sabato 19 settembre 2020

Antica Madre:una storia di amore e coraggio

Antica Madre:una storia di amore e coraggio

19 Dicembre 2019 by · Commenta 

Avanzava nella steppa numidica una carovana scortata da venti soldati a cavallo in tenuta leggera e altrettanti legionari che avevano da almeno due settimane ottenuto il permesso dal centurione Rufio Fabro di togliere l’armatura e metterla nel carro. Le loriche d’acciaio si arroventavano sotto il sole ed era impossibile sopportarne il peso e la temperatura.
In lontananza il centurione di prima linea Furio Voreno poteva vedere la mole immane di un elefante, un gruppo di zebre, antilopi dalle corna lunghe e, da parte, un gruppo di leoni fulvi guidati da un maschio dalla folta criniera. Dietro al centurione camminava il pittore di paesaggi, che si preparava a ritrarre il territorio selvaggio della Numidia.

Valerio Massimo Manfredi , autore di romanzi di straordinario successo come “Aléxandros. La trilogia” e “Idi di marzo”, torna in libreria con “Antica madre”, edito da Mondadori.

I protagonisti sono il centurione Furio Voreno e Varea, la bellissima giovane numida che, giunta nell’Urbe attrae l’interesse e il desiderio dell’imperatore Nerone. La giovane è destinata a combattere nell’arena contro bestie feroci per intrattenere il popolo, ma Furio per sottrarla al suo destino ottiene il permesso di portarla con sè come guida nell’impresa che si appresta a compiere…continua a leggere

Il mio nome è Nessuno. Il ritorno

Il mio nome è Nessuno. Il ritorno

10 Settembre 2013 by · Commenta 

«Io volevo morire. Morire al punto che di me non restasse nemmeno la vacua immagine di chi si aggira per il cieco mondo dell’Hades. Volevo essere nessuno, nulla».

Dopo aver raccontato la nascita e la crescita di Odysseo (in Il mio nome è Nessuno. Il giuramento), Valerio Massimo Manfredi torna in libreria con Il mio nome è nessuno. Il ritorno (Mondadori) per narrare quel terribile periodo che l’eroe ha dovuto vivere lontano da casa, alla ricerca della via giusta verso Itaca.
Il suo avventuroso ritorno… continua a leggere

Otel Bruni

Otel Bruni

28 Luglio 2011 by · Commenta 

Incipit:
La notte del 12 gennaio 1914 fu ricordata al nostro paese come una delle più rigide di tutto l’inverno e forse di tutti gli inverni a memoria d’uomo. La neve aveva cominciato a cadere verso sera e, cosa del tutto inusuale se non impossibile, il sole si era voltato indietro –come usava dire- prima di affondare dietro l’orizzonte, apparendo per pochissimi minuti nello stretto spazio che separava l’orlo occidentale della coltre nuvolosa dal profilo della terra. Il raggio vermiglio aveva attraversato la fitta cortina di fiocchi candidi creando un’immagine fantasmagorica, un’atmosfera così irreale che i contadini che stavano rientrando per la cena si erano fermati al centro dell’aia a contemplare la visione mirabile, quasi un segno divino, e a cercare di interpretarne il significato. Erano diventati parte di uno scenario stupefacente, di cui non s’era mai sentito a memoria d’uomo, e un giorno avrebbero cercato di narrare ai loro figli e nipoti di aver visto nevicare sul sole. In breve tempo le loro sagome si erano imbiancate e la luce d’oro si era spenta
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