venerdì 24 maggio 2019

“La versione di Fenoglio”: l’ultimo romanzo di Carofiglio è anche un manuale di scrittura e d’investigazione

“La versione di Fenoglio”: l’ultimo romanzo di Carofiglio è anche un manuale di scrittura e d’investigazione

22 Febbraio 2019 by · Commenta 

– Quindi si potrebbe dire che l’arte di investigare è l’arte di costruire storie?
Fenoglio ci pensò un po’ su.
– È una buona definizione, ma forse ne sceglierei un’altra. Direi che l’investigazione è l’arte di guardarsi attorno; sia in senso materiale che in senso metaforico.

La versione di Fenoglio” è il nuovo libro di Gianrico Carofiglio fresco fresco di stampa per i tipi di Einaudi: un romanzo che ha come protagonista il maresciallo Fenoglio, ma anche una raccolta di racconti con cornice, un dialogo filosofico e un manuale del buon investigatore.

Pietro Fenoglio, noto ai lettori dai tempi di “Una mutevole verità” (2014) e “L’estate fredda” (2016), si trova ormai in prossimità della pensione. Gli anni passano anche per lui, maresciallo torinese trapiantato a Bari, e i primi acciacchi si fanno sentire. Durante le sedute di fisioterapia per la sua anca operata di artrosi, Fenoglio simpatizza con Giulio, un ragazzo poco più che ventenne, in riabilitazione da un brutto incidente d’auto. Il ragazzo è prossimo alla laurea in legge, ma ammette senza troppe difficoltà di…continua a leggere

La strana biblioteca

La strana biblioteca

18 Novembre 2015 by · Commenta 

«L’uomo-pecora aveva addosso una vera pelle di pecora che lo ricopriva tutto: lasciava soltanto un’apertura per la faccia, attraverso la quale si intravedevano un paio di occhi amichevoli. Il costume gli andava a pennello. Mi osservò per un momento, poi il suo sguardò si spostò sui tre libri che tenevo in mano.

– Oh caro, sei venuto qui a leggere?

– Sì, certo, – risposi.

– Vuoi dire che sei veramente venuto qui a leggere questi libri?

C’era qualcosa di strano nel suo modo di parlare. Non sapevo cosa rispondergli.

– Forza, digli la verità, – mi spronò il vecchio con aria trionfante.

– Ma è solo un bambino, signore, – obiettò l’uomo-pecora.

– Silenzio! – tuonò il vecchio. Poi all’improvviso estrasse un frustino di vimini dalla tasca posteriore e colpì l’uomo-pecora sul viso. – Portalo subito nella sala di lettura!

L’uomo-pecora sembrava turbato, ma mi prese comunque per mano.»

Giorni felici, questi, per i fan di Murakami: l’attesissimo racconto inedito La stana biblioteca, è finalmente disponibile da ieri anche in Italia, nella collana Supercoralli di Einaudi. In questo… Continua a leggere

Libri da leggere: Carson McCullers – La ballata del caffè triste

Libri da leggere: Carson McCullers – La ballata del caffè triste

13 Maggio 2015 by · Commenta 

La storia raccontata in La ballata del caffè triste (Einaudi) dalla grande narratrice statunitense Carson McCullers è una vicenda polverosa e febbricitante, magicamente sospesa in un tempo fuori dal tempo.
Tutto comincia con la descrizione di un paese solitario e triste, sperduto da qualche parte nel Sud degli Stati Uniti. Il posto non è particolarmente brutto o squallido, non ci sono ragioni evidenti e concrete per detestarlo, ma coloro che sono costretti ad abitarci avvertono il peso del suo essere un luogo anonimo, insignificante, totalmente privo di cose che rendano la vita degna di essere vissuta: un paese che sembra vittima di un oscuro maleficio che gli impedisce di animarsi e scuotersi di dosso il ronzante torpore che riempie le sue strade.
Sulla via principale del paese è visibile uno strano edificio, con le porte e le finestre sbarrate da travi di legno e, sul davanti, un porticato sudicio e bizzarramente dipinto solo a metà, come se molti anni prima qualcuno avesse iniziato a ridipingerlo ma poi fosse stato bruscamente interrotto. Dall’unica finestra non sigillata di quell’edificio cadente e silenzioso, immobile da decenni, ogni tanto si affaccia un volto lungo e ossuto, che osserva la strada… Continua a leggere

Una lacrima color turchese

Una lacrima color turchese

4 Novembre 2014 by · Commenta 

In poche ore la notizia fece il giro del paese. Un corteo di cittadini guidati dal prete, sempre più stupefatto, poté verificare che nel presepe di ogni casa mancava la statuina del Bambino. Una cosa da non credere. Si fecero supposizioni e congetture, ipotesi fantastiche e drastiche sentenze. Alla fine prevalse la teoria del ladro. In un baleno venne organizzata la più grande caccia al colpevole nella storia di quel villaggio disgraziato. La gente si armò di tutto punto: fucili, forconi, asce, picconi e falci. Una volta radunatisi sul sagrato, con tanto di fare minaccioso, gli abitanti vennero a scoprire che non sapevano a chi dare la caccia. Il prete non riusciva a calmarli, erano stati colpiti nell’affetto più caro: il culto del Natale, il Bambin Gesù, la fede. Non era mica da scherzare con quelle robe lì.
Alcuni uomini che da anni avevano ficcato i genitori all’ospizio dissero che loro disponevano di tempo e volontà per fare anche turni di notte. I bastardi dei presepi non dovevano passarla liscia, il presepe non si tocca. Tra una bestemmia e l’altra, disquisivano di fede, amore, carità e Natale. Qualcuno farfugliava di rispetto e riconoscenza: gli stessi che avevano segregato i genitori al ricovero.

Mauro Corona, scrittore e scultore di Erto, minuscolo paese della montagna friulana, torna oggi in libreria con Una lacrima color turchese (Mondadori), nuovo racconto “natalizio” breve e intenso, che smaschera l’ipocrisia del mondo in cui viviamo e prova a tratteggiare la prospettiva di una società nuova e diversa, forse utopistica ma non per questo meno desiderabile.
Tutto ha inizio in un piccolo paese di montagna la mattina di Natale: nel giorno dell’anno in cui tutti si sentono migliori e in cui sembra che ogni rancore, ogni odio e ogni desiderio di prevalere sul prossimo possano essere messi a tacere, almeno per un attimo, qualcosa inaspettatamente va storto. Uno dopo l’altro, infatti, tutti gli abitanti del paese si rendono conto con angoscia e smarrimento che nelle loro case è successo qualcosa di inspiegabile: le statuette di Gesù Bambino sono scomparse dai presepi in cui erano state deposte, con cura ma anche con una certa ipocrisia, la notte precedente. In un primo momento tutti pensano a uno scherzo di cattivo gusto… Continua a leggere

La felicità domestica

La felicità domestica

3 Febbraio 2012 by · Commenta 

La casa editrice SE ripropone, in edizione economica, La felicità domestica un racconto di Tolstòj scritto  nel 1859 e dedicato alle incomprensioni familiari, alla difficoltà di trovare il giusto equilibrio nella vita di coppia, al mutare dei rapporti coniugali e alle rotture sempre più profonde che derivano dall’indifferenza reciproca.
Masa è una giovane diciassettenne orfana che si innamora del suo tutore, Sergej, un uomo molto più grande di lei (in parte il racconto è autobiografico, Tolstòj era stato tutore di una giovane donna di cui si era invaghito ma non le chiese mai di sposarlo). I primi anni di matrimonio sono felici e spensierati ma quando Masa, ormai donna matura, scopre il fascino della vita mondana… continua a leggere