lunedì 11 novembre 2019

Speciale Premio Strega 2019: “La straniera” di Claudia Durastanti

Speciale Premio Strega 2019: “La straniera” di Claudia Durastanti

24 Giugno 2019 by · Commenta 

La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato. Scrivere te stessa significa ricordare che sei nata con rabbia e sei stata una colata lavica densa e continua, prima che la tua crosta si indurisse e si spaccasse per lasciare affiorare una specie di amore, o che la forza inutile del perdono venisse a levigarti e ad appiattire ogni tuo avvallamento.

Continua la nostra piccola rubrica sui finalisti del premio Strega: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (di cui abbiamo parlato qui), “Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario, “Fedeltà” di Marco Missiroli (ne abbiamo parlato qui), “La straniera” di Claudia Durastanti e “Addio Fantasmi” di Nadia Terranova.
“La straniera” di Claudia Durastanti, edito da La nave di Teseo, è il romanzo di cui andremo a parlare oggi. Durastanti ha già vinto il premio Mondello giovani con il suo romanzo d’esordio “Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra”, mentre uno dei suoi ultimi lavori pubblicati è “Cleopatra va in prigione”.

“La straniera” è il memoir della vita dell’autrice, costruito attraverso le categorie che solitamente compongono un oroscopo: famiglia, viaggi, salute, lavoro & denaro, amore. Si parte così dal racconto e dalla minuziosa analisi della famiglia dell’autrice, una famiglia di per sé atipica perché…continua a leggere

Sei la mia vita

Sei la mia vita

11 Maggio 2015 by · Commenta 

Penso all’emozione di quelle prime mattine ancora sprofondate nella notte e, automaticamente, la mia mente corre ad altre mattine. A un ragazzi, che sale di corsa le scale del palazzo con una borsa sulle spalle. Dentro ha tutto ciò che possiede. Quel ragazzo sono io. Quarant’anni fa.
Via Ostiense, un vecchio edificio in un vecchio quartiere popolare. Cinque piani senza ascensore e una terrazza condominiale con vista sul viavai di camion ai mercati generali. Poco più in là, un gasometro si staglia in un angolo dimenticato di città, tra le sterpaglie e i binari morti della ferrovia. Tutt’intorno, Roma sparge il suo fascino polveroso. La mia storia non può che iniziare da qui.
Mi basta chiudere gli occhi per vedere lo stesso orizzonte carico di promesse che osservavo con lo sguardo incantato della mia giovinezza. Oltre ai tetti accarezzati dal sole, alle cupole e ai campanili, oltre l’azzurro, l’ocra e l’oro che la fanno risplendere da secoli la città si estendeva, ora come oggi, in un meraviglioso caleidoscopio di differenti civiltà, consistenze, luci, ombre, suoni e silenzi. Amo Roma: ha lo stesso respiro di Istanbul, dove batte l’altra metà del mio cuore.

Ferzan Ozpetek torna a parlare di sé attraverso la letteratura: dopo l’esordio letterario con Rosso Istanbul, in cui raccontava la storia della sua infanzia e della sua famiglia, nelle pagine di Sei la mia vita (Mondadori) il regista turco si immerge nel racconto della sua città di adozione, Roma, così come l’ha conosciuta negli anni Settanta e Ottanta, agli albori della sua carriera cinematografica, quando era solo un ragazzo straniero che voleva disperatamente diventare regista e che cercava una propria dimensione in un paese diverso dal suo.
Questo racconto autobiografico è costruito come un lungo, appassionato monologo in cui la voce narrante ripercorre il proprio passato… Continua a leggere

Il Regno

Il Regno

6 Marzo 2015 by · Commenta 

La scena si svolge a Corinto, in Grecia, verso il 50 dopo Cristo – anche se naturalmente, all’epoca, nessuno immagina di vivere «dopo Cristo». All’inizio si vede arrivare un predicatore itinerante che apre una modesta bottega di tessitore. Senza mai muoversi da dietro il suo telaio, quello che in seguito verrà chiamato san Paolo tesse la propria tela e a poco a poco la stende su tutta la città. Calvo, barbuto, sfiancato dai repentini attacchi di una misteriosa malattia, racconta a voce bassa e suadente la storia di un poeta crocifisso anni prima in Giudea. Dice che quel profeta è tornato dal mondo dei morti e che il suo ritorno è il segno premonitore di qualcosa  di straordinario: una trasformazione, allo stesso tempo radicale e invisibile, dell’umanità. Il contagio si diffonde. I seguaci della strana fede che si propaga attorno a Paolo nei bassifondi di Corinto arrivano ben presto a vedere se stessi come mutanti: mimetizzati tra amici e vicini di casa, impossibili da individuare.

Lo scrittore francese Emmanuel Carrère, dopo il grande successo del suo Limonov, sorprende i suoi lettori con Il Regno (Adelphi), nuovo libro mirabilmente sospeso tra il romanzo, il saggio e il racconto autobiografico.
Nelle pagine di questo testo straordinario, infatti, l’autore si propone di raccontare la storia dei cristiani del primo secolo, nel tentativo di far luce sul particolarissimo momento storico in cui una piccola setta ebraica nata in Giudea sulla scorta della predicazione di uno sconosciuto profeta e apparentemente destinata all’estinzione o allo sterminio, come accaduto a tanti movimenti simili prima e dopo di lei, ha saputo diffondersi e radicarsi in tutta Europa, dando vita al cristianesimo così come lo conosciamo oggi. In queste pagine Carrère si diverte a rileggere e a raccontare il periodo della nascita del cristianesimo ripercorrendo le storie di tanti personaggi più o meno noti… Cotninua a leggere

Via XX Settembre

Via XX Settembre

31 Ottobre 2013 by · Commenta 

Palermo è la tua città, ripeteva papà.
Sempre le stesse parole.
Palermo è la tua città.
Magnifica, incastonata come una spilla di smalto tra il verde dei giardini di aranci e il blu del mare. Volevo sentirla mia, quella città in cui ero nata. Disperatamente. Ma era difficile: ironia della sorte, noi a Palermo non avevamo casa.
Cercavo un appiglio, un posto che fosse mio, per dimostrare in modo tangibile che quella era la mia città. Ma non c’era. Fu allora che maturai la decisione irrevocabile: l’intera città sarebbe diventata “casa mia”, tutta Palermo mi apparteneva come io appartenevo a lei.»

Simonetta Agnello Hornby, in Via XX Settembre (Feltrinelli), racconta con appassionato amore e affascinante intensità la città della sua giovinezza: Palermo. È proprio in questa città, in un palazzo in via XX Settembre, infatti, che nei tardi anni Cinquanta si trasferisce la sua famiglia, e sarà proprio a Palermo che l’autrice di La Mennulara si trasformerà da bambina a donna… continua a leggere