lunedì 17 dicembre 2018

Nel muro, l’orrore: l’ultimo romanzo di Mauro Corona

Nel muro, l’orrore: l’ultimo romanzo di Mauro Corona

15 novembre 2018 by · Commenta 

Oggi è passato un po’ di tempo, per l’esattezza trentadue anni, e ancora mi chiedo perché il destino mi pose in mano quel piccone. Proprio quello. Da quando ho iniziato a mettere sul quaderno la storia maledetta, mi trovo ancora lì, davanti alla baita, col piccone alzato. Sto guadagnando tempo. Perché? Perché quando calerò il primo colpo, si saprà tutto e a quel punto non ci sarà pace per nessuno.

Mauro Corona torna al romanzo: esce questa settimana, per Mondadori, “Nel muro”, una storia dura e spietata che parla di violenza.
La voce che la racconta è quella di un uomo, “ brutto, ubriacone, cattivo e infame”. Un uomo che odia le donne, e anche gli uomini. Ma le donne di più. Ha simpatia solo per… continua a leggere

Quasi niente

Quasi niente

24 marzo 2017 by · Commenta 

La saggezza montanara arriva credo dal guardare sempre la vita dall’angolazione dell’essenzialità. I pensieri scartavano il superfluo, andavano alla sostanza con un automatismo che sapeva ponderare ogni cosa e poi tirava dritto sulla strada del concreto, apparentato sempre con il dovere e  con la necessità di una fraterna condivisione comunitaria.

Schietto, deciso e convinto, come ci ha ormai abituati a conoscerlo, è il Mauro Corona di “Quasi niente”(Chiarelettere). Questa volta insieme a lui a rievocare ricordi e tradizioni c’è anche il poeta Luigi Maieron. Il loro connubio era già stato testato, insieme al giornalista Toni Capuozzo, nello spettacolo “Tre uomini di parola”. In “Quasi niente”, Luigi e Mauro diventano gli autori di… continua a leggere

I misteri della montagna

I misteri della montagna

8 aprile 2015 by · Commenta 

Le montagne sono curiose, girano la testa, di notte si spostano. I vecchi dicevano che molto tempo fa gli alberi parlavano e le cime si muovevano. Ora gli alberi stanno zitti ma le montagne vanno ancora. Camminano di notte, per qualche attimo, ma non devono esserci umani nei paraggi. Se c’è qualcuno stanno ferme.
A segnalare pericolo d’intrusi vigilano maestosi corvi imperiali, che girano i corridoi del cielo come maggiordomi in livrea scura. Volteggiano giorno e notte. Dormono poco perché devono montare la guardia. Si danno il cambio e, ogni tanto, i più stanchi si appisolano dove capita con la testa sotto l’ala. I corvi imperiali, neri e lucidi come velluto, hanno questo compito: scovare i camminatori notturni quando le montagne si sgranchiscono.
Così pensavano i vecchi. E lo raccontavano a bambini dagli occhi sgrananti, seduti sulle panche delle stalle, nelle sere d’autunno e d’inverno.
Il maggiore dei fratelli usciva col fanale, a cercare il profilo del mondo nel buio inchiostro della notte. La montagna era ancora là. Rientrava deluso.

Sono in pochi ad avere con la montagna il rapporto intenso, empatico, viscerale che ha Mauro Corona. Per lo scrittore friulano, infatti, le rocce e le cime non sono un semplice panorama, qualcosa da apprezzare e amare in astratto: sono in tutto e per tutto parte di quel che lui è, della sua memoria e della sua esperienza, sono una realtà impossibile da separare dalla radice stessa della sua esistenza. Questo senso di familiarità e di appartenenza al mondo dei monti è ciò che rende l’ultimo lavoro dell’autore di Erto, I misteri della montagna (Mondadori), un testo così eccezionale, unico nel suo genere, capace di conquistare tutti coloro che conoscono e rispettano la montagna. Tutti loro ritroveranno in queste pagine storie e descrizioni capaci di far affiorare suggestioni, memorie, sentimenti che sono universali, e che Mauro Corona racconta con il suo consueto stile evocativo e preciso al tempo stesso… Continua a leggere

Una lacrima color turchese

Una lacrima color turchese

4 novembre 2014 by · Commenta 

In poche ore la notizia fece il giro del paese. Un corteo di cittadini guidati dal prete, sempre più stupefatto, poté verificare che nel presepe di ogni casa mancava la statuina del Bambino. Una cosa da non credere. Si fecero supposizioni e congetture, ipotesi fantastiche e drastiche sentenze. Alla fine prevalse la teoria del ladro. In un baleno venne organizzata la più grande caccia al colpevole nella storia di quel villaggio disgraziato. La gente si armò di tutto punto: fucili, forconi, asce, picconi e falci. Una volta radunatisi sul sagrato, con tanto di fare minaccioso, gli abitanti vennero a scoprire che non sapevano a chi dare la caccia. Il prete non riusciva a calmarli, erano stati colpiti nell’affetto più caro: il culto del Natale, il Bambin Gesù, la fede. Non era mica da scherzare con quelle robe lì.
Alcuni uomini che da anni avevano ficcato i genitori all’ospizio dissero che loro disponevano di tempo e volontà per fare anche turni di notte. I bastardi dei presepi non dovevano passarla liscia, il presepe non si tocca. Tra una bestemmia e l’altra, disquisivano di fede, amore, carità e Natale. Qualcuno farfugliava di rispetto e riconoscenza: gli stessi che avevano segregato i genitori al ricovero.

Mauro Corona, scrittore e scultore di Erto, minuscolo paese della montagna friulana, torna oggi in libreria con Una lacrima color turchese (Mondadori), nuovo racconto “natalizio” breve e intenso, che smaschera l’ipocrisia del mondo in cui viviamo e prova a tratteggiare la prospettiva di una società nuova e diversa, forse utopistica ma non per questo meno desiderabile.
Tutto ha inizio in un piccolo paese di montagna la mattina di Natale: nel giorno dell’anno in cui tutti si sentono migliori e in cui sembra che ogni rancore, ogni odio e ogni desiderio di prevalere sul prossimo possano essere messi a tacere, almeno per un attimo, qualcosa inaspettatamente va storto. Uno dopo l’altro, infatti, tutti gli abitanti del paese si rendono conto con angoscia e smarrimento che nelle loro case è successo qualcosa di inspiegabile: le statuette di Gesù Bambino sono scomparse dai presepi in cui erano state deposte, con cura ma anche con una certa ipocrisia, la notte precedente. In un primo momento tutti pensano a uno scherzo di cattivo gusto… Continua a leggere

La voce degli uomini freddi

La voce degli uomini freddi

5 dicembre 2013 by · Commenta 

«Come dappertutto, anche lassù dondolava l’eterna altalena del tempo: neve che spariva, neve che tornava, gente che moriva, gente che nasceva. Ma le stagioni non c’erano. Lassù le stagioni non esistevano. E se apparivano, si manifestavano confuse, legate una con l’altra come cani intrappolati dai guinzagli mentre corrono tutti insieme verso lo stesso osso. L’osso era il paese, i cani le intemperie guidate dalla generalessa: la neve.»

Mauro Corona ci regala una fiaba dolce e antica, soffusa della luce livida e cristallina delle mattine di neve, con il suo La voce degli uomini freddi (Mondadori), romanzo ambientato in una landa misteriosa, tanto fatata quanto crudele, mirabilmente sospesa tra realtà e fantasia. In questo paese magico, in cui la vita corre al limite della morte e ogni esperienza e ogni gesto sono estremi e antichi, condotti fino ai loro limiti estremi, abitano uomini abituati da secoli al costante confronto con le intemperie e con la forza di una natura che mostra, lassù, il suo volto più estremo e terribile, ma anche più radicalmente vero… continua a leggere

Guida poco che devi bere

Guida poco che devi bere

28 giugno 2013 by · Commenta 

«Ho iniziato a bere per aver visto bere altri. Quelli che, per me ragazzino, erano eroi forti e invincibili, bevevano. Ho cominciato a bere con loro. Prima ancora l’ho visto fare a casa mia, in famiglia, dentro le mura niente affatto protettive della mia infanzia. Si può anche iniziare a bere spinti da predisposizione genetica, ma è più raro, di solito si comincia per imitare quelli che crediamo fighi, spavaldi e sicuri. E, quando siamo ridotti come loro, scopriamo che erano solo poveri diavoli impauriti e fragili come noi».

Guida poco che devi bere, così si intitola l’ultimo libro scritto da Mauro Corona (Mondadori), un manuale a uso dei giovani per imparare a bere perché, sostiene Corona, si può iniziare a bere per molti motivi ma l’importante è tenere a mente un saggio consiglio: «Bevete e divertitevi, ma non cancellate con l’alcol le vostre tracce»… continua a leggere

Confessioni ultime

Confessioni ultime

23 aprile 2013 by · Commenta 

«Sono un grande peccatore, ma per tradizione e per educazione spero in Dio, e lo rispetto a modo mio. Spero in Dio, però non so più dov’è finito, e neanche mi interessa scoprire oltre, perché o credi o non credi […]. Io mi fermo lì, per me non servono ricerche, non mi pongo ulteriori domande, sennò faccio casino. Però quando vado in salita e sento il corpo che mi risponde agile, il cuore che pompa, quando mi sento bene, ringrazio Dio per questa fortuna e basta.»

Confessioni ultime (Chiarelettere) è una raccolta di pensieri, di immagini, di parole che sgorgano dalla penna di Mauro Corona a volte come se dipingesse un autoritratto, a volte come sfogo di una rabbia e un dolore portatisulle spalle per troppo tempo. Quello stesso dolore che ha colpito Erto, suo paese natale, cinquant’anni fa, con la tragedia del Vajont.… contina a leggere

Venti racconti allegri e uno triste

Venti racconti allegri e uno triste

20 novembre 2012 by · Commenta 

Venti racconti allegri e uno triste: è così che si intitola il nuovo libro di Mauro Corona. Una raccolta di racconti, ventuno per l’appunto, che provengono dalla saggezza popolare, storie antiche perdute tra i boschi, barzellette letterarie prese nei paesi e nelle osterie; momenti di vita quotidiana di montagna, episodi tragicomici, aneddoti esilaranti diventano favole che ci rallegrano perché, a detta di Corona… continua a leggere

La casa dei sette ponti

La casa dei sette ponti

10 luglio 2012 by · 1 Comment 

«Lungo una strada tortuosa e stretta, che percorre una valle solitaria, aspra quanto serve per intimorire il viandante, a un certo punto comparve una curva. Su quel gomito d’asfalto, poco sotto un gradino di roccia, spunta improvvisa come un saluto una casa d’apparenza antica».

È con la semplicità di un racconto, il racconto di un viaggio, che si apre La casa dei sette ponti, nuovo lavoro di Mauro Corona, edito da Feltrinelli.
Un facoltoso industriale tessile di Prato si ritrova a passeggiare per la valle dell’Appennino tosco-emiliano. Ad un tratto vede una casa. Una piccola casa con il tetto coperto di plastica colorata. L’abitazione sembra disabitata. Incuriosito, decide di… continua a leggere

Come sasso nella corrente

Come sasso nella corrente

1 dicembre 2011 by · 3 Comments 

«È ancora una bella donna anche se appoggia il corpo al bastone, anche se gli anni le cadono sulle spalle col peso di stagioni lontane. Quelle future non le teme, nemmeno le importa  conoscerle. Le attende adagio, guardando ciò che resta della vita. Le nevicate sui capelli non domano lo sguardo, che ancora interroga e fugge. È un po’ come tornare a quegli anni. in che modo? Con la memoria… continua a leggere

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