mercoledì 19 giugno 2019

Siamo ciò che leggiamo: “A libro aperto” di Massimo Recalcati

Siamo ciò che leggiamo: “A libro aperto” di Massimo Recalcati

12 Novembre 2018 by · Commenta 

Non è questa la forza che abita il libro? Generare un’incrinatura nel muro, minare la sua apparente solidità, introdurre nella compattezza del muro una discrepanza, una fessura. Mentre, infatti, il muro chiude, definisce confini e identità rigide, il libro apre, spalanca mondi nuovi, contamina la nostra vita con quella di infiniti altri libri. Mentre il muro vorrebbe riparare la vita dalla sua esposizione all’alterità, il libro impone al lettore l’incontro rinnovato con un’alterità sempre nuova e sempre in movimento.

Il filosofo e psicanalista Massimo Recalcati pubblica per Feltrinelli “A libro aperto. Una vita è i suoi libri”. In bilico tra teoria letteraria e memoir, il saggio di Recalcati è un vero e proprio elogio al libro e alle sue qualità per la vita.

Secondo l’autore, ciascuno di noi è anche il prodotto dei libri che ha incontrato lungo il suo cammino.  L’incontro con un buon libro è come…continua a leggere

Libri da leggere: Alan Bennett – La sovrana lettrice

Libri da leggere: Alan Bennett – La sovrana lettrice

22 Ottobre 2014 by · Commenta 

«Her Majesty’s a pretty nice girl / but she doesn’t have a lot to say» cantavano qualche decennio fa i Beatles, e quando si legge La sovrana lettrice (Adelphi), romanzo breve di Alan Bennett rapido come un soffio di vento e gradevole come un bicchiere di vino leggero e ghiacciato, ci si ritrova quasi proprio malgrado a canticchiarsi quel motivetto ingenuo, tenero e canzonatorio nella mente. E a dirsi che, in fondo, i Fab Four avevano proprio ragione.
Her Majesty, la sempiterna e inossidabile regina Elisabetta II d’Inghilterra, è proprio “a pretty nice girl”, una donna straordinaria, dotata di una bellezza che è figlia di una compostezza senza nome e senza tempo e di un carattere d’acciaio frutto di un’educazione fatta di marmo e di platino, impossibile da scalfire.
Purtroppo per lei, però, la povera Queen Elizabeth “doesn’t have a lot to say”, abituata com’è a restringere le sue conversazioni a una manciata di sorridenti convenevoli che non sono mai più profondi o impegnativi di un «e voi, arrivate da molto lontano?». Non è per sua colpa, però, né per suo algido e aristocratico distacco che Sua Maestà evita di ampliare un po’ i confini delle sue conversazioni. Se si comporta in questo modo, è per non mettere in difficoltà i suoi interlocutori: consapevole com’è della distanza siderale che la separa da tutti coloro che la circondano – siano essi sudditi comuni o Capi di Stato in visita, perché che cos’è, in fondo, un Presidente, se paragonato a una Regina? – la sovrana ha imparato a muoversi in un non-luogo comunicativo in cui ognuno conosce perfettamente la parte che deve recitare, e che rassicura tanto lei che i suoi emozionati, trepidanti interlocutori.

Finché, un giorno, Her Majesty scopre che ogni settimana il furgoncino di una biblioteca circolante fa tappa davanti alle cucine del suo palazzo, e questa inaspettata novità irrompe nella sua vita come una folgorazione… continua a leggere