialità, follia, sincerità e paura. È un ragazzino pieno di luce e pieno di buio, colmo di una “grandezza” infantile che lo costringe a riflettere senza sosta su tutto ciò che compone il mondo che lo circonda, per cercare di inserirlo nei confini di un disegno più grande, in cui ogni cosa – dall’astrofisica al francese, dall’entomologia al monologo di Amleto, dall’amore smisurato della sua nonna tedesca alla paura degli sconosciuti – abbia un senso.
Nella vita di questo bambino arzigogolato e sensibile, che mastica tutto ciò che lo circonda e non si lascia sfuggire niente, schizzando come una pallina da flipper tra le infinite sfaccettature del mondo,  piomba come un fulmine a ciel sereno quello che lui chiama “Il Giorno Più Brutto”. Nel Giorno Più Brutto di Oskar ci sono polvere e fumo, ci sono scuole piene di bambini che non capiscono cosa stia succedendo e ci sono due aerei che si schiantano contro le Twin Towers, sotto gli occhi del mondo intero. E soprattutto, nel Giorno Più Brutto di Oskar, suo padre, che dentro le Torri ci lavora, viene inghiottito per sempre dalla polvere e dal fuoco del crollo, lasciando dietro di sé solo una voce dentro una segreteria telefonica mutaContinua a leggere

La vita sessuale delle gemelle siamesi

La vita sessuale delle gemelle siamesi

15 luglio 2014 by · Commenta 

«Sto tenendo il passo addirittura con le due gemelle siamesi quindicenni dell’Arkansas. Le ragazzine hanno litigato perché una di loro vuole uscire con un tipo, il che significa che l’altra, quella fisicamente più debole, se non è d’accordo sarà letteralmente trascinata contro la sua volontà.
Tutta l’America è ammaliata dalla cosiddetta questione morale, che in realtà è il sogno porno di un degenerato. Leggendo tra le righe, c’è una squinzia che vuole scopare col suo ganzo, e l’altra rompe i coglioni con la religione. Queste ragazze hanno diviso il paese.»

L’autore di Trainspotting, Irvine Welsh, torna in libreria con La vita sessuale delle gemelle siamesi (Guanda), nuovo romanzo estremo e graffiante, che fotografa con sguardo spietato il mondo di oggi, le sue follie e le sue perversioni.
Ci sono molte storie che si intrecciano, nelle pagine di questo romanzo: la prima è quella di Lucy, una personal trainer di Miami che un giorno, per caso, si trasforma in un’eroina mediatica grazie a un provvidenziale intervento contro alcuni piccoli criminali. Le immagini della donna che disarma e immobilizza un uomo, riprese fortunosamente con un cellulare da una passante, fanno il giro del Paese, spalancando a Lucy le porte della celebrità e aprendole la possibilità di guadagnare milioni di dollari partecipando a reality dedicati al fitness e alla cura del corpo. La sua storia, però, si interseca inesorabilmente con quella di Lena… continua a leggere

Un’idea di felicità

Un’idea di felicità

6 maggio 2014 by · Commenta 

«Edgar Morin, a più di novant’anni, fa un discorso di questo genere: “Io, verso la fine della mia vita, se guardo la politica che non c’è, il disastro ambientale, il mercato che domina eccetera potrei dire: Be’, è finita no? E invece no, io sono convinto che ci sia nel mondo questa umanità che nelle sue comunità sta cambiando le cose. Quando tutto deve ricominciare, allora tutto è già ricominciato”. In effetti è così, la storia ci dice che tutto è già ricominciato. Ed è la nostra speranza che questa realtà complessa e sfaccettata possa diventare sempre più formativa, educativa, che muova sempre più persone a realizzare sempre più progetti. Ma la chiave è quella del diritto alla felicità: da pretendere oggi, e su questa Terra, e partendo da quelle che apparentemente sono le piccole cose, come i semi che devono rimanere di proprietà di tutti e non soltanto dei pochi che li brevettano. Piccole cose, che invece sono grandi.»

In Un’idea di felicità, nuovo volume da poco pubblicato da Guanda in collaborazione con Slow Food Editore, Carlo Petrini e Luis Sepúlveda “duettano” attorno a un tema di eccezionale importanza: quello del diritto alla felicità e del bisogno di cercarla – tanto come singoli che come società – per non naufragare nel vortice della disillusione, dell’egoismo e del disincanto che rischia di fagocitare il nostro presente.
Riflettendo attorno al tema della “felicità possibile”, Petrini e Sepúlveda costruiscono un dialogo che coinvolge le loro storie personali e le vicende collettive dell’intera umanità, in un quadro in cui politica, poesia e gastronomia non appaiono come discipline separate… continua a leggere

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

14 novembre 2013 by · Commenta 

«Qualche anno fa, mentre eravamo nel giardino di casa, mio nipote Daniel si mise a osservare attentamente una lumaca. All’improvviso voltò lo sguardo verso di me e mi fece una domanda molto difficile: “Perché è così lenta la lumaca?”
Gli dissi che in quel momento non avevo una risposta, ma gli promisi che un giorno, non sapevo quando, gliel’avrei data. Siccome è un punto d’onore per me mantenere la parola, questa storia cerca di rispondere alla sua domanda».

Inizia così Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza, la nuova favola, edita da Guanda, di Luis Sepúlveda; una storia memorabile che narra il coraggio di una indimenticabile lumaca un po’ troppo curiosa!
Le lumache che vivono a Paese del Dente di Leone sono abituate a condurre una vita semplice, silenziosa, lontana dagli sguardi indiscreti dei predatori e a chiamarsi tra di loro semplicemente “lumaca”. Una di loro, una tra le più giovani, però… continua a leggere

Apprendista per caso

Apprendista per caso

20 giugno 2013 by · Commenta 

«”Sta commettendo un grosso errore.” Acharya mi punta un dito contro. “Forse, il più grande errore della sua vita. Ma non insisterò. Prenda il mio biglietto da visita e, se nelle prossime quarantotto ore dovesse cambiare idea, mi chiami. L’offerta sarà ancora valida.” Spinge un biglietto da visita sul tavolo mentre Rana mi fulmina con occhi da falco. Lo prendo, mi sforzo di sorridere e poi, senza mai voltarmi, mi dirigo verso la porta».

Vikas Swarup torna nelle librerie con il suo nuovo e attesissimo romanzo: Apprendista per caso (Guanda). Dopo il successo di Le dodici domande, da cui fu tratto il pluripremiato The Millionaire, ci troviamo di nuovo nelle vie dell’India, cariche di fascino e dove in ogni momento è possibile incontrare personaggi curiosi e bizzarri. Alcuni di loro ti possono anche cambiare la vita. È ciò che accade a Sapna Sinha, giovane commessa che vive con la madre e la sorella, quando si imbatte… continua a leggere

La grande amica

La grande amica

12 giugno 2013 by · Commenta 

«Capii di averti deluso, non ti eri aspettata quel silenzio. Non potevi sapere quanto fosse difficile per me parlare, affermare la mia opinione».

Catherine Dunne, scrittrice irlandese conosciuta soprattutto per La metà di niente, torna in libreria con La grande amica (Guanda) un romanzo leggero sull’amicizia e l’adolescenza, sul cambiamento e sull’abbandono.
Estate, Dublino. Miriam ha sedici anni, va ancora a scuola e vive con i genitori nella periferia di Dublino. Ormai, però, è ora che anche lei contribuisca alle spese familiari e, così, d’estate viene mandata a lavorare in un albergo sul mare. Sono solo 30 km di distanza, ma l’esperienza che farà porterà Miriam molto più lontana… continua a leggere

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