martedì 22 gennaio 2019

Siamo ciò che leggiamo: “A libro aperto” di Massimo Recalcati

Siamo ciò che leggiamo: “A libro aperto” di Massimo Recalcati

12 novembre 2018 by · Commenta 

Non è questa la forza che abita il libro? Generare un’incrinatura nel muro, minare la sua apparente solidità, introdurre nella compattezza del muro una discrepanza, una fessura. Mentre, infatti, il muro chiude, definisce confini e identità rigide, il libro apre, spalanca mondi nuovi, contamina la nostra vita con quella di infiniti altri libri. Mentre il muro vorrebbe riparare la vita dalla sua esposizione all’alterità, il libro impone al lettore l’incontro rinnovato con un’alterità sempre nuova e sempre in movimento.

Il filosofo e psicanalista Massimo Recalcati pubblica per Feltrinelli “A libro aperto. Una vita è i suoi libri”. In bilico tra teoria letteraria e memoir, il saggio di Recalcati è un vero e proprio elogio al libro e alle sue qualità per la vita.

Secondo l’autore, ciascuno di noi è anche il prodotto dei libri che ha incontrato lungo il suo cammino.  L’incontro con un buon libro è come…continua a leggere

Le mani della madre

Le mani della madre

11 maggio 2015 by · Commenta 

Due pregiudizi speculari hanno condizionato la lettura psicoanalitica della funzione materna. Da un lato, ci sono coloro che hanno identificato la madre come la prigione nella quale il bambino è detenuto e il padre come il suo liberatore necessario. In questa identificazione la generatività materna viene sopraffatta da una cultura che assimila la madre al caos originario, a luogo informe, prelinguistico, indifferenziato, che solo l’intervento del padre ha il potere di ordinare e regolamentare. Dall’altro lato, ci sono coloro che hanno attribuito alla madre una funzione così esclusiva nella cura dei figli che rischiano di scivolare in un processo retorico di idealizzazione che non assegna il giusto peso alla necessità che il figlio sia sempre il frutto di Due e mai di Uno solo.
Contro il primo pregiudizio questo libro vuole mostrare la centralità attiva della funzione materna nel processo di filiazione e umanizzazione della vita. Contro il secondo vuole mostrare che la madre non esclude mai l’ambivalenza e la sua divisione interna, che l’idealizzazione della madre “tutta amore” finisce per alimentare solo sterili fantasmi di onnipotenza.

Dopo aver affrontato con coraggio e profondità lo sfaccettato tema del rapporto padri-figli nei suoi fortunatissimi saggi Cosa resta del padre? e Il complesso di Telemaco, Massimo Recalcati torna in libreria con Le mani della madre (Feltrinelli), testo che si propone – come recita programmaticamente il sottotitolo – di indagare “desiderio, fantasmi ed eredità del materno”.
In queste pagine Recalcati si interroga sui punti cardine su cui si fondano alcuni dei più diffusi preconcetti sulla maternità, chiedendosi quanto ci sia di vero e quanto invece l’immagine stereotipata della madre – così come è stata veicolata per decenni anche dalla stessa psicoanalisi – sia in realtà una costruzione artificiale, che falsifica la realtà e che spesso si rivela “ingiusta” nei confronti del ruolo e della figura della donna nel momento in cui dà la vita a un figlio.
Raccontando le storie di madri che ha conosciuto nel corso del corso della sua attività clinica e quelle di altre figure di madri – della letteratura, del cinema, dell’arte, della Storia – Recalcati sottolinea come spesso si leghi la maternità all’immagine delle sue ombre… Continua a leggere

L’ora di lezione

L’ora di lezione

2 settembre 2014 by · Commenta 

Qual è il mio proprio desiderio? La Scuola è il luogo dove, molto frequentemente, nell’età della giovinezza il nodo di questa domanda viene al pettine. […] Mobilitato dall’incontro con la parola dell’insegnante e dalla scoperta della dimensione erotica del sapere è questo desiderio singolare che appare sulla scena. Esso nasce per lo più sempre storto. Non è mai conforme a quello che l’Altro può attendere. Questa stortura appartiene di diritto al ritratto del figlio, di ogni figlio. La forza dell’educazione non è recuperarla a un ideale standard di normalità, ma potenziarla, difenderla, amarla. Ecco una buona definizione dell’educazione: amare la stortura della vite.

Sulla copertina di L’ora di lezione (Einaudi), nuovo attesissimo saggio di Massimo Recalcati che arriva oggi in libreria, una lunga fila di bambini in divisa scolastica si prepara a ricevere un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo dalle mani di un’infermiera in camice bianco. Le espressioni dei bambini in attesa riflettono tutti i tipi di sentimento che si possono provare in una situazione del genere: c’è il piccolo sbruffone che finge di non avere alcuna paura, c’è il poveretto spaventato che si nasconde dietro le spalle del bimbo che ha davanti, c’è quello che si consola spiando la reazione di coloro che lo precedono nella fila e infine c’è quello che accetta, ormai rassegnato, di buttare giù l’intruglio che gli verrà propinato… continua a leggere

Non è più come prima

Non è più come prima

14 marzo 2014 by · 1 Comment 

«Il lavoro del perdono può diventare – come talvolta diventa – un’occasione per provare a fare un passo al di fuori delle sabbie mobili del narcisismo. L’orgoglio dell’Io tenderebbe a rendere impossibile questo lavoro, a respingere la violenza dell’offesa, ma proprio per questo nulla come l’esperienza del perdono – quando davvero avviene – mostra il limite della visione freudiana dell’amore come accecamento e come pura illusione immaginaria».

Cos’è l’amore? Come si può superare il tradimento? Come funziona il perdono? Queste, e molte altre, sono le domande alle quali Massimo Recalcati (noto psicoanalista italiano) cerca di dare risposta nel suo nuovo saggio Non è più come prima (Raffaello Cortina Editore).
C’è un amore, quello vero, che dura, che lascia il segno nelle nostre vite e che, soprattutto, non muore di fronte all’esperienza… continua a leggere

Il complesso di Telemaco

Il complesso di Telemaco

25 marzo 2013 by · Commenta 

«I padri latitano, si sono eclissati o sono divenuti compagni di giochi dei loro figli. Tuttavia, nuovi segnali, sempre più insistenti, giungono dalla società civile, dal mondo della politica e della cultura, a rilanciare una inedita e pressante domanda di padre».

Massimo Recalcati (noto psicoanalista italiano) pubblica con Feltrinelli un nuovo saggio sulla figura paterna e sul complesso rapporto genitori-figli intitolato Il complesso di Telemaco.
Edipo e Narciso, due personaggi della mitologia greca, possono rappresentare anche due tipologie di figli diversissime tra loro: il figlio-Edipo conosce solamente il conflitto con il padre e, in generale, con le altre generazioni; il figlio-Narciso, invece, è quello che resta incantato dalla sua immagine, che non si sforza di vedere l’altro. Il figlio-Narciso, modello imperante nell’Occidente contemporaneo, è perso, non ha più un punti di riferimento stabili e annaspa privo di figure genitoriali credibili.
Esiste un modello diverso sia da Edipo che da Narciso?… continua a leggere