sabato 19 ottobre 2019

“L’amore si moltiplica”: una guida non convenzionale per future mamme dalla Pozzolis Family

“L’amore si moltiplica”: una guida non convenzionale per future mamme dalla Pozzolis Family

15 Aprile 2019 by · Commenta 

Da quando diventiamo genitori abbiamo un pezzetto di noi in giro per il mondo. Ed è il pezzo che amiamo di più, per il quale siamo pronti a fare qualsiasi cosa.
L’amore di un genitore può avere tante forme. Può essere tondo, avvolgente, oppure quadrato, ragionato, razionale. Può essere appuntito, stimolante e più difficile da raggiungere. Può essere piatto, senza increspature, oppure può avere una forma indefinibile, non codificabile. Ma c’è.
Ed è quell’amore che ci fa fare cose mai pensate prima.

L’amore si moltiplica” è il nuovo libro della Pozzolis Family in libreria per Mondadori: una lunga e-mail a un’amica in dolce attesa, per raccontarle croci e delizie della vita da neo-mamma.

È Alice Mangione – la mamma di casa Pozzoli – l’autrice di queste pagine, che hanno il loro inizio con…continua a leggere

Recensione libro: “L’amore che mi resta”di Michela Marzano

Recensione libro: “L’amore che mi resta”di Michela Marzano

6 Aprile 2017 by · Commenta 

Da stamani sono in cucina davanti ai fornelli senza concludere nulla. Mi cade a terra il caffè, rompo un bicchiere, macchio d’olio il grembiule. Oggi va tutto storto. Oggi non mi sarei dovuta alzare. Oggi tu avresti compiuto ventisei anni, Giada. Quando si affaccia alla porta, Andrea mi trova seduta, le ginocchia strette fra le braccia, in lacrime. – Lo so, Daria-. Si avvicina. Prova a toccarmi un braccio. Lo scosto. Poi prende anche lui una sedia e mi resta accanto pensieroso, turbato, la fronte sulla mano.- In nessuna lingua esiste un termine per definire i genitori che hanno perso un figlio,- dice.- Non c’è in francese, non c’è in spagnolo, non c’è in inglese, non c’è in tedesco, non c’è in russo. Non c’è nemmeno in cinese.

Con “L’amore che mi resta” ritorna nelle librerie italiane un romanzo firmato Michela Marzano. Dopo “L’amore è tutto: è tutto ciò che so sull’amore” e “La fedeltà o il vero amore”, il fulcro del suo nuovo lavoro torna a essere il più forte dei sentimenti. Solo che questa volta è descritto l’affetto profondo e lacerato di una madre… continua a leggere

Le mani della madre

Le mani della madre

11 Maggio 2015 by · Commenta 

Due pregiudizi speculari hanno condizionato la lettura psicoanalitica della funzione materna. Da un lato, ci sono coloro che hanno identificato la madre come la prigione nella quale il bambino è detenuto e il padre come il suo liberatore necessario. In questa identificazione la generatività materna viene sopraffatta da una cultura che assimila la madre al caos originario, a luogo informe, prelinguistico, indifferenziato, che solo l’intervento del padre ha il potere di ordinare e regolamentare. Dall’altro lato, ci sono coloro che hanno attribuito alla madre una funzione così esclusiva nella cura dei figli che rischiano di scivolare in un processo retorico di idealizzazione che non assegna il giusto peso alla necessità che il figlio sia sempre il frutto di Due e mai di Uno solo.
Contro il primo pregiudizio questo libro vuole mostrare la centralità attiva della funzione materna nel processo di filiazione e umanizzazione della vita. Contro il secondo vuole mostrare che la madre non esclude mai l’ambivalenza e la sua divisione interna, che l’idealizzazione della madre “tutta amore” finisce per alimentare solo sterili fantasmi di onnipotenza.

Dopo aver affrontato con coraggio e profondità lo sfaccettato tema del rapporto padri-figli nei suoi fortunatissimi saggi Cosa resta del padre? e Il complesso di Telemaco, Massimo Recalcati torna in libreria con Le mani della madre (Feltrinelli), testo che si propone – come recita programmaticamente il sottotitolo – di indagare “desiderio, fantasmi ed eredità del materno”.
In queste pagine Recalcati si interroga sui punti cardine su cui si fondano alcuni dei più diffusi preconcetti sulla maternità, chiedendosi quanto ci sia di vero e quanto invece l’immagine stereotipata della madre – così come è stata veicolata per decenni anche dalla stessa psicoanalisi – sia in realtà una costruzione artificiale, che falsifica la realtà e che spesso si rivela “ingiusta” nei confronti del ruolo e della figura della donna nel momento in cui dà la vita a un figlio.
Raccontando le storie di madri che ha conosciuto nel corso del corso della sua attività clinica e quelle di altre figure di madri – della letteratura, del cinema, dell’arte, della Storia – Recalcati sottolinea come spesso si leghi la maternità all’immagine delle sue ombre… Continua a leggere