venerdì 26 aprile 2019

Walter Moers ci trascina ancora nel folle mondo di Zamonia: “La principessa Insomnia e il rovello notturno color incubo”

Walter Moers ci trascina ancora nel folle mondo di Zamonia: “La principessa Insomnia e il rovello notturno color incubo”

18 Marzo 2019 by · Commenta 

L’insonnia comportava perfino un paio di indiscutibili vantaggi, e Dylia li poteva riconoscere più e meglio degli altri. Per esempio una più acuta capacità di percezione con tutti i sensi. Dopo tre giorni senza chiudere occhio, la principessa era già in grado di sentir crescere l’erba. Dopo quattro coglieva il profumo della musica. Dopo sei giorni riusciva a percepire i sentimenti di una pesca quando ne accarezzava la buccia vellutata. Dopo nove giorni poteva apprezzare il sapore dei colori. E dopo undici la sua vista si acuiva al punto che era in grado di radiografare le proprie mani. Inoltre, senza quella privazione del sonno, non avrebbe mai potuto far caso all’esistenza dei crepuscolini.

Walter Moers, autore delle “Tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu” e della “Città dei libri sognanti”, torna a pubblicare con Salani un libro ambientato nel magico mondo di Zamonia: “La Principessa Insomnia e il rovello notturno color incubo”.

A Zamonia quello della principessa Dylia è per tutti ormai “il morbus”: la sua malattia, una forma acutissima di insonnia, è davvero un mistero e un grattacapo per alchimisti e scienziati d’ogni sorta. Ogni diavoleria è stata provata: dai cuscini imbottiti con…continua a leggere

“Noi siamo tempesta”: il potere della cooperazione raccontato ai ragazzi da Michela Murgia

“Noi siamo tempesta”: il potere della cooperazione raccontato ai ragazzi da Michela Murgia

18 Febbraio 2019 by · Commenta 

«Ti fidi troppo della gente, Jimmy. Dai per scontato che gli esseri umani messi insieme alla fine faranno la cosa giusta e non quella sbagliata».
«Non mi prendi in giro con questo cinismo, Larry: se anche tu non fossi ottimista sulla specie umana avresti investito in un’azienda di lucchetti, mica su un’enciclopedia!».

Noi siamo tempesta. Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo”: è questo il titolo del libro di Michela Murgia, pubblicato da Salani pochi giorni fa.

In questo bel volume illustrato, con i disegni di The World Of Dot e un fumetto di Paolo Bacilieri, l’autrice sarda rivolge ai più giovani un messaggio importantissimo: le rivoluzioni e le grandi scoperte non si fanno mai da soli!
“Noi siamo tempesta” raccoglie infatti sedici storie vere in cui a cambiare le cose non è stata l’azione brillante di un singolo, bensì l’efficacia di un buon lavoro di squadra. Dalla nascita di Wikipedia alla caduta del Muro di Berlino, dalla…continua a leggere

Arriva “Bianco letale” di Robert Galbraith (aka J. K. Rowling): un nuovo caso per il detective Cormoran Strike

Arriva “Bianco letale” di Robert Galbraith (aka J. K. Rowling): un nuovo caso per il detective Cormoran Strike

6 Febbraio 2019 by · Commenta 

Robusto, dall’aspetto burbero e con un profilo da pugile, Strike incuteva timore anche con tutti i connotati a posto. Quel giorno, però, sembrava appena sceso dal ring. Aveva il naso rotto, viola e grosso il doppio del normale, gli occhi pesti e socchiusi e un orecchio infiammato e appiccicoso per via dei punti di sutura freschi. Il taglio sul palmo della mano per fortuna era nascosto dalle bende, ma il suo abito migliore era sgualcito e aveva ancora la macchia di vino che risaliva all’ultima occasione in cui l’aveva indossato. L’unica cosa buona che si poteva dire riguardo al suo aspetto era che prima di partire per lo Yorkshire era riuscito a prendere un paio di scarpe intonate all’abito.

Robert Galbraith, altro nome di penna della creatrice di “Harry PotterJ. K. Rowling, ha appena sfornato una nuova indagine per l’investigatore privato londinese Cormoran Strike: “Bianco letale” è nelle librerie italiane da due giorni, per Salani Editore.

Siamo ormai al quarto caso per Cormoran Strike. Ne “La via del male” c’eravamo lasciati con l’arresto da parte di Strike dello Squartatore di Shacklewell, col licenziamento della sua socia Robin volto a proteggerla e col matrimonio di lei con Matthew.
“Bianco letale” riprende proprio da lì, dal giorno delle nozze: Strike vi accorre, ancora dolorante, per…continua a leggere

Recensione libro: “L’unico ricordo di Flora Banks” di Emily Barr

Recensione libro: “L’unico ricordo di Flora Banks” di Emily Barr

4 Giugno 2018 by · Commenta 

La musica è troppo alta, la sala troppo affollata, e sembra che in questa casa ci siano più persone di quante possa conoscerne un essere umano. Le note basse mi vibrano nelle ossa. È un po’ che sono rintanata in un angolo: faccio un respiro profondo e mi faccio largo tra gente che non conosco. Mi guardo la mano. C’è scritto FESTA in grosse lettere nere. Fin qui ci arrivo, ma non so come mai sono qui.

Chi di noi riesce ad immaginare di svegliarsi una mattina privato dei propri ricordi, senza nemmeno sapere dove si trova e perché? È precisamente così che vive la protagonista del romanzo di Emily Barr “L’unico ricordo di Flora Banks”. Flora è una diciassettenne della Cornovaglia che dall’età di dieci anni vive con la memoria a breve termine danneggiata e dimentica ogni cosa in brevissimo tempo. Solo i ricordi della sua infanzia sono intatti, tutto il resto viene cancellato e la ragazza, per ricordarlo, deve scriverlo su un quaderno e, all’occorrenza, su braccia e mani, dove già spicca un tatuaggio che recita “Ti chiami Flora Banks. Sii coraggiosa”. Le uniche persone di cui si ricorda sono quelle che conosce fin dall’infanzia: i genitori, il fratello Jacob e Paige, la paziente migliore amica che la assiste assicurandosi che niente di brutto le possa accadere.

L’esistenza di Flora si riduce a questo, almeno fino a quando ha un incontro casuale con Drake, il ragazzo di Paige. Lui la avvicina, lei lo riconosce solo grazie ad un appunto sulla mano. Quando Drake all’improvviso la bacia…continua a leggere

Nel mio paese è successo un fatto strano

Nel mio paese è successo un fatto strano

28 Gennaio 2016 by · Commenta 

Dalle mia parti una volta capitò un fatto strano di cui fui proprio io ad accorgermi per primo e il bello è che all’inizio né la mia mamma né il mio papà vollero credermi.
Forse fu perché dalle mie parti era ormai diventata un’abitudine non accorgersi più di niente, e quando dico niente voglio dire proprio niente niente. I giorni passavano tutti uguali uno all’altro, senza nessuna differenza. Si considerava talmente normale andare a scuola o a lavorare, ma anche bere, mangiare, giocare e dormire, che nessuno trovava più alcuna gioia nel fare ciascuna di queste cose e tante altre.
Era normale, appunto. Così non si faceva più caso a niente.

La quotidianità è fatta di tante azioni tutte uguali, ripetitive: ci si alza la mattina, si va a scuola, si pranza, si studia. E così anche la vita: si nasce, si cresce, si lavora. Tutto è abitudine, tutto è normale, e anche la cosa più strana rientra nella dimensione della normalità, perché è normale che in tutta questa normalità ogni tanto qualcosa di strano capiti. Ma cosa accadrebbe se il tempo smettesse di esistere? Se non fosse più possibile distinguere le ore, i giorni, le stagioni? Se non fosse più possibile definire qualcosa “normale”?
È quello che succede nel paesino di questo nuovo romanzo di Andrea Vitali, Nel mio paese è successo un fatto strano, edito Salani.
Una strana nebbia, tanto densa e veloce da sembrare viva, ha coperto interamente la città. Contemporaneamente, i calendari sono diventati semplici pagine bianche appese ai muri, gli orologi hanno smesso di girare, il tempo sembra essere sparito per sempre…Continua a leggere

Il baco da seta

Il baco da seta

20 Ottobre 2014 by · Commenta 

«E così Owen sarebbe scomparso? Credevo che volesse restare a godersi lo spettacolo. Pensavo fosse questo il suo obiettivo. A meno che non si sia spaventato. A non mi sembra da lui. Non so come Owen potesse pensare di fottere proprio il suo editore e farla franca, ma lui è fatto così. È lo stronzo più illuso e arrogante che abbia mai conosciuto. Suppongo fosse convinto di poter dipingere Chard come un…»
Si interruppe con una risatina imbarazzata.
«Sono un pericolo per me stesso. Diciamo soltanto che mi ha sorpreso che Owen pensasse di passarla liscia. Forse si è spaventato quando ha capito che tutti sapevano bene a che cosa alludesse e ha preferito tagliare la corda.»

È un’indagine intrigante e ricchissima di colpi di scena quella che si svolge lungo le pagine di Il baco da seta (Salani), nuova avventura dell’investigatore Cormoran Strike e della sua bellissima assistente Robin Ellacott, seguito del fortunatissimo Il richiamo del cuculo, primo romanzo che li ha visti come protagonisti.
Questa volta Robert Galbraith (pseudonimo dietro cui si nasconde la celeberrima J. K. Rowling, madre letteraria del mondo meraviglioso e indimenticabile di Harry Potter e scrittrice dal carisma e dal talento inesauribili) racconta una storia che si snoda nel mondo dell’editoria, tra misteri, segreti, invidie e insidie inaspettate.
Cormoran Strike, infatti, questa volta viene ingaggiato da Leonora Quine, una giovane donna dall’aria dimessa ma dai modi decisi, che gli chiede di indagare sulla scomparsa di suo marito Owen. L’uomo è uno scrittore mediocre e forse un po’ megalomane, ha un carattere impulsivo e modi molto poco concilianti, ed scomparso nel nulla dopo aver scritto un romanzo… continua a leggere

Con le ali ai piedi

Con le ali ai piedi

28 Maggio 2014 by · Commenta 

«Mi ritrovai lì, con la mia valigia, in mezzo all’aeroporto di Istanbul. Tutto mi appariva enorme e in rapido movimento. Non mi resi conto che stavo piangendo finché non mi caddero le lacrime sulle scarpe. Anche con le luci dell’aeroporto, fuori la notte sembrava buia, l’aria densa. Mi asciugai gli occhi e cercai di decidere cosa fare. Ero solo, in una terra straniera di cui non parlavo la lingua, e avevo nove anni. Ero, in parole povere, terrorizzato.»

La storia di Abbas Kazerooni raccontata nel romanzo Con le ali ai piedi, appena pubblicato in Italia da Salani, è una storia che riempie di fiducia nel mondo e nell’essere umano, nonostante tutto. Una storia che fa star bene pur nella sua tragicità, perché dimostra che il coraggio e la voglia di vivere possono vincere su tutto, anche sull’orrore e sulla crudeltà più enormi, e che c’è sempre una strada per la salvezza, una via d’uscita che consente di non cedere al dolore e alla disperazione ma di sconfiggerli e vivere.
Protagonista di questa vicenda che sembra fantastica e invece è drammaticamente vera è proprio Abbas, un ragazzino iraniano di nove anni che un giorno si trova a dover fare i conti con una realtà che non lascia scampo… continua a leggere

L’assassinio di Pitagora

L’assassinio di Pitagora

23 Aprile 2014 by · Commenta 

«La bellezza dei numeri era l’eco del loro potere.
Un potere che pochi riescono appena a intuire e che io devo possedere nella sua totalità.
Collocata un’altra pergamena sul tavolo, disegnò la tetrakys, quindi prese a tracciare linee e triangoli. Un po’ alla volta, i tratti divennero figure sempre più complesse. Notò che la sua mente si elevava sopra la materia, dando inizio a un dialogo con le forze occulte della natura.
Pitagora, stai guardando nella direzione sbagliata.
Rammentava ancora l’epoca in cui lo considerava un essere superiore. Al principio lo aveva visto come un’abbagliante apparizione, ma in pochi anni il suo fulgore era diventato un’abitudine e, senza che se ne accorgesse, l’immagine del grande maestro che la moltitudine venerava era rimasta indietro.
Schiaccerò il vostro maestro e vi soggiogherò per sempre

Il mondo del thriller storico si arricchisce, grazie al nuovo romanzo di Marcos Chicot L’assassinio di Pitagora (Salani) di un nuovo e appassionante orizzonte, del tutto originale e magistralmente raccontato in queste pagine dall’autore spagnolo. Questa storia di intrighi, sangue e omicidi si svolge, infatti, nell’antica Grecia, in una comunità di pensatori, matematici e filosofi riuniti attorno alla figura carismatica di Pitagora… continua a leggere

Papa Francesco. Il papa si racconta

Papa Francesco. Il papa si racconta

18 Marzo 2014 by · Commenta 

«In sintesi, lei ha una visione moderatamente ottimistica del futuro del Paese e del mondo…
È quello che sento. Posso sbagliarmi. Noi non lo vedremo, lo vedranno i nostri figli. È utile, però, non confondere l’ottimismo con la speranza. L’ottimismo è un atteggiamento psicologico di fronte alla vita. La speranza va più lontano. È l’ancora che uno lancia verso il futuro, quella che gli permette di tirare la fune per raggiungere ciò a cui anela. È lo sforzo applicato nella giusta direzione. E poi, la speranza è teologale: di mezzo c’è Dio. Per questo credo che la vita debba trionfare.»

Jorge Mario Bergoglio risponde alle domande di due giornalisti – Francesca Ambrogetti, italiana, e Sergio Rubin, argentino – nelle pagine del libro-intervista Papa Francesco. Il papa si racconta pubblicato da Salani.
Lungo le pagine di questo volume, che raccoglie conversazioni tenute dai due giornalisti con l’allora cardinale Bergoglio nel corso di tre anni di dialoghi e incontri, ritroviamo la storia personale della vita di papa Francesco, narrata dalla sua viva voce… continua a leggere

L’Atelier dei miracoli

L’Atelier dei miracoli

23 Gennaio 2014 by · Commenta 

«Mi chiamo Jean. Mi occupo di un’associazione caritatevole, l’Atelier, ne ha mai sentito parlare? Aiutiamo le persone in grossa difficoltà, quelli che la vita ha ferito. Li guidiamo da un punto di vista amministrativo, psicologico, se necessario gli diamo un piccolo aiuto materiale, in breve li seguiamo in svariati modi. L’ospedale mi ha segnalato il suo caso. Per quanto concerne il recupero della memoria, se ne occuperà il personale medico» ha proseguito, «ma per il resto lei ha tutto da fare, tutto da reimparare, tutto da immaginare, tutto da costruire. Lassù crediamo di poterla aiutare, se lei è d’accordo, beninteso: bisogna essere in due per mettersi a ballare. E dunque, signorina, che cosa ne pensa?»
Avrei voluto abbracciarlo.
«È il cielo che la manda».
«Potrei dire la stessa cosa, mi creda».

Da qualche anno la “Lega degli ottimisti di Francia” – movimento che si propone di “promuovere l’ottimismo e l’entusiasmo in tutti i settori della vita pubblica e privata, economica, culturale e sociale” – organizza il Grand Prix du Livre Optimiste, per premiare il libro più positivo dell’anno, quello più capace di esprimere un punto di vista fiducioso e aperto nei confronti del futuro. A vincere il premio, nel 2013, è stato il romanzo L’Atelier dei miracoli di Valérie Tong Cuong, pubblicato oggi in Italia da Salani, che raccoglie nelle sua pagine una piccola storia che parla di speranza ma anche, e soprattutto, di umanità, considerata senza filtri e senza facili semplificazioni… continua a leggere

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