domenica 20 gennaio 2019

L’allegria, il pianto, la vita

L’allegria, il pianto, la vita

28 settembre 2015 by · Commenta 

Il tuo passato è soltanto tuo, il diario lo fissa nel giorno in cui il fatto e l’incontro accadono. Se qualcuno lo leggerà forse entrerà nella sua memoria ma sarà la memoria d’un racconto, non di un fatto da lui vissuto. Un incontro, questo sì, però un incontro non con te ma con il tuo modo di raccontare.
È tutto complicato, per questo sono da tempo convinto che c’è dentro ciascuno di noi una scintilla di caos. Il caos dal quale escono le forme e vi ritornano come energie residuali. Non c’è una trama, non c’è un tema, ma la vita che ferve dentro e fuori.
Il fatto di oggi è la decisione di scrivere il mio diario. Ma non sarà un diario di accadimenti specifici. Sarà un diario che registra i mutamenti che avvengono dentro di me a causa di quanto avviene nella realtà che mi circonda.

Ben noto giornalista e scrittore italiano, fondatore del settimanale l’Espresso e del quotidiano La Repubblica, Eugenio Scalfari ci invita a conoscere la sua vita, a dialogare con lui, ad ascoltare i suoi ricordi. Sì, perché quello che ci presenta nel suo ultimo libro L’allegria, il pianto, la vita, edito da Einaudi, non è altro che il suo diario. Non un resoconto di eventi…Continua a leggere

Un cuore pensante

Un cuore pensante

8 giugno 2015 by · Commenta 

Confondere la fede con la religione crea non poche confusioni. In alcuni punti, è vero, le due realtà si sfiorano e si sovrappongono, ma gli stati interiori che suscitano hanno valenze estremamente diverse. La religione è per lo più un’entità collettiva, procede da millenni come un lento fiume, trascinando con sé, nelle sue usanze, generazioni e generazioni di persone, mentre la fede è sempre un percorso individuale. Con il proprio bagaglio, le proprie esperienze, le proprie forze, si decide di mettersi in viaggio. La meta sulla carta non è chiara, la si intuisce appena; di falsi arrivi capita di farne tanti. Ogni volta che si è convinti di afferrare ciò che si ricerca, l’immagine svanisce come un miraggio e ci costringe ad andare avanti.

Susanna Tamaro continua, nel suo ultimo lavoro Un cuore pensante (Bompiani), il percorso a metà tra l’autobiografia e il saggio iniziato con Ogni angelo è tremendo.
In queste pagine, l’autrice di Va’ dove ti porta il cuore compone una sorta di “diario” in cui annota riflessioni, pensieri e aneddoti legati al suo passato, tracciando – a partire dalla propria esperienza esistenziale – un percorso attraverso il mondo complicato e affascinante della spiritualità umana. Tramite i suoi ricordi e la sua capacità di cogliere minuscole sfumature della realtà, di ricavare dal mondo frammenti di simboli e di significati, Susanna Tamaro ricostruisce il suo rapporto intenso e quotidiano con ciò che non si vede e non si tocca, con la fede intesa non solo come rapporto con Dio, ma come esperienza che modifica ogni scelta e plasma ogni istante… Continua a leggere

Libri da leggere: Simona Vinci – Dei bambini non si sa niente

Libri da leggere: Simona Vinci – Dei bambini non si sa niente

4 marzo 2015 by · Commenta 

Comincia con un’immagine apparentemente poetica ma straordinariamente inquietante Dei bambini non si sa niente (Einaudi), romanzo d’esordio dell’autrice bolognese Simona Vinci: l’immagine di una bambina di dieci anni che in una sera di fine estate, nel parcheggio di un palazzo, guarda un campo di grano e canta «una di quelle canzoni che cantano i bambini, canzoni che quando le senti ti ricordano qualcosa e non sai esattamente cosa, forse di quando le cantavi anche tu».
Si capisce subito, fin dalle prime parole, che questa storia parla di cose morte e sepolte ma comunque spaventose come incubi di cui non ci si può liberare, di cose rotte impossibili da ricomporre, di un mare di dolore senza filtri, implacabile e duro, contro cui non esistono dighe e da cui non si può scappare una volta che lo si è risvegliato dal sonno delle ipotesi e lo si è lasciato entrare nel mondo delle cose vere, successe, ormai impossibili da scuotersi di dosso.

La bambina che canta si chiama Martina, ha finito la quinta elementare e vive nella campagna emiliana, in un paese della provincia bolognese in cui ci sono campi di grano, condomini, un benessere piccolo e rassicurante fatto di famiglie per bene e di bambini che si conoscono da sempre… continua a leggere

Libri da leggere: Oliver Sacks – Zio Tungsteno

Libri da leggere: Oliver Sacks – Zio Tungsteno

25 febbraio 2015 by · Commenta 

Pochi giorni fa il neurologo e scrittore inglese Oliver Sacks ha pubblicato sul New York Times un articolo eccezionale, lucido e commovente, in cui annuncia pubblicamente di essere malato di cancro e di avere di fronte a sé ancora pochi mesi di vita.
Nelle parole di Sacks c’è spazio per la felicità, per l’arguzia, per la riconoscenza nei confronti delle persone che hanno accompagnato gli oltre ottant’anni della sua vita e del suo lavoro scientifico. Ma, soprattutto, ci sono l’orgoglio e la gratitudine per la strada percorsa fino a questo momento e per il privilegio di essere stato sempre, e di essere ancora, «un essere senziente, un animale pensante in questo bellissimo pianeta».
Il gomitolo di intelligenza, riconoscenza e auto-consapevolezza che riempie le righe dell’articolo di Sacks è lo stesso che si ritrova nelle pagine del suo Zio Tungsteno (Adelphi), romanzo autobiografico in cui l’autore descrive la sua infanzia inglese e la nascita del suo amore per la scienza, stimolato dalla famiglia di medici, biologi, matematici, chimici che lo circondava… Continua a leggere

Libri da leggere: Jonathan Safran Foer – Molto forte, incredibilmente vicino

Libri da leggere: Jonathan Safran Foer – Molto forte, incredibilmente vicino

19 novembre 2014 by · Commenta 

Il protagonista di Molto forte, incredibilmente vicino (Guanda), intrepido romanzo newyorkese di Jonathan Safran Foer, si chiama Oskar, ha nove anni ed è un singolare centrifugato di genialità, follia, sincerità e paura. È un ragazzino pieno di luce e pieno di buio, colmo di una “grandezza” infantile che lo costringe a riflettere senza sosta su tutto ciò che compone il mondo che lo circonda, per cercare di inserirlo nei confini di un disegno più grande, in cui ogni cosa – dall’astrofisica al francese, dall’entomologia al monologo di Amleto, dall’amore smisurato della sua nonna tedesca alla paura degli sconosciuti – abbia un senso.
Nella vita di questo bambino arzigogolato e sensibile, che mastica tutto ciò che lo circonda e non si lascia sfuggire niente, schizzando come una pallina da flipper tra le infinite sfaccettature del mondo,  piomba come un fulmine a ciel sereno quello che lui chiama “Il Giorno Più Brutto”. Nel Giorno Più Brutto di Oskar ci sono polvere e fumo, ci sono scuole piene di bambini che non capiscono cosa stia succedendo e ci sono due aerei che si schiantano contro le Twin Towers, sotto gli occhi del mondo intero. E soprattutto, nel Giorno Più Brutto di Oskar, suo padre, che dentro le Torri ci lavora, viene inghiottito per sempre dalla polvere e dal fuoco del crollo, lasciando dietro di sé solo una voce dentro una segreteria telefonica mutaContinua a leggere

Il bacio di Giuda

Il bacio di Giuda

15 settembre 2014 by · Commenta 

Il letto e un libro erano gli strumenti con cui mio padre santificava la domenica.
Mio fratello e io dobbiamo a lui la passione per la lettura. Papà amava anche il cinema e ci andava almeno un paio di sere la settimana. Solo quando c’era un film che gli sembrava adatto, mi portava con sé. La mamma non leggeva e non andava al cinema sostenendo che le bastavano le sue vicende personali per distrarsi. Considerava i film uno svago frivolo, finto e senza costrutto. E poi tutti quei baci che gli attori si scambiavano sullo schermo erano altamente immorali.
A me, intanto, non andava giù la patente di ribelle che mi avevano appioppato, perché io sola sapevo quanto mi pesassero quei miei scatti repentini spesso provocati dal comportamento ipocrita dei grandi.
Allora non sapevo che, nel corso degli anni, mi sarei sentita definire ribelle da tante altre persone, quando invece ho sempre creduto di assomigliare a mio padre, un uomo dolcissimo e tuttavia determinato nella difesa delle proprie ragioni.

Dopo il successo di Il Diavolo e la rossumata – primo libro autobiografico di Sveva Casati Modignani, in cui memorie e ricette di cucina si intrecciavano in una trama tanto affascinante quanto concreta e “vera” – l’amatissima autrice milanese torna oggi a raccontare il suo passato in Il bacio di Giuda, il suo ultimo romanzo appena pubblicato da Mondadori.
In queste pagine Sveva Casati Modignani ripercorre la storia della sua famiglia e della sua infanzia, trascorsa a Milano negli anni dell’immediato dopoguerra, e parola dopo parola riesce a fare luce, in maniera mirabile, su un intero universo sociale e affettivo perduto. Così, un capitolo dopo l’altro, ci troviamo di fronte al racconto di una vita complessa e spesso difficile, in cui. continua a leggere

I racconti di Nené

I racconti di Nené

15 luglio 2014 by · Commenta 

«Luigi Pirandello l’ho conosciuto di persona. Nel 1935, io avevo 10 anni.
Immaginate un pomeriggio nel profondo Sud, di giugno, con un gran bel caldo.
Mia nonna paterna, che viveva con noi, era andata a letto a farsi la pennichella, e così anche i miei genitori. Erano le tre e mezza del pomeriggio, bussano alla porta, vado ad aprire e mi terrorizzo. Mi trovo davanti un Ammiraglio in grande uniforme. Ne avevo visti Ammiragli, la feluca, la mantellina, lo spadino, e soprattutto una gran quantità di ori su per le maniche. Mi guarda e mi dice: “Tu cu sì?”
“Iò sugnu Nené Cammilleri”
“To’ nonna Carolina unn’è?”
“Dorme.”
“Chiamala. Digli che c’è Luigino Pirandello.”»

La vita di Andrea Camilleri è bella come una favola costellata di incontri incredibili, di coincidenze comiche, commoventi, a tratti grottesche, di immagini vivide come quadri espressionisti che fanno da sfondo e da contorno ad avventure meravigliose. Tutto questo abita le pagine di I racconti di Nené (Feltrinelli), libro agile e godibilissimo che contiene la trascrizione di alcuni spezzoni di una lunga intervista rilasciata da Andrea Camilleri al regista Francesco Anzalone… continua a leggere

Con le ali ai piedi

Con le ali ai piedi

28 maggio 2014 by · Commenta 

«Mi ritrovai lì, con la mia valigia, in mezzo all’aeroporto di Istanbul. Tutto mi appariva enorme e in rapido movimento. Non mi resi conto che stavo piangendo finché non mi caddero le lacrime sulle scarpe. Anche con le luci dell’aeroporto, fuori la notte sembrava buia, l’aria densa. Mi asciugai gli occhi e cercai di decidere cosa fare. Ero solo, in una terra straniera di cui non parlavo la lingua, e avevo nove anni. Ero, in parole povere, terrorizzato.»

La storia di Abbas Kazerooni raccontata nel romanzo Con le ali ai piedi, appena pubblicato in Italia da Salani, è una storia che riempie di fiducia nel mondo e nell’essere umano, nonostante tutto. Una storia che fa star bene pur nella sua tragicità, perché dimostra che il coraggio e la voglia di vivere possono vincere su tutto, anche sull’orrore e sulla crudeltà più enormi, e che c’è sempre una strada per la salvezza, una via d’uscita che consente di non cedere al dolore e alla disperazione ma di sconfiggerli e vivere.
Protagonista di questa vicenda che sembra fantastica e invece è drammaticamente vera è proprio Abbas, un ragazzino iraniano di nove anni che un giorno si trova a dover fare i conti con una realtà che non lascia scampo… continua a leggere

I sogni belli non si ricordano

I sogni belli non si ricordano

20 febbraio 2014 by · Commenta 

«Al di là delle chiacchiere e delle teorie sull’uguaglianza, c’è solo una cosa che abbiamo davvero in comune, noi esseri umani. E non è la morte: quella è sicura, ma variabilissima nei modi e nei tempi. No, la cosa che ci rende fratelli e sorelle dai tempi di Lucy, cioè da almeno 3 milioni e 700.000 anni fa, cioè dalla prima traccia della nostra comparsa sulla Terra, è che tutti nasciamo e che tutti viviamo anni bambini, ossia marziani, e fin che dura siamo capaci di giocare con le tende e abbiamo una paura boia del buio. Fine delle somiglianze di specie. Il resto è cultura, religione, politica, minchiate insomma»

Se è vero che «tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi se ne ricordano», il nuovo romanzo del giornalista Carlo Verdelli (ex direttore della Gazzetta dello Sport e vicedirettore del Corriere della Sera) si propone proprio di andare a scavare nel mondo delle memorie infantili perdute, per far riaffiorare ricordi che sono solo apparentemente scomparsi, ma che in realtà faranno per sempre parte del bagaglio esistenziale di ognuno di noi, e che aspettano solo di essere risvegliati.
I sogni belli non si ricordano (Garzanti) nasce proprio per mettere i lettori di fronte a ciò che, nei primi anni della loro vita, sono stati, con tutto il carico di tenerezza, sgomento, commozione e sollievo che ciò comporta… continua a leggere

Notizie dall’interno

Notizie dall’interno

11 dicembre 2013 by · Commenta 

«Pensando a dove arrivare con ciò che stai scrivendo, hai deciso che non varcherai il confine dei dodici anni, perché dopo quell’età hai smesso di essere bambino, l’adolescenza incombeva, nella tua mente cominciavano già a balenare sprazzi di maturità e ti sei trasformato in un essere diverso dalla piccola creatura la cui vita era un continuo tuffo nel nuovo, che ogni giorno faceva qualcosa, perfino diverse cose, o molte cose per la prima volta, ed è proprio questo lento progresso dall’ignoranza a qualcosa che è un po’ meno ignoranza a preoccuparti adesso. Chi eri, piccolo uomo? Come sei diventato una persona capace di pensare, e se eri capace di pensare, dove ti portavano i tuoi pensieri? Rivanga le vecchie storie, gratta qua e là per tirar fuori tutto quello che riesci a trovare, poi solleva i frammenti verso la luce e osservali. Fallo. Provaci.»

Le Notizie dall’interno di cui ci parla Paul Auster nel suo ultimo libro – edito da Einaudi e da poco arrivato in libreria – arrivano dal centro perfetto della vita del grande autore statunitense, dal nucleo più lontano e più profondo del suo passato e delle sue esperienze.
In questo eccezionale libro, vero come un’autobiografia e affascinante come un romanzo, l’autore della Trilogia di New York mette a nudo se stesso raccontando, attraverso una sorta di “sinfonia in quattro parti”, la storia della sua vita e rileggendo con lo sguardo della maturità le scelte, le sensazioni, i sentimenti e gli incontri che hanno sostanziato il suo passato… continua a leggere