domenica 24 marzo 2019

“Serotonina”: Michel Houellebecq scrive un nuovo grande libro sulla felicità impossibile

“Serotonina”: Michel Houellebecq scrive un nuovo grande libro sulla felicità impossibile

11 Gennaio 2019 by · Commenta 

“È una piccola compressa bianca, ovale, divisibile.

Verso le cinque o a volte le sei di mattina mi sveglio, il bisogno è al culmine, è il momento più doloroso della mia giornata. Il mio primo gesto è attivare la caffettiera elettrica; la sera prima ho riempito il serbatoio di acqua e il filtro di caffè macinato (di solito è Malongo, sono rimasto piuttosto esigente in fatto di caffè). Mi accendo una sigaretta solo dopo aver bevuto un primo sorso; è una costrizione che mi impongo, un successo quotidiano che è diventato il mio principale motivo di orgoglio (va comunque detto che il funzionamento delle caffettiere elettriche è rapido). Il sollievo che mi dà la prima boccata è immediato, di una violenza stupefacente. La nicotina è una droga perfetta, una droga semplice e dura, che non dà nessuna gioia, che si definisce interamente con l’astinenza, e con la cessazione dell’astinenza.

Qualche minuto più tardi, dopo due o tre sigarette, prendo una compressa di Captorix con un quarto di bicchiere di acqua minerale – in genere Volvic.

Comincia così “Serotonina”, l’ultimo libro di Michel Houellebecq uscito ieri per La nave di Teseo.

Giunto in libreria a quattro anni da “Sottomissione” e a più di dieci dal famoso e ultra-discusso “Le particelle elementari”, “Serotonina” non smentisce il genio di Houellebecq. Provocatore e politically uncorrect come sempre, l’autore torna su temi a lui cari – il sesso, l’alienazione, la misoginia, l’inabissamento – e lo fa con… continua a leggere

Sette lettere da Parigi

Sette lettere da Parigi

10 Febbraio 2016 by · Commenta 

Non mi lasciò andare prima di avermi strappato la promessa di continuare la pubblicazione della mia storia. Qualche minuto dopo, controllai i commenti dei pochi seguaci del blog ed erano tutti dello stesso tenore. La storia era deliziosa, un pasticcino glassato, da leccarsi i baffi, con tanto di ripieno alla crema. Mi ritrovai a desiderare ardentemente le parole di Jean Luc, una dipendenza da zuccheri che mascherava l’amarezza della mia decisione di divorziare da Chris. Rievocai il nostro incontro in quel caffè di Parigi, quando i nostri sguardi si erano incrociati, sperando che quell’immagine potesse risvegliare i ricordi di Jean Luc e pregando che rammentasse i i momenti che avevamo trascorso assieme. Scrivergli un’e-mail fu molto più difficile. Mi ci vollero quattro giorni, innumerevoli bozze e una ventina di telefonate a Tracey per trovare fuori un pretesto che non sconfinasse nello squilibrio psichico. Stando alla mia tabella di marcia, era il momento di invitare Jean Luc a visitare il blog. Prima di spedire la mia lettera nel cyberspazio, telefonai ancora a Tracey. «È una follia! Sono passati vent’anni! Dovrei cancellare tutto»

Per S.Valentino arriva nelle librerie il romanzo più romantico dell’anno, tratto da una storia vera, che farà battere il cuore anche alle più disilluse. Sette lettere da Parigi, di Samantha Vérant per Sperling & Kupfer, in traduzione in dodici paesi e già acquistato per diventare un film, vi farà sognare e tornare a credere nelle favole, che qualche volta possono diventare realtà. Samantha e Jean Luc, due ventenni che si incontrano in un caffè parigino durante una vacanza: è bastato uno sguardo per piacersi e appena ventiquattr’ore perché scattasse un trasporto senza precedenti…Continua a leggere

Tempi glaciali

Tempi glaciali

29 Giugno 2015 by · Commenta 

A Bourlin sfuggì un sospiro di sconforto. Conosceva Adamsberg da abbastanza tempo per sapere che, nel suo caso, la parola “riflettere” non aveva alcun significato. Adamsberg non rifletteva, non si sedeva da solo a un tavolo, impugnando una matita, non si concentrava davanti a una finestra, non ricapitolava i fatti su un tabellone, con frecce e cifre, non appoggiava il mento su una mano. Vagolava, camminava senza far rumore, ciondolava da un ufficio all’altro, commentava, andava avanti e indietro a passi lenti, ma nessuno l’aveva mai visto riflettere. Sembrava un pesce alla deriva. No, un pesce non va alla deriva, un pesce persegue il proprio obiettivo. Adamsberg faceva pensare piuttosto a una spugna, sballottata dalle correnti. Ma quali correnti? Del resto, alcuni dicevano che quando il suo vago sguardo bruno diventava ancora più sfocato era come se avesse gli occhi pieni di alghe. Apparteneva più al mare che alla terra.

Quattro anni dopo l’uscita del suo ultimo romanzo, l’indiscussa regina del giallo francese Fred Vargas torna in libreria con Tempi glaciali (Einaudi), e regala ai suoi lettori una nuova indagine con protagonista il leggendario commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Questa volta il commissario e la squadra anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi – composta da una variegata galleria di personaggi indimenticabili, dal caustico capitano Danglard alla volitiva Violette Retancourt – si trovano a indagare su una serie di omicidi mascherati da suicidi, incomprensibili e inafferrabili.
Tutto comincia con la morte di Alice Gauthier, un’anziana signora parigina che viene ritrovata con le vene tagliate nella vasca da bagno di casa… Continua a leggere

Perché tu non ti perda nel quartiere

Perché tu non ti perda nel quartiere

29 Maggio 2015 by · Commenta 

– C’è qualcuno di cui ho trovato il nome nel taccuino. Le sarei grato se volesse darmi qualche informazione su di lui… – Il tono era diventato più umile. – Scusi se sono stato indiscreto…
– Di chi si tratta? – chiese Daragane controvoglia.
Provava il bisogno urgente di alzarsi e dirigersi a grandi passi verso la porta aperta su boulevard Haussmann. E respirare all’aria aperta.
– Di un certo Guy Torstel.
Aveva pronunciato nome e cognome scandendo bene le sillabe, come per risvegliare la memoria assopita dell’interlocutore.ù
– Chi?
– Guy Torstel.
Daragane tirò fuori di tasca il taccuino e l’aprì alla lettera T. Lesse il nome, in cima alla pagina, ma quel Guy Torstel non gli diceva niente.
– Non so chi possa essere.
– Davvero?
L’altro pareva deluso.

Il premio Nobel per la letteratura Patrick Modiano torna in libreria con un nuovo romanzo, Perché tu non ti perda nel quartiere (Einaudi), ambientato in una Parigi enigmatica e piena di segreti, ricordi e suggestioni.
Il protagonista di questa storia è uno scrittore ormai anziano, Jean Daragane, che conduce vita ritirata e che ha un rapporto strano, ambiguo e controverso con le altre persone, e con i suoi stessi ricordi del passato. Daragane vorrebbe solo chiamarsi fuori dal mondo, chiudersi nel suo studio e non dover più fare i conti con niente e con nessuno, ma un giorno una telefonata rompe la sua corazza di altero isolamento: un uomo, dall’altra parte della cornetta, gli dice di aver ritrovato un taccuino pieno di indirizzi, che lo scrittore aveva perso alcune settimane prima nella caffetteria della Gare de Lyon… Continua a leggere

Libri da leggere: Julia Deck – Viviane Élisabeth Fauville

Libri da leggere: Julia Deck – Viviane Élisabeth Fauville

20 Agosto 2014 by · Commenta 

Viviane Élisabeth Fauville. Il nome della protagonista del romanzo d’esordio della promettente autrice francese Julia Deck, recentemente pubblicato in Italia da Adelphi, contiene già tutto quello che c’è da sapere sulla donna misteriosa e dura, affascinante e sfuggente che abita queste pagine e che, nel corso della parabola breve ma potentissima di questa storia, mette a nudo un’impressionante mole di debolezze, angosce e dolori, lanciando provocazioni e interrogativi destinati a restare senza risposta.

Viviane Élisabeth Fauville è un nome elegante e un po’ fuori moda, discreto, rispettabile e freddo, un nome che sembra una corazza dietro cui nascondersi e di cui farsi scudo contro il caos e il male del mondo. Ma caos e male, lo si capisce fin dalle prime pagine del romanzo, si fanno beffe di Viviane Élisabeth Fauville e delle sue misere e ingenue armi di difesa… continua a leggere

Le week-end

Le week-end

10 Giugno 2014 by · Commenta 

«NICK: Non mi sveglio sempre presto per portarti il caffè e le focaccine imburrate la mattina? Non è forse vero che non ti importuno con baci, carezze, persino parole indesiderate a quell’ora?
MEG: Sì, quello mi piace un sacco. Ma io riesco a seguire le trame dei film e tu no.
NICK: Tu non riconosci nemmeno Robert De Niro… Ti piace qualcosa di me?
MEG: Mi piace che ti appunti sempre le cose e non le rileggi mai… E come ansimi e sbuffi quando zappi in giardino in mutande…»

È uscito qualche giorno fa nelle sale italiane il film Le week-end del regista inglese Roger Michell (regista a cui si devono successi come Notting Hill e A royal weekend), deliziosa commedia tratta dalla sceneggiatura omonima di Hanif Kureishi, che arriva oggi in libreria grazie all’editore Bompiani.
Protagonisti di questa storia tenera e raffinata sono Nick e Meg, una coppia di professori inglesi di mezza età – abbastanza felici, abbastanza appagati, abbastanza soddisfatti della loro vita insieme che però, nel tempo, si è inesorabilmente appiattita e spenta – che dopo trent’anni di matrimonio decidono di regalarsi un week-end a Parigi.
Nella capitale francese i due avevano trascorso la luna di miele, e tornandoci non cercano solo una parentesi di svago e leggerezza per staccare dalla noia della routine quotidiana, ma sperano di… continua a leggere

La ricetta del vero amore

La ricetta del vero amore

3 Giugno 2014 by · Commenta 

«Quella notte d’autunno del 1964 il tempo si fermò. In camera continuava ad aleggiare un leggero profumo di timo e cioccolato, sul tavolo erano stati dimenticati in un’allegra confusione piatti e bicchieri. E un cestino di ciliegie. Valérie era distesa accanto a me, e da qualche parte in una grondaia buia c’era un libricino con le pagine sempre più bagnate che presto sarebbero diventate illeggibili.
Era andato tutto come speravo.»

Dopo aver fatto sognare i suoi lettori con Una sera a Parigi, struggente romanzo che aveva al centro un minuscolo cinema della ville lumiére, e dopo averli conquistati con le squisitezze di Gli ingredienti segreti dell’amore, Nicolas Barreau torna a raccontare con la sua consueta delicatezza una storia d’amore, corteggiamento e leccornie culinarie nelle pagine di La ricetta del vero amore, delizioso romanzo appena pubblicato dall’editore Feltrinelli.
Questa volta, Barreau racconta la storia delicata e tenera dell’amore tra Henri, studente timido e impacciato, e la sua compagna di studi Valérie, ragazza bellissima, piena di energia, fascino e talento… continua a leggere

Viviane Élisabeth Fauville

Viviane Élisabeth Fauville

11 Marzo 2014 by · Commenta 

«La bambina ha dodici settimane, e il suo respiro ti culla con il ritmo calmo e regolare di un metronomo. Siete sedute su una sedia a dondolo al centro di una stanza completamente vuota. Alla tua destra, lungo la parete, gli scatoloni impilati dall’impresa di traslochi.
Non ne sei del tutto certa, ma hai l’impressione di aver fatto, quattro o cinque ore fa, qualcosa che non avresti dovuto fare. Cerchi di rammentare la concatenazione dei tuoi atti, di ricostruirne la sequenza, ma ogni volta che riesci a isolarne uno, questo, invece di far riemergere automaticamente il ricordo del successivo, ripiomba subito nel buco nero in cui si è trasformata la tua memoria.»

Quella di Viviane Élisabeth Fauville – protagonista dello straordinario romanzo d’esordio della giovane e talentuosa autrice francese Julia Deck, appena pubblicato in Italia da Adelphi – è una storia terribile e intensissima, destinata a incidersi nella memoria dei suoi lettori e a rimanerci per sempre, con il suo carico di tragedia e di domande senza risposta. È una storia che mette in luce senza pietà il dolore del mondo, concentrandolo tutto nel corpo e nella memoria di un personaggio indimenticabile, quello di una donna che, fin dalle prime pagine, è rappresentata nella sua più disarmante nudità. Viviane Élisabeth Fauville, infatti, è una donna che non possiede più altro che il suo nome… continua a leggere

Luna di miele a Parigi

Luna di miele a Parigi

8 Gennaio 2014 by · Commenta 

«Quando lui la chiama, lei è sul ponte. Non sa dire da quanto tempo è là. Le sponde di ferro sono quasi interamente coperte dai lucchetti sui quali gli innamorati hanno scritto le loro iniziali, e i turisti si chinano per osservare meglio i piccoli pezzi di metallo scarabocchiati con il pennarello indelebile o incisi dalle coppie più organizzate.
Liv ricorda che David le aveva parlato di questo posto prima di venire qui, del fatto che gli innamorati chiudono i lucchetti e gettano le chiavi nella Senna in segno di amore eterno .
Ora Liv è seduta sulla panchina e si sforza di non guardare quei pegni d’amore troppo attentamente, di non andare oltre al semplice spettacolo delle loro superfici luccicanti. Non vuole pensare a quello che significano.
“Ti aspetto al Pont des Arts” gli aveva detto. Nient’altro.»

Il racconto di Jojo Moyes Luna di miele a Parigi (Mondadori) ci fa conoscere due coppie di personaggi che gli appassionati dell’autrice inglese ritroveranno anche nel suo prossimo romanzo, La ragazza che hai lasciato. Se il romanzo – che sarà presto pubblicato in Italia da Mondadori – racconterà in parallelo la storia della vita matrimoniale di Sophie ed Édouard (che si svolge in Francia nei primi anni del Novecento) e di Liv e David (giovane coppia dei nostri giorni), questo prequel si concentra invece sugli eventi accaduti alcuni anni prima, quando le due coppie sono da poco sposate e si trovano a trascorrere nella capitale francese i giorni della luna di miele… continua a leggere

La piccola mercante di sogni

La piccola mercante di sogni

10 Dicembre 2013 by · Commenta 

«Per tutto il tempo che durò l’operazione di salvataggio, Malo visse un’avventura straordinaria. Quando il taxi si adagiò sul letto del fiume, una bolla d’aria della grandezza di un palloncino gonfiato gli si accostò e gli si incollò sulle labbra, consentendogli di continuare a respirare. Dopodiché il suo sguardo fu attratto da una luce azzurra d’incredibile intensità. Il ragazzo nuotò verso di essa e scoprì allora che la strana luce proveniva da un oblò fissato sul fondo. Sollevando il coperchio di vetro, Malo venne risucchiato da un vortice e scivolò lungo un toboga che sembrava non avere fine. Tentò di gridare, ma fu inutile: nessuno lo sentì. Tutto, attorno a lui, si mise a ruotare a una velocità folle. La sua mente danzò per alcuni secondi in mezzo a un alone di stelle. Poi il ragazzo atterrò in un posto calmo e bianco, dove regnava il silenzio più assoluto.
Malo dovette arrendersi all’evidenza: aveva varcato la soglia di un altro mondo.»

La piccola mercante di sogni (Bompiani) è uno stupefacente e favoloso racconto dell’autore francese Maxence Fermine, che nasce dal sogno di una delle sue figlie e che, del sogno, conserva tutti i caratteri, le sfumature, i colori. La storia è quella di Malo, un ragazzino che il giorno del suo undicesimo compleanno cade nella Senna, finendo aspirato da una conduttura idrica che lo trasporta in un mondo magico, il Regno delle Ombre… continua a leggere

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