domenica 09 dicembre 2018

24 ore in giallo per i detective di Casa Sellerio

24 ore in giallo per i detective di Casa Sellerio

28 novembre 2018 by · Commenta 

Se le giornate di un panettiere o di un commerciante finiscono per assomigliarsi molto l’una all’altra, quelle di un poliziotto sono sempre diverse. Quindi immagino che se ai miei colleghi venisse chiesto qual è stato il giorno più insolito della loro vita lavorativa, credo che la maggior parte di loro non saprebbe cosa rispondere. Ma non è così per me. Io lo so, invece. Non potrò mai dimenticare quella giornata così strana.

Nelle precedenti antologie c’hanno raccontato Natale, carnevale e ferragosto; hanno scritto del viaggio, del calcio e persino della crisi… Questo autunno, la squadra di invincibili della celebre collana Sellerio “La memoria” è ancora in libreria con otto nuovi racconti del mistero, raccolti in questo libro dal titolo “Una giornata in giallo”. La sfida che Sellerio lancia ai suoi autori stavolta è questa: far risolvere ai propri protagonisti un mistero in sole 24 ore. Ed ad accoglierla, non manca proprio nessuno!

Andrea Camilleri fa intervenire Montalbano in una scomoda questione che…continua a leggere

Recensione libro: “Ricordiamoci il futuro” di Oscar Farinetti

Recensione libro: “Ricordiamoci il futuro” di Oscar Farinetti

18 maggio 2017 by · Commenta 

I Romani imparano dai Greci l’arte di coltivare e frantoiare le olive, adottano l’anfora panatenaica, inventata ad Atene, per conservare quel prezioso liquido. Piantano ulivi in tutta la penisola, cominciando dalla Sabina, che diventa il polmone della produzione per Roma. Ma non dimentichiamo il resto del nostro Paese, quasi dovunque molto vocato alla coltivazione delle olive. Per esempio nel mio territorio, la Liguria, c’è un ambiente ideale per produrre olio di grande qualità. Plinio il Vecchio descrive minutamente l’olio sapido della Sabina a confronto di quello delicato taggiasco, proprio della mia terra (ah, quanto ne vado fiero!).

Ricordiamoci il futuro” sembra quasi un ossimoro, eppure questa è la strada tracciata nell’ultimo libro di Oscar Farinetti per proiettarsi verso un futuro sostenibile e ipotizzare un nuovo tipo di economia. Il fondatore di Eataly ha ripercorso la storia dell’agricoltura, della pesca, dell’alimentazione attraverso sette racconti e l’aiuto di… continua a leggere

Il più e il meno

Il più e il meno

13 novembre 2015 by · Commenta 

La domenica andavamo a pranzo dalla mamma di mamma, nonna Emma. Lei e sua nuora Lillina dal venerdì sera si alternavano presso la fiammella minima che asciugava il ragù, il rraù, in lingua e palato locali. Il nostro arrivo a mezzogiorno in anticamera era accolto da un alleluia di ragù dritto nel naso. Quel sugo era l’applauso di uno stadio in piedi dopo un gol, era un abbraccio, un salto e una cascata dentro le narici. Mai più potrò ricevere quell’arrembaggio al vertice dei sensi che sta per me in qualche ghiandolina dell’olfatto… È stata la mia porzione di manna, pane dei cieli, apparecchiata da due sacerdotesse di fornelli, dai loro riti notturni… Non ho temperamento mistico, ma quel poco che mi è toccato in sorte l’ho assaggiato, l’ho avuto sulla lingua durante le domeniche d’infanzia.

È tornato da poco nelle librerie Erri De Luca con Il più e il meno, edito da Feltrinelli. Una raccolta di racconti brevi, o meglio di flashback nel passato…Continua a leggere

Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto

Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto

9 novembre 2015 by · Commenta 

«A ballare a Pistoia?! Lo interruppi. Ma son trenta chilometri, come c’eravate andato a Pistoia?»
«Come c’ero andato? A piedi, c’ero andato. Allora non c’era tante macchine come adesso, si andava tutti a piedi, poi avevo ancora le gambe bone. E non si andava  mia per la Statale, si prendeva per le mulattiere, si tagliava, si partiva la domenica mattina e si arrivava in tempo per ballare.»
«Ma quanto ci mettevate, ad andare fin là?»
«O chi si ricorda, comunque si arrivava. Fu il tornare indietro, con quella balla che avevo preso, perché il vin santo è traditore, dolce com’è va giù liscio e non te ne accorgi. Insomma, facevo un passo e traballavo, non stavo in piedi, era già notte; mi sdraia di fianco alla mulattiera e mi addormentai, arrivai a casa il giorno dopo.»
«Ma che anno era?»
«O ma? L’ho detto, non avevo neanche vent’anni.»
Feci rapidamente i conti. Ci aveva raccontato un’ubriacatura ancora dell’Ottocento, una balla d’un secolo prima.

Francesco Guccini ritorna con furore in veste di romanziere con Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto edito da Mondadori, nelle librerie…Continua a leggere

Libri da leggere: Silvio D’Arzo – Casa d’altri e altri racconti

Libri da leggere: Silvio D’Arzo – Casa d’altri e altri racconti

12 novembre 2014 by · Commenta 

La vita di Silvio D’Arzo – pseudonimo dello scrittore reggiano Ezio Comparoni, che lo scelse in un moto di dannunzianesimo giovanile, irragionevole e un po’ impudente – fu breve e modesta, innervata da uno straordinario miscuglio di intelligenza, pazienza e povertà. Rileggendola oggi si sente forte e chiaro il suo profumo novecentesco, crepuscolare e commovente, e non si può evitare di pensare che vite come questa, fuori dai confini del secolo scorso, non possono esistere più.

Quest’uomo del secolo passato nacque a Reggio Emilia nel 1920. Sua madre era una ragazza coraggiosa e povera, non aveva marito e per tutta la sua breve vita D’Arzo le visse accanto coltivando per lei, “grande e irraggiungibile madre di provincia”, un’ammirazione tenera e semplice, da bambino buono e da figlio fedele. La loro vita fu, per dirlo senza inutili eufemismi, molto povera, e l’autore ricorderà con lucidità del tutto priva di rimpianti quella sua giovinezza «appena appena rispettabile e misera, tutta quanta passata (per dire) col pensiero fisso alla media dell’otto, alla borsa di studio, e anche peggio», precisando che «non c’è niente di più degradante e più sciocco di questo: ti senti subito in colpa appena trovi un mezzo soldo per strada e pensi che è già troppo per te».
A sedici anni, scintillante di precocità, il giovane D’Arzo supera l’esame di maturità, a ventuno si laurea in lettere e, appena messo piede fuori dall’università, viene spedito senza troppi complimenti alla Scuola Ufficiali e da lì al fronte… Continua a leggere

Libri da leggere: Aimee Bender – La maestra dei colori

Libri da leggere: Aimee Bender – La maestra dei colori

29 luglio 2014 by · Commenta 

Aimee Bender è una narratrice di raro talento, capace di costruire storie affascinanti ma mai stucchevoli, storie che graffiano e scavano senza paura di provocare e di sconvolgere il lettore, ma in cui si avverte sempre l’impronta di uno sguardo colmo di compassione, di partecipazione e di amore per l’umanità.
Il suo marchio di fabbrica è la capacità di costruire vicende in cui realtà e finzione sono sempre pronte a trascolorare l’una dell’altra, storie in cui non si riescono a tracciare confini precisi tra ciò che è vero e ciò che è invece impossibile, magico, puro simbolo di qualcosa che va al di là della quotidianità liscia e regolare. Tutto questo si avverte forte e chiaro in ognuno dei suoi racconti e dei suoi romanzi (L’inconfondibile tristezza della torta al limone su tutti), ed è il magma su cui sono modellati anche i racconti della sua ultima raccolta, La maestra dei colori, appena pubblicata in Italia da Minimum Faxcontinua a leggere

Esploriamo il diabete con i gufi

Esploriamo il diabete con i gufi

17 luglio 2014 by · Commenta 

«Accusiamo sempre le compagnie aeree di trasformarci in mostri: è colpa di quelli alla biglietteria, degli addetti ai bagagli, dei lumaconi nelle edicole e nei fast food. Ma se invece fossimo noi a essere davvero così, e gli aeroporti non fossero altro che l’arena in cui possiamo mostrarci per quello che siamo, e quindi non solo delle persone detestabili, ma strepitosamente tali?
“Il signor Adolf Hitler è pregato di raggiungere la sua comitiva al nastro bagagli quattro. Ripeto: Adolf Hitler è atteso al nastro bagagli quattro.”»

David Sedaris è uno scrittore travolgente e ironico, capace di divertire e commuovere allo stesso tempo costruendo storie che si muovono sul crinale sottile che separa l’assurdo dal reale, riuscendo sempre a spostare questo confine un passo più in là. Tutti i suoi romanzi, da Me parlare bello un giorno a Mi raccomando: tutti vestiti bene portano il marchio di fabbrica del suo inconfondibile stile, e anche Esploriamo il diabete con i gufi, suo ultimo libro appena pubblicato in Italia da Mondadori, non fa eccezione.
In queste pagine di articoli, memorie, dissertazioni, racconti e divertissement assortiti, lo sguardo di Sedaris sul mondo… continua a leggere

In un bacio saprai tutto. Racconti di passione

In un bacio saprai tutto. Racconti di passione

5 febbraio 2014 by · Commenta 

«Alfonsino moriva dalla voglia di baciare le guance di Nereida, la bimba più carina della sua classe.
Nereida aveva certi occhi grandi e molto vivaci, il nasino all’insù, capelli nerissimi e una pelle bianca come la neve che doveva essere, – pensava Alfonsino – più delicata della seta.
Un giorno, durante la ricreazione, Alfonsino si fece coraggio, si avvicinò a lei e, senza che potessero udire i loro compagni che giocavano lì intorno, le disse: – Mi piacerebbe darti un bacio sulla guancia. Mi lasci?
Nereida, arrossendo un po’, lo guardò molto seria e poi rispose: – Te lo lascerò fare se porti giù la Luna e me la regali.»

La nuova raccolta curata da Fabiano Massimi per l’editore Einaudi e dedicata ai racconti d’amore passionale, In un bacio saprai tutto, deve il suo titolo a un verso di Pablo Neruda, uno dei poeti che meglio ha saputo raccontare le sfumature dell’amore, con la grandezza e il mistero che esso porta con sé. «In un bacio saprai tutto ciò che ho taciuto», scrive Neruda, e questa raccolta indaga proprio questo aspetto dell’amore appassionato: la sua capacità di mettere a nudo la natura profonda dell’essere umano… continua a leggere

Moscerine

Moscerine

12 dicembre 2013 by · Commenta 

«Crescendo le sorelle erano divenute inseparabili si erano andate come mischiando si erano come fuse l’una con l’altra; Flora era divenuta la sorella portante, la dominante, si era fatta sempre più bella e robusta sempre più capace più ammirata, maggiormente dotata di strumenti per risolvere ogni problema, sempre più intraprendente e sempre più saggia, mentre Nelda si era andata via via sistemando nell’ombra di Flora, si era accucciata e nascosta dietro la sua statura, dentro la sua sicurezza; Flora aveva via via lasciato che ella riempisse lo spazio vuoto che le innumerevoli assenze, le care figure immanenti alla sua stessa persona fuggite sullo sfondo e uccise per sempre, quelle figure che l’avevano tradita e abbandonata insomma, avevano lasciato dentro di lei.»

Anna Marchesini, nella sua raccolta di racconti Moscerine (Rizzoli), ci racconta nove storie di uomini e donne la cui vita si trova, inaspettatamente, a scontrarsi con il cambiamento, la svolta imprevista, la novità capace di spalancare nuove possibilità che, con il suo deflagrare dolceamaro, sa spostare gli equilibri delle esistenze, abbracciandole e conducendole in direzioni sorprendenti, inedite, rivoluzionarie.
Tali microscopiche, esplosive rivoluzioni sono tutte innescate da eventi minimi, da microscopici incroci di circostanze che sanno entrare nelle vite dei protagonisti come tarli che si fanno strada nel legno… continua a leggere

Danza delle ombre felici

Danza delle ombre felici

23 ottobre 2013 by · Commenta 

«Fino all’inverno scorso avevamo una ditta nostra, un allevamento di volpi. Mio padre allevava volpi argentate e vendeva le pelli a gente che ne ricavava stole, manicotti, pellicce. Poi i prezzi sono crollati, mio padre ha tenuto duro sperando che le cose migliorassero l’anno dopo, e invece sono crollati di nuovo, e lui ha resistito ancora un anno, e poi ancora uno, ma alla fine non è stato più possibile reggere; eravamo pieni di debiti con la ditta che ci forniva i mangimi. Ho sentito mia madre spiegare tutto questo più di una volta a Mrs Oliphant, l’unica vicina di casa con cui parla. Ci siamo venduti tutto, dice mia madre, e non abbiamo ricavato un soldo. Molti potrebbero dire lo stesso, al giorno d’oggi, ma mia madre non ha tempo da perdere con la calamità nazionale, solo con la nostra. Il destino ci ha scaraventati a vivere in un quartiere da poveri (il fatto che lo fossimo anche prima non ha importanza, era una povertà diversa, quella), e l’unico modo per reagire alla disgrazia, a suo parere, è con amarezza, con dignità e senza rassegnazione. Nessun bagno con vasca a piedini e water con sciacquone la può consolare, e nemmeno l’acqua corrente e il marciapiede davanti a casa, e il latte in bottiglia, nemmeno i due cinematografi e il ristorante Venus, e i grandi magazzini Woolworths. A mia madre non importa niente.»

Danza delle ombre felici (Einaudi) è la prima raccolta di racconti di Alice Munro, e viene oggi ristampata dopo la sua prima, fortunatissima uscita nel 1968. Ritroviamo in questi racconti la prosa secca e acuminata che è tipica della penna della scrittrice canadese… continua a leggere