lunedì 25 marzo 2019

Il rompiscatole

Il rompiscatole

11 Febbraio 2016 by · Commenta 

Il rompiscatole è un tizio che non gli va di obbedire e neppure di comandare. Cerca di vedere le cose con un occhio insolito. S’inoltra su terreni che nessuno vuole esplorare. Ama contraddire gli altri, ma accetta di essere contraddetto. Sono stato così? Lo deciderà chi legge.

Non è un’autobiografia quella che Giampaolo Pansa affida a queste pagine, è un viaggio nella sua memoria, tra i suoi pensieri e i suoi ricordi. Ma chi leggerà Il rompiscatole, edito Rizzoli, pensando di trovare la storia degli amori, dei rimpianti e della vita privata del noto personaggio rimarrà deluso. Anche se non lo rimarrà a lungo, perché si ritroverà tra le mani un piccolo tesoro, un testo capace di raccontare la storia del nostro paese vista con gli occhi di un pensatore dinamico, puntiglioso, curioso, di uno scrittore intraprendente e ingombrante, di un giornalista coraggioso e sempre pronto a scavare là dove nessuno ha voluto farlo. Di un rompiscatole, appunto…Continua a leggere

La guerra non ha un volto di donna

La guerra non ha un volto di donna

26 Novembre 2015 by · Commenta 

A interessarmi non è solo la realtà che ci circonda, ma quella che è dentro di noi. Non l’avvenimento in sé, ma quello che esso induce nei sentimenti. Possiamo anche dire: l’anima degli eventi. Per me i sentimenti sono anch’essi realtà.
E la Storia? È fuori in strada. Nella folla. Sono persuasa che in ognuno di noi ci sia un pezzetto di Storia. In uno mezza pagina, in un altro due o tre. E insieme scriviamo il libro del nostro tempo. Ognuno grida la propria verità. Una ridda di sfumature. E si deve ascoltare fino in fondo tutta questa moltitudine, sciogliersi in questo mare e diventarne parte.

Parlare di La guerra non ha volto di donna (edito Bompiani) è difficile, anche poche parole rischiano di tradire l’intento dell’autrice, Premio Nobel per la letteratura 2015, Svetlana Aleksievič. Chi pensa , infatti, che questo libro costituisca l’elogio dell’azione eroica delle donne in guerra si sbaglia. E d’altro canto questo testo non è nemmeno l’esaltazione della vittoria russa nella guerra contro la Germania nazista. L’intento dichiarato dall’autrice stessa in queste pagine è descrivere in maniera realistica la guerra vista con gli occhi delle donne al fronte…Continua a leggere

Non luogo a procedere

Non luogo a procedere

20 Ottobre 2015 by · Commenta 

Per lui tutto era segno, messaggio che, più lui si avvicinava alla sua fine, più annunciava felicità. Nulla poteva stupire e tanto meno spaventare chi, come lui, affermava di avere «un rapporto profetico con l’inaspettato». Il ritrovamento di qualsiasi oggetto, scriveva – una giberna, una fondina – «è infinitamente benaugurante e tutto è in rapporto alla venuta dell’epoca dell’infinito bene, quando il male sarà abolito e delle armi resterà solo quella parte di energia cosmica che ha rapporto con la loro bellezza e con la loro funzionalità…».

Nel suo ultimo romanzo, Non luogo a procedere, edito Garzanti, Claudio Magris descrive un quadro intenso, tenero, appassionante. Protagonista di questo racconto è il museo in allestimento Ares per Irene, «Museo totale della Guerra per l’avvento della Pace e la disattivazione della Storia». Questo museo rappresenta il sogno e il lavoro maniacale e ossessivo di un uomo che ha dedicato la sua intera vita…Continua a leggere

L’ Italiaccia senza pace

L’ Italiaccia senza pace

10 Settembre 2015 by · Commenta 

Una mattina di metà novembre abbracciò la moglie e i figli, salutò il Rosso e raggiunse in bicicletta la stazione ferroviaria di Alessandria. Qui lasciò la bici nel deposito, prese un treno per Milano e di lì proseguì per Como. Aveva con sé del denaro e soprattutto tre monete d’oro. Erano l’acconto per il passaggio in Canton Ticino. Ma quando scese alla stazione di Como, il dottor Segre venne fermato da una pattuglia della nuova Guardia nazionale repubblicana. La cattura era di certo dovuta a una spiata, fatta da qualcuno che gli voleva male o odiava gli ebrei. Samuele fu portato alla questura cittadina. E da quel momento scomparve.

Il noto giornalista e scrittore Giampaolo Pansa torna a parlarci del difficile periodo del dopoguerra nel suo nuovo romanzo (edito da Rizzoli) L’Italiaccia senza pace. Misteri, amori e delitti del dopoguerra. La protagonista di questa commovente storia è la famiglia Segre, una normale famiglia ebrea di un piccolo paese piemontese… Continua a leggere

Libri da leggere: Silvio D’Arzo – Casa d’altri e altri racconti

Libri da leggere: Silvio D’Arzo – Casa d’altri e altri racconti

12 Novembre 2014 by · Commenta 

La vita di Silvio D’Arzo – pseudonimo dello scrittore reggiano Ezio Comparoni, che lo scelse in un moto di dannunzianesimo giovanile, irragionevole e un po’ impudente – fu breve e modesta, innervata da uno straordinario miscuglio di intelligenza, pazienza e povertà. Rileggendola oggi si sente forte e chiaro il suo profumo novecentesco, crepuscolare e commovente, e non si può evitare di pensare che vite come questa, fuori dai confini del secolo scorso, non possono esistere più.

Quest’uomo del secolo passato nacque a Reggio Emilia nel 1920. Sua madre era una ragazza coraggiosa e povera, non aveva marito e per tutta la sua breve vita D’Arzo le visse accanto coltivando per lei, “grande e irraggiungibile madre di provincia”, un’ammirazione tenera e semplice, da bambino buono e da figlio fedele. La loro vita fu, per dirlo senza inutili eufemismi, molto povera, e l’autore ricorderà con lucidità del tutto priva di rimpianti quella sua giovinezza «appena appena rispettabile e misera, tutta quanta passata (per dire) col pensiero fisso alla media dell’otto, alla borsa di studio, e anche peggio», precisando che «non c’è niente di più degradante e più sciocco di questo: ti senti subito in colpa appena trovi un mezzo soldo per strada e pensi che è già troppo per te».
A sedici anni, scintillante di precocità, il giovane D’Arzo supera l’esame di maturità, a ventuno si laurea in lettere e, appena messo piede fuori dall’università, viene spedito senza troppi complimenti alla Scuola Ufficiali e da lì al fronte… Continua a leggere

Alabarde alabarde

Alabarde alabarde

28 Agosto 2014 by · Commenta 

Quella sera stessa, dopo cena, si sedette nella sua poltrona favorita, aprì l’espoir e si addentrò nella guerra civile di spagna. […] artur paz semedo se la godeva come un re. In capo a una settimana di disciplinata e attentissima lettura, quando ormai si stava avvicinando all’epilogo del libro, poche parole, all’improvviso, vennero a scuotergli l’anima, lo spirito, il corpo, insomma, tutto quanto in lui fosse suscettibile di essere scosso. Ecco il brevissimo passaggio responsabile dell’accaduto: “Il commissario della nuova compagnia si alzò in piedi: ‘Agli operai fucilati a Milano per aver sabotato gli obici, hurrà’”. Undici parole semplici, correnti, una sola riga di testo, niente di più chiaro, non poteva esserci la minima confusione.

Negli ultimi anni della sua vita, dopo un’esistenza costellata di successi letterari e coronata dalla vittoria, nel 1998, del premio Nobel, José Saramago cominciò a lavorare a un nuovo romanzo. Troviamo traccia di questo ultimo, straordinario progetto in uno dei diari dell’autore portoghese che, nonostante i suoi quasi novant’anni, nell’estate del 2009 scriveva: «È possibile, chissà, che magari io scriva un altro libro». La morte, purtroppo, ha impedito a Saramago di portare a termine il suo proposito, ma Feltrinelli pubblica oggi – con il titolo Alabarde alabarde e con un’intensa postfazione di Roberto Saviano – le prime pagine di questo romanzo destinato a restare incompiuto… continua a leggere

Con le ali ai piedi

Con le ali ai piedi

28 Maggio 2014 by · Commenta 

«Mi ritrovai lì, con la mia valigia, in mezzo all’aeroporto di Istanbul. Tutto mi appariva enorme e in rapido movimento. Non mi resi conto che stavo piangendo finché non mi caddero le lacrime sulle scarpe. Anche con le luci dell’aeroporto, fuori la notte sembrava buia, l’aria densa. Mi asciugai gli occhi e cercai di decidere cosa fare. Ero solo, in una terra straniera di cui non parlavo la lingua, e avevo nove anni. Ero, in parole povere, terrorizzato.»

La storia di Abbas Kazerooni raccontata nel romanzo Con le ali ai piedi, appena pubblicato in Italia da Salani, è una storia che riempie di fiducia nel mondo e nell’essere umano, nonostante tutto. Una storia che fa star bene pur nella sua tragicità, perché dimostra che il coraggio e la voglia di vivere possono vincere su tutto, anche sull’orrore e sulla crudeltà più enormi, e che c’è sempre una strada per la salvezza, una via d’uscita che consente di non cedere al dolore e alla disperazione ma di sconfiggerli e vivere.
Protagonista di questa vicenda che sembra fantastica e invece è drammaticamente vera è proprio Abbas, un ragazzino iraniano di nove anni che un giorno si trova a dover fare i conti con una realtà che non lascia scampo… continua a leggere

Il serpente di Dio

Il serpente di Dio

21 Maggio 2014 by · Commenta 

«Andrej stava pensando che i ribelli potevano essere lì per una sola ragione. Suo padre gli aveva detto che durante la guerra giravano per i villaggi minacciando gli uomini per costringerli a combattere al loro fianco. Quando le persone finivano per unirsi a loro, quindi, non sempre si trattava di decisioni volontarie. Molti lo facevano perché la famiglia non subisse ritorsioni, per salvare i figli dalle vendette dei gruppi radicali islamici.
– Vogliono arruolare gli uomini del nostro villaggio. Lo faranno a forza. Minacceranno di ammazzare il bestiame, poi le famiglie. Bloccheranno le vie che portano al villaggio così nessuno potrà più entrare né uscire. Metteranno le mine nel bosco, ci terrorizzeranno finché non otterranno quello che vogliono.
Ismail abbassò lo sguardo: – Siamo dei vigliacchi, Andrej, due vigliacchi. Tremiamo come delle ragazzine…
– Abbiamo quattordici anni, siamo finiti contro un ribelle armato di Kalasnikov e non siamo morti. Per ora abbiamo fatto del nostro meglio.»

È un grande romanzo di amicizia, guerra e avventura Il serpente di Dio, ultimo lavoro di Nicolai Lilin appena pubblicato da Einaudi.
In queste pagine, l’autore di Educazione siberiana racconta una storia che assomiglia a una leggenda antica, che esce da un passato remoto per precipitare di colpo, senza possibilità di salvezza, in un presente che non perdona.
La vicenda è quella dell’amicizia che lega due ragazzi, Andrej e Ismail, nati e cresciuti insieme in un minuscolo villaggio sulle montagne del Caucaso… continua a leggere

Domani sorgerà il sole

Domani sorgerà il sole

9 Maggio 2014 by · Commenta 

«All’inizio Mama Kadie e Pa Moiwa non volevano guardare in faccia il loro amico, ma ciascuno sul viso dell’altro trovò il coraggio di farlo. Lo abbracciarono, stringendolo fra loro finché lui rise, e le cicatrici che aveva sulla faccia crebbero fino ad assomigliare a un secondo sorriso.
«Bene, sei scampato a quella follia con un altro sorriso!» commentò Pa Moiwa, e si strinsero la mano, le vecchie dita calde si tennero aggrappate, gli occhi fissi in quelli dell’altro.
Mama Kadie avrebbe voluto chiedere: Come stai, e i tuoi figli e nipoti, e tua moglie come stanno? perché era così che ci si salutava ai vecchi tempi, ma trattenne la lingua. Di questi tempi bisognava stare attenti a non risvegliare il dolore altrui. Posò una mano sulla spalla di ciascuno dei due, liberando dolcemente i suoi amici dallo stordimento di tutto quello che era successo. Penso: Siamo qui, vivi, e dobbiamo continuare a vivere

Quella di Ishmael Beah è una delle voci più significative della narrativa africana contemporanea, e i lettori italiani hanno imparato a conoscerla grazie al suo romanzo Memorie di un soldato bambino, lancinante e intensissimo racconto di una delle tragedie più grandi del nostro tempo, ovvero quella dello sfruttamento dei più piccoli nelle guerre che in questi anni hanno insanguinato l’Africa e non solo.
Dopo aver raccontato l’orrore della guerra, Beah ritorna a parlare del suo paese, la Sierra Leone, con il nuovo romanzo Domani sorgerà il sole (Neri Pozza). Anche qui la violenza, lo sterminio e l’orrore sono drammaticamente presenti, ma questa volta l’autore punta il fuoco della sua narrazione sul coraggio e la voglia di riscatto che animano i sopravvissuti a ogni guerra… continua a leggere