venerdì 24 maggio 2019

Speciale Premio Strega e Premio Bancarella: i finalisti in gara per il 2019

22 Marzo 2019 by · Commenta 

È stata una settimana di annunci importanti per il mondo editoriale italiano: domenica 17 marzo, a Roma, si sono fatti i nomi dei dodici finalisti in gara per la LXXIII edizione del Premio Strega; solo due giorni dopo, martedì 19, a Torino si è svelata invece la cinquina in lizza per la LXVII edizione del Premio Bancarella. Diciassette titoli tutti da leggere e da scoprire, quindi, in attesa che i due importanti riconoscimenti siano assegnati: il primo il 4 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, il secondo il 21 luglio in piazza della Repubblica a Pontremoli (MS).

Partiamo dai sei titoli scelti dal Circolo dei lettori di Torino e che si contenderanno il celebre riconoscimento nato per iniziativa dei librai ambulanti della Lunigiana. Il Premio Bancarella – che vanta tra i suoi vincitori celebri del passato nientemeno che Ernest Hemingway, Boris Pasternak, Umberto Eco e Andrea Camilleri – quest’anno si tinge di giallo, con…continua a leggere

Vincitore del Premio Strega 2018: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek

Vincitore del Premio Strega 2018: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek

9 Luglio 2018 by · Commenta 

La piccola Gerda nel costume alla marinaretta, il piccolo seno che svanisce tra le righe, le palpebre serrate, la bocca aggricciata, sembra un bambino che non si può toccare. Andrè farfuglia qualcosa in ungherese, pianissimo. «Cosa?» «Niente.» «Lo sai, non vale.» «Èletem. Si usa come ‘mein Schaltz’… più o meno.» Gerda lo scruta mentre gli ripete la parola con una serenità traslucida. «Andava bene?» «Perfetto» «Facile per essere magiaro. Che cosa ho detto?» «Vita mia» risponde Friedmann e prende fiato.

Friedmann è Robert Capa, fotografo di guerra saltato in aria su una mina nel 1954, in Vietnam, Gerda è Gerda Taro, al secolo Gerta Pohorylle, fotografa di guerra tedesca finita, non ancora ventisettenne, sotto il cingolato di un carro armato. La storia della giovane raccontata in “La ragazza con la Leica” è quella della prima fotografa donna a cadere sul campo di battaglia, sconosciuta a molti. Gerda, infatti, è passata alla storia come l’amore della vita di Robert Capa, ma era molto più di questo. Donna rivoluzionaria, precorritrice dei tempi, incredibilmente moderna, una polacca di origine ebrea fuggita dalla Germania negli anni ’20 che per mantenersi aveva fatto un’infinità di lavori, modella, dattilografa, contabile, per approdare infine, proprio grazie alla vicinanza di Capa, alla fotografia, sua vera vocazione. Dai ricordi di chi l’ha conosciuta emerge un ritratto potente ed incisivo…continua a leggere

Cinquina finalista Premio Strega: “Questa sera è già domani” di Lia Levi

Cinquina finalista Premio Strega: “Questa sera è già domani” di Lia Levi

9 Luglio 2018 by · Commenta 

I provvedimenti contro gli ebrei continuavano a cadere a scansione lenta, come quei goccioloni radi ma già carichi che preludono alla tempesta. Si ritrovarono fradici senza neanche essersene accorti. Le Leggi diventarono operative ancor prima che fossero pubblicate. La lettera intestata della Demografia e razza la portò a casa Rimon un grosso carabiniere ansante per aver fatto le scale a piedi. Marc scrutò la busta, si lasciò andare sulla prima sedia che gli capitò e rimase a lungo muto, con il foglio che rischiava di sfuggirgli di mano. «Espulsione» scandì all’improvviso rompendo un silenzio che già si era fatto protettivo.

Quella della quale Lia Levi racconta in “Questa sera è già domani” è una famiglia ebrea come tante: Marc, un padre immigrato, una madre, Emilia, rigida ed attaccata alla sua terra oltre ogni logica, un figlio, Alessandro, considerato un piccolo genio. Sono persone comuni e la loro vita, in altre circostanze, sarebbe potuta scorrere con relativa tranquillità, appena sfiorata dagli avvenimenti storici circostanti. Non fosse per il fatto che è il 1938, e gli ebrei tedeschi ed austriaci stanno cercando un posto nel quale rifugiarsi perché l’occupazione tedesca e l’antisemitismo ormai dilagano. Trentadue paesi si riuniscono per capire come arginare questa diaspora improvvisa, ma nessuno si offre volontario. Gli italiani hanno ben poca percezione di questi avvenimenti perché…continua a leggere

Il brevetto del geco

Il brevetto del geco

5 Gennaio 2016 by · Commenta 

Morpio sentiva che quello era un messaggio da non lasciarsi scappare. Quando gli capitava qualcosa, lo disincastonava dal contesto, lo rigirava fra le mani come un cubo di Rubik, e cercava di capire se potesse avere un secondo significato, valido anche per lui. Ventun anni prima aveva scommesso tutto quello che aveva, senza nessuna garanzia – aveva scommesso tutto quello che era. Aveva scelto di fare l’artista.Era sempre stato insicuro, fin dall’inizio, insicurissimo di potercela fare, e quel giorno lo era più che mai. Aveva bisogno di continue conferme; interrogava ad ogni occasione la realtà, neanche fosse Il libro delle risposte di Carol Bolt. Era un uomo incerto che, quando aveva compiuto diciott’anni, aveva imboccato una strada corraggiosa, quella dell’arte, percorrendola per due decenni, senza sgarrare mai. Il bancomat. la pioggia. I venditori di giocattoli. La stazione. E adesso? Cosa poteva succedere ancora di così significativo, di altrettanto oracolare per la sua crapa ansiosa? Gli avvenimenti delle ultime ore lo avevano già scombussolato a sufficienza. Quel giorno pareva che tutto volesse rivelargli qualcosa.

Ritorna nelle librerie il veneziano Tiziano Scarpa (Premio Strega 2009 con Stabat mater), con Il brevetto del geco, edito Einaudi. Un vivace spaccato della nostra contemporaneità, che mentre vagheggia la deriva del nostro mondo occidentale ne ristabilisce idealmente i confini…Continua a leggere

Canale Mussolini. Parte seconda

Canale Mussolini. Parte seconda

30 Novembre 2015 by · Commenta 

E su e giù in bicicletta la mattina presto al buio e al freddo – che d’inverno fa giorno alle sette e mezzo in punto si attaccava già a lavorare – da casa ai cantieri di tutto l’Agro Pontino. E la sera – che rifà buoi alle cinque, appena la campanella suona la fine lavori – di nuovo torna a casa in bicicletta per chilometri e chilometri, pure sotto l’acqua, quando pioveva. E buio buio pesto, che mica c’erano le luci. L’energia elettrica arriva solo nei Borghi e in città, ma appena ne uscivi ti saluto scuffia. Solo i lumi a petrolio dentro i poderi. Dentro però, non fuori. Il petrolio costava. Chi vuole che mettesse il lume anche fuori? Buio e basta. Un ragazzino di dodici anni. Con tutti i cani, davanti ad ogni podere, che gli abbaiavano e correvano appresso: «Uà-Uàuurgh…»

Nel primo volume di Canale Mussolini, vincitore del Premio Strega 2010, avevamo lasciato la famiglia Peruzzi alle prese con la ricostruzione del paese dopo l’arrivo degli angloamericani e la fine della Seconda guerra mondiale. Con questa saga familiare di ampio respiro, la cui storia si dipana lungo la prima metà del Novecento, Antonio Pennacchi ci trascina nel nostro passato, nei dolori e nelle fatiche dell’Italia socialista, fascista, partigiana, repubblichina. Prendendo il titolo dal principale canale di bonifica dell’Agro Pontino, in cui questa piccola famiglia della Pianura Padana, precisamente della zona di Rovigo-Ferrara, si è trasferita, Canale Mussolini. Parte seconda, edita Mondadori, tratta le difficoltà della fase successiva al…Continua a leggere

Figli dello stesso padre

Figli dello stesso padre

8 Aprile 2013 by · Commenta 

«I loro sguardi ogni tanto si incrociavano e sembravano dirsi solo una cosa: riappacifichiamoci o dichiariamoci guerra per sempre, ma facciamolo per bene, e prima di morire»

Figli dello stesso padre, con il quale l’autrice Romana Petri è candidata al Premio Strega per Longanesi, esce a due anni quasi esatti da Tutta la vita, vincitore del premio Bottari Lattes Grinzane.

Emilio e Giovanni sono nati da due madri diverse, ma da uno stesso padre: una figura ingombrante, possente ed egocentrica,  che si trova da sempre al centro della disputa affettiva di entrambi i fratelli, l’unico aspetto che li accomuni… continua a leggere

Premio Strega 2011

Premio Strega 2011

21 Luglio 2011 by · Commenta 

Nel Settembre del 2004, il 7 settembre del 2004, ho venduto l’azienda tessile della mia famiglia.
Nata come tessitura negli anni venti, era diventata lanificio subito dopo la guerra, col nome piuttosto impegnativo di Lanificio T.O. Nesi & Figli S.p.A. Dietro di me, mentre scrivo, è appeso l’ingrandimento di una foto in bianco e nero della tessitura, datata 1926. Tre telai giganteschi sono circondati da uomini, donne e bambini che fissano attenti l’obiettivo della macchina fotografica. Da una parte, con l’occhio fosco e il cappello sulle ventitré, c’è mio nonno, Temistocle Nesi. All’estremità sinistra della foto, con una camicia bianca, un corpetto e dei gran pantaloni larghi, più vecchio almeno di una quindicina d’anni, c’è Omero Nesi, fratello maggiore di Tesmistocle. Sono loro i soci fondatori – loro la ragione per cui la ditta si chiama T.O. Nesi & Figli. Temistocle Omero Nesi & Figli.

Questo è l’incipit del romanzo Storie della mia gente, con il quale Edoardo Nesi si aggiudica il Premio Strega 2011 che quest’anno è giunto alla 65esima edizione.  Con 138 voti, il nuovo libro di Nesi  è il vincitore di uno dei premi letterari italiani più ambiti.
L’autore propone, in questo testo, forti elementi di riflessione sul cambiamento della nostra Italia, in particolar modo descrivendo il mutamento indelebile a cui la crisi economica e la globalizzazione hanno portato… continua a leggere